01/07/2010

Autostrade più care. Alemanno: “Il Raccordo non si tocca”

Autostrade più care. Alemanno: “Il Raccordo non si tocca”

Scattano i rincari: da Roma a Milano costerà da oggi 1,56 euro in più, 2,30 euro in più invece da Roma a Salerno. Il sindaco della capitale: “Se qualcuno mette il pedaggio sul Gra vado io con la macchina e lo sfondo”. Inoltre diminuiscono le bollette della luce ed aumentano quelle del gas.

 

 

Da oggi viaggiare in autostrada costerà di più. Da Roma a Milano in autostrada si pagherà1,56 euro in più, da Roma a Salerno sino a 2,30 euro in più ma per le tratte brevi, come da Fiano Romano a Roma l'aumento non potrà superare il 25% dell'attuale pedaggio, quindi l'incremento sarà nell'ordine di centesimi. Nessun aumento invece sul grande raccordo anulare di Roma. Non c’è e non ci sarà mai, ha assicurato il sindaco di Roma Gianni Alemanno che, come i suoi predecessori, si è detto pronto a tutto per difendere la libertà di circolazione tanto da dire: "Pedaggio sul Gra? Impossibile: se qualcuno sul Raccordo mette qualcosa per far pagare il pedaggio vado io con la macchina e lo sfondo". Ma se le 33 entrate del Gra sono salve, non lo sono i 9 caselli che immettono alla capitale, dove da oggi il pedaggio costerà 1 o 2 euro in più.

Tocca dunque agli automobilisti pagare qualcosa in più per consentire allo Stato di risparmiare sui contributi dovuti all'Anas (il cui unico azionista è il Ministero dell'Economia) per la gestione e la manutenzione della rete stradale e per investimenti per nuove opere. Nei prossimi sei mesi, si stima che nelle casse dell'Anas finiranno 83 milioni. Perché se nel 2009 lo Stato ha dato un contributo di un miliardo di euro all'Anas, la Finanziaria 2010 non stanzia nuove risorse.


Gli aumenti "non sono una stangata", afferma Pietro Ciucci, il presidente dell'Anas, che cerca di smorzare le polemiche sui provvedimenti di maggiorazione tariffaria su tutta la rete autostradale a pedaggio (1 millesimo di euro a chilometro per auto, moto, veicoli a 2 assi etc., e 3 millesimi per i veicoli pesanti) e forfetaria di 1 o 2 euro ai caselli delle autostrade che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali gestiti dall'Anas. E anche se gli aumenti saranno pagati a 26 caselli autostradali, le concessionarie non avranno alcun beneficio, ha tenuto a precisare l'Aiscat (l'associazione che raggruppa le società concessionarie autostrade e trafori), perché gli aumenti saranno appunto girati all'Anas. Il Codacons, intanto, annuncia un ricorso al Tar del Lazio.


GRA. I romani che percorrono il grande raccordo anulare rimanendo in città o nell'hinterland al momento non pagano nulla. Chi, invece, percorre l'anello che circonda Roma per entrare in una delle autostrade attorno alla capitale o uscire da una di esse pagherà al casello un euro in più. Ma se il tratto autostradale è breve, di pochi chilometri, (per esempio da Fiano a Roma) l'automobilista dovrà pagare un aumento contenuto entro il 25% del pedaggio. Questa è una misura che varrà sino a fine 2011. Poi anche il solo transito sul Gra potrà subire un pedaggio. Improbabile metterci dei caselli, è allo studio l'ipotesi di varchi con i telepass.


ROMA-MILANO. Un euro per uscire dalla capitale, più il pedaggio di 33,10 euro per poco più di 560 chilometri, "aumentati di 50 centesimi - ha spiegato Ciucci - per l'incremento" che parte sempre domani sulle autostrade di un millesimo di euro per chilometro per auto e moto (3 millesimi per veicoli pesanti).


ROMA-SALERNO-REGGIO CALABRIA. Tra Roma e Salerno la distanza è di 243 chilometri e il pedaggio sale da 13,50 a 15,50 euro. In uscita da Roma per entrare sull'A1 e' previsto un euro per aver percorso il Gra. Poi ci si immette sull'A30 Caserta-Salerno e all'uscita di Mercato San Severino si pagano 13,50 euro più l'aumento di 25 centesimi. Per percorrere il raccordo sino a Salerno si pagherà un ulteriore euro. Se poi si vuole proseguire verso Reggio Calabria non si pagherà nulla. Ma si pagherà il pedaggio più un 25% se si entra sull'A3 da Nocera inferiore o da Cava dei Tirreni (perché la tratta è breve). "L'obiettivo fondamentale per Anas è costituito dal raggiungimento della autonomia finanziaria - ripete da qualche tempo Ciucci - attraverso l'incremento dei ricavi propri legati alla logica di mercato, per uscire dal comparto della pubblica amministrazione e non incidere più sui conti pubblici". Intanto, per la prima volta, quest'anno, al Tesoro l'Anas darà un dividendo di 5 milioni di euro.

Bollette del gas in rialzo del 3,2%. L'Autorità per l'energia ha disposto, a partire dal 1° luglio, un aumento del metano. Lieve diminuzione per le spese della luce, per la quale partiranno anche le tariffe biorarie. Le variazioni comporteranno per i consumatori un aggravio di 30 euro l'anno

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Aumentano le tariffe del gas, mentre diminuiscono ancora quelle dell'elettricità. Dal 1° luglio, infatti, le bollette della luce conosceranno una riduzione dello 0,5% a differenza del considerevole aumento del 3,2% per il metano. E' quanto disposto dall'Autorità per l'energia per il terzo trimestre dell'anno. Complessivamente le variazioni tariffarie comporteranno per i consumatori un aggravio di 30 euro l'anno (+32 per il gas, -2 per l'elettricità).

Ma le bollette della luce presenteranno delle novità non soltanto in riferimento alle variazioni di prezzo. Da domani, infatti, per 4,5 milioni di famiglie il costo dell'energia elettrica sarà calcolato in base alle nuove tariffe biorarie: più convenienti la sera, la notte e i festivi, mentre saranno più alte nella fascia oraria 8-19 dei giorni feriali, quando domanda e costo dell'elettricità sono effettivamente più elevati. Per poter effettivamente risparmiare, bisognerà abituarsi a concentrare almeno due terzi dei consumi di sera, in nottata e nei week end, ricordandosi per esempio d'avviare la lavatrice e la lavastoviglie dopo cena, d'accendere lo scaldabagno elettrico la mattina appena svegli o di stirare la domenica. Il sistema delle tariffe biorarie interesserà tutti i consumatori che non hanno aderito al mercato libero e che sono dotati di contatore elettronico (in grado cioè di leggere i consumi nei diversi momenti), ma sarà graduale. Da domani saranno interessate 4,5 milioni di famiglie; ad agosto si salirà a 11 milioni fino ai 20 milioni di dicembre.


30/12/2009

Grandi imprese, occupazione a -1,9% Nell'industria dato peggiore da 7 anni

Grandi imprese, occupazione a -1,9% Nell'industria dato peggiore da 7 anni

 

Nell'industria occupazione a -3,7% rispetto a un anno fa: mai così male da novembre 2002. Istat: l'occupazione in calo a ottobre rispetto allo stesso mese 2008. Dato invariato rispetto a settembre

 

MILANO - L'occupazione nelle grandi imprese a ottobre è diminuita dell'1,9% rispetto allo stesso mese del 2008 ed è rimasta invariata rispetto a settembre 2009. Lo comunica l'Istat precisando che al netto della cassa integrazione il calo è stato del 3,7% su base annua, mentre si è registrata una variazione nulla su base mensile.

L'INDUSTRIA - Se si prendono in considerazione solo le grandi aziende dell'industria l'occupazione è calata del 3,7% rispetto a un anno fa (dato peggiore da novembre 2002). Sempre per quanto riguarda l'industria, spiega ancora l'Istat, la variazione su base mensile è stata del -0,3% sia al lordo che al netto della cig. Nelle grandi aziende di servizi, invece, il calo è stato dello 0,9% rispetto a ottobre 2008 (-1,3% al netto cig), mentre si registra un incremento dello 0,1% su base mensile (variazione nulla rispetto a settembre, invece, al netto della cassa integrazione). I tecnici dell'Istituto di statistica segnalano dunque come, al di là dei 'segni menò ancora significativi, si riscontri una «stabilizzazione negli ultimi mesi della situazione occupazionale nelle grande aziende» e una progressiva «inversione dell'effetto della cassa integrazione, il cui ricorso registra una leggera diminuzione negli ultimi mesi». In ogni caso, se si prende in considerazione il periodo gennaio-ottobre 2009, il calo rispetto allo stesso periodo del 2008 è ancora consistente: -1,4% per il totale delle grandi imprese (-4% al netto della cig), con rispettivamente un -2,7% per l'industria (-8,6% al netto della cassa integrazione) e -0,8% per i servizi (-1,4% al netto cig).

LE ORE DI CIG - A ottobre, comunica ancora l'istituto di statistica, nelle grandi imprese sono state utilizzate 38,2 ore di cassa integrazione guadagni per ogni mille ore lavorate. Rispetto a ottobre 2008 di ricorso alla Cig è aumentato di 22,4 ore per ogni mille. Nel confronto tra i primi dieci mesi del 2009 e il corrispondente periodo del 2008, il ricorso alla Cassa integrazione guadagni ha registrato un incremento di 31,2 ore per ogni mille ore lavorate. L'Istat sottolinea che, in particolare, il ricorso alla Cig nelle grandi imprese dell'industria è stato pari a 94 ore ogni mille, in aumento di 54,3 ore ogni mille rispetto a ottobre 2008. Nella grandi aziende dei servizi, invece, a ottobre le ore di Cig utilizzate sono state 6,9 ogni mille ore lavorate, con un aumento di 5,3 ore rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.