03/05/2009

Fuga di monossido, due morti a Milano

Fuga di monossido, due morti a Milano

 

Una coppia di ecuadoriani trovata senza vita nella vasca da bagno. Altri sei, tra cui due bambini, gli intossicati

 

La palazzina dove si èverificata la fuga di monossido
La palazzina dove si èverificata la fuga di monossido

MILANO - Volevano fare un bagno assieme nella vasca in piena notte, ma il monossido di carbonio uscito da uno scaldabagno difettoso li ha sorpresi quando si erano già spogliati, uccidendoli. Sono morti così due ecuadoriani in un appartamento al terzo piano di via Laurana, una traversa di viale Zara, a Milano. Le vittime sono Douglas Neberzon, 44 anni, e Jovita Reyes Molina, 29 anni.

INTOSSICATI - A trovarli sono stati i loro coinquilini e un gruppo di altri connazionali, di ritorno da una festa, verso le tre della scorsa notte. La donna era nella vasca, l'uomo disteso accanto, entrambi nudi. Subito sono stati chiamati i soccorsi, che però hanno solo potuto portare sei persone al Niguarda con sintomi di intossicazione da monossido di carbonio: si tratta di quattro adulti e due bambini, secondo quanto riferito dal 118. Le loro condizioni non sono gravi.

POCHE ORE PRIMA UNA SEGNALAZIONE - Alcune ore prima nello stesso condominio di via Laurana era scattato l'allarme per una fuga di gas. Gli inquilini del quarto piano erano scesi fino al secondo perché da un appartamento si diffondeva odore di gas. L'allarme è poi rientrato, ma poche ore dopo al terzo piano il monossido ha ucciso i due ecuadoriani.


07/04/2009

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

 

Arrestata la madre: l'accusa è omicidio volontario. E' stata portata nel reparto di psichiatria

 

VERONA - È stato affogato il neonato morto oggi nella vasca del bagno della sua abitazione nel veronese. Lo ha stabilito il medico legale intervenuto sul posto dopo la segnalazione dei carabinieri di San Bonifacio. Gli investigatori, insieme al pm scaligero Cristina Motta, hanno sentito la madre del piccolo Mattia Cerato nato lo scorso 2 marzo e l'hanno arrestata. L'accusa è di omicidio volontario. La donna, Cinzia Baldo, 39 anni, è stata portata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Borgo Trento di Verona, dove è piantonata dai militari dell'Arma.

LA DINAMICA - Il piccolo Mattia è stato ucciso tra le 8.30 e le 9.30. Alle 8.30 il padre del neonato, un carabiniere in servizio a Vicenza, è uscito per andare dal barbiere ed è rincasato alle 9.30 trovando la moglie in forte agitazione e scoprendo il corpicino nella vasca da bagno. La donna, insegnante, si trovava a casa per il periodo di maternità. Al marito, ai carabinieri e al magistrato che l'hanno sentita avrebbe espresso frasi senza senso e sconclusionate. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe agito in un raptus di crisi post parto, anche se, pare, soffrisse da tempo di una lieve depressione. Anche per questo il marito le stava particolarmente accanto. Cinzia Baldo insegna in una scuola materna privata, la San Leonardo, ed è interessata ad andare in un istituto scolastico pubblico. La coppia ha un'altra figlia di 7 anni che si trovava già a scuola quando è avvenuta la tragedia.