13/05/2011

Duplice attentato in Pakistan Sale a 87 il bilancio dei morti

Duplice attentato in Pakistan Sale a 87 il bilancio dei morti

Le esplosioni contro le Guardie di frontiera pachistane nel distretto di Charsadda. L'attacco è stato rivendicato dalla Ttp, la più importante organizzazione clandestina islamica pachistana

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22/01/2011

E Libero rivela il cellulare di Santoro

E Libero rivela il cellulare di Santoro

IN PRIMA PAGINA SUL QUOTIDIANO. «Vendetta» dopo la messa in onda del telefonino di Berlusconi: «Così Michele proverà lo stesso brivido»

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08/12/2010

«Vendetta per Assange», hacker all'attacco

«Vendetta per Assange», hacker all'attacco

Gli "anonimi" lanciano l'operazione per vendicare Assange

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13/09/2010

Rapito imprenditore a Nola: chiesto un riscatto di 5 milioni

Rapito imprenditore a Nola: chiesto un riscatto di 5 milioni

Antonio Buglione è stato sequestrato il 12 settembre. Sarebbe già stata chiesta una cifra per la sua liberazione ma gli investigatori non escludono si tratti di una vendetta. Buglione era stato in passato indagato per associazione di stampo camorristico

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27/08/2010

La vendetta del web contro la donna che buttò il gatto nel cassonetto

La vendetta del web contro la donna che buttò il gatto nel cassonetto

Identificata dalle telecamere di sorveglianza. Ora è minacciata di morte per quel gesto.

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12/05/2010

Genova, volevano chiudergli il canile Uccide due guardie zoofile e si spara

Genova, volevano chiudergli il canile Uccide due guardie zoofile e si spara

La struttura per animali stava per essere posta sotto sequestro. Duplice omicidio e suicidio a Sussisa, riviera di Levante. Il killer segnalato per maltrattamenti sugli animali

 

GENOVA - Ha ucciso due guardie zoofile e poi si è tolto la vita. Duplice omicidio e suicidio in mattinata a Sussisa, una frazione di Sori, sulle alture della riviera genovese di Levante. Il killer suicida è Renzo Castagnola, 65enne titolare di un canile. Le guardie erano andate a effettuare un sopralluogo nella struttura che stava per essere posta sotto sequestro in seguito a una segnalazione su maltrattamenti agli animali. Il titolare, all'arrivo delle guardie, ha sparato contro di loro e si è poi tolto la vita. Nella sparatoria è rimasta ferita anche la moglie del titolare del canile.

LA RICOSTRUZIONE - Le guardie provinciali - Elvio Fichera e Paola Quartino - si erano presentate presso l'abitazione dell'uomo con un decreto (firmato dal pm Piercarlo di Gennaro) di sequestro dei suoi cani da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti. Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di firmare, Castagnola ha detto: «Vado a prendere una penna». È invece tornato armato e ha iniziato a sparare all'impazzata. La moglie, che si trovava sulla traiettoria è rimasta ferita. Sul luogo erano presenti anche vigili urbani e carabinieri che sono riusciti a mettersi in Castagnola aveva un porto d'armi per armi da caccia e, secondo le prime informazioni, faceva parte di una squadra per le battute di caccia al cinghiale. (Fonte Ansa)


21/09/2009

Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato

Filma l'ex moglie a letto con l'amica e mette il video online: denunciato

 

In provincia di brescia. L'uomo voleva vendicarsi e ha nascosto una videocamera nella stanza. Accusato di stalking

 

MILANO - Una videocamera collocata in quella che una volta era stata la sua camera da letto è diventata lo strumento di vendetta di un uomo lasciato dalla moglie. Lei, infatti, ripresa a letto con un'amica, si è ritrova online su Internet, nelle circostanze inequivocabili di un rapporto omosessuale.

DENUNCIA PER STALKING - Il fatto è accaduto in un paese in provincia di Brescia. La donna, sulla cui identità viene ovviamente mantenuto il massimo riserbo, è venuta a sapere della pubblicazione del video su Internet da un amico, che l'aveva trovato casualmente mentre navigava online. A quel punto, la donna non ha potuto far altro che recarsi a denunciare l'ex marito per stalking. La pubblicazione di immagini intime online si può infatti configurare come un atto di persecuzione.

LE VOCI - Secondo indiscrezioni, all'uomo erano giunte all'orecchio una serie di voci diffuse tra le comuni conoscenze della coppia, che indicavano proprio nell'omosessualità della donna le ragioni della separazione. Ed allora avrebbe agito per dispetto.


19/04/2009

«Il Buccaneer voleva versare in mare rifiuti tossici»

«Il Buccaneer voleva versare in mare rifiuti tossici»


«IL SEQUESTRO NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON LA PIRATERIA». L'accusa del governatore della zona Sanag del Puntland: «Non chiediamo riscatti, vogliamo giustizia»

 

La Buccaneer (Ansa)
La Buccaneer (Ansa)

MOGADISCIO - Le autorità della regione semi-autonoma del Puntland, nel nord-est della Somalia, hanno accusato la nave italiana Buccaneer di voler versare rifiuti tossici al largo della costa somala e altri due pescherecci egiziani di attività illegali. Le tre navi sono state catturate la scorsa settimana dai pirati attivi al largo della costa somala e sono attraccate nel porto di Lasqorey, in Puntland.

LE ACCUSE - Le accuse sono state mosse oggi dal governatore della zona di Sanag, Mohamoud Said Nur, raggiunto telefonicamente dalla France presse: «Dobbiamo dire chiaramente che il rimorchiatore italiano e i due pescherecci egiziani sono state sequestrate dalle forze di sicurezza locali e la ragione per cui sono state messe sotto sequestro non ha nulla a che vedere con la pirateria. Abbiamo avuto la conferma che il rimorchiatore italiano trasporta due contenitori di rifiuti tossici e che (l’equipaggio) voleva gettarli nelle nostre acque. Dobbiamo fare giustizia e non chiediamo riscatti per la loro liberazione». Alle due imbarcazioni egiziane il governatore ha rimproverato di pescare illegalmente nelle acque somale. «Anche loro devono essere portati davanti alla giustizia», ha aggiunto. Il Buccaneer è stato catturato l’11 aprile scorso nel Golfo di Aden. A bordo si trovano 16 membri di equipaggio: 10 italiani, cinque romeni e un croato. I pescherecci egiziani, con tra 18 e 24 marinai a bordo, sono stati catturati al largo del Somaliland.

LA REPLICA - La Buccaneer, a sentire la Micoperi, la ditta proprietaria del rimorchiatore, sarebbe invece stata «vuota». La risposta alle accuse giunte dalle autorità del Putland non si è fatta attendere. Il general manager della ditta ravennate invita a «rifarsi a quanto detto nei giorni scorsi alle autorità» e cioè che la nave era vuota e non poteva trasportare alcun materiale, tantomeno tossico. O radioattivo, come era stato ipotizzato qualche giorno fa. La Buccaneer, aveva riferito la Micoperi nei giorni scorsi, era priva di carico. Le bettoline sono infatti chiatte galleggianti che trasportano le piattaforme per portarle in mare. Per questo, secondo l'azienda, non potrebbero trasportare rifiuti.


13/04/2009

PIRATERIA: MINACCE DOPO BLITZ USA, BUCCANEER SULLA COSTA

PIRATERIA: MINACCE DOPO BLITZ USA, BUCCANEER SULLA COSTA

 

ROMA - Cresce la tensione dopo il blitz americano di ieri che ha portato alla liberazione del capitano Usa Richard Phillips: i pirati hanno minacciato ritorsioni, soprattutto verso gli americani, per vendicare i tre compagni rimasti uccisi nel corso dell'operazione. E hanno alzato il tiro annunciando di ampliare il raggio d'azione, anche in acque lontane dalla Somalia.

Resta intanto nelle mani della pirateria il rimorchiatore italiano Buccaneer con 16 persone di equipaggio, tra i quali 10 connazionali, sequestrato l'altro ieri nel Golfo di Aden. Al momento l'imbarcazione si troverebbe, alla fonda, di fronte alla costa somala, a circa 10 miglia dal villaggio di Las Qoray nel nord del paese e non sarebbero giunte richieste di riscatto.

L'equipaggio sta bene, secondo le ultime informazioni disponibili raccolte da fonti della Micoperi di Ravenna, la societa' armatrice del rimorchiatore italiano. Sulla vicenda vige comunque lo ''stretto riserbo'' della Farnesina per agevolare la positiva soluzione della vicenda: la situazione e' stata ieri al centro di una riunione interministeriale all'Unita' di Crisi del ministero degli Esteri, per mettere a punto le attivita' di coordinamento.

Anche, ''in prospettiva, con le autorita' del governo di transizione somalo'', ha precisato lo stesso ministero ieri pomeriggio. Ci saranno ritorsioni, annunciano intanto i pirati, contro gli Usa: ''Intensificheremo i nostri attacchi, anche lontano dalle acque somale e la prossima volta che avremo a che fare con gli americani spero che nessuno si attenda pieta' da parte nostra'', hanno fatto sapere.

Per verificare la situazione sul terreno e' giunto oggi in Somalia il parlamentare Usa Donald Payne. Il deputato democratico, esperto d'Africa, e' giunto a Mogadiscio su un piccolo aereo insieme al ministro degli Esteri somalo, Mohamed Abdullah Omaar ed ha incontrato esponenti del governo. La visita, notano alcune fonti, ha avuto lo scopo di dimostrare che sul blitz compiuto ieri dalla marina Usa vi sia sintonia tra Washington e il governo di Mogadiscio.

Fonti della flotta americana nell'area sottolineano comunque che l'operazione di ieri - a 48 ore di distanza da un altro blitz, compiuto dai soldati francesi per liberare i passeggeri di uno yacht - accresca il pericolo che i pirati adottino per il futuro metodi piu' violenti. ''Sono molto contento che il capitano Phillips sia stato liberato'', ha intanto commentato il presidente Usa, Barack Obama, dopo l'intervento dei militari, da lui stesso autorizzato. ''Siamo determinati - ha aggiunto - a fermare l'insorgere della pirateria nella regione: dobbiamo continuare a lavorare con i nostri partner per prevenire attacchi futuri'' ed ''essere preparati a impedire atti di pirateria''.

17/09/2008

RAGAZZO UCCISO PERCHE' RUBO' NELLA VILLA DI TOTO' RIINA

RAGAZZO UCCISO PERCHE' RUBO' NELLA VILLA DI TOTO' RIINA

Due pentiti svelano il mistero ai pm di palermo. Aveva 24 anni, forse vide qualcosa che non doveva. Il delitto dopo la cattura del boss

Angelo Gullo
Angelo Gullo
PALERMO — La madre non ha mai perso le speranze e crede che suo figlio sia ancora vivo. Eppure di Angelo Gullo non si hanno più notizie da 15 anni. Al momento della scomparsa ne aveva 24. Per due volte i magistrati hanno archiviato il caso e per due volte la donna è riuscita a far riavviare l'inchiesta, rivolgendosi pure alla trasmissione «Chi l'ha visto?». Ma alla terza riapertura del fascicolo è saltata fuori un verità agghiacciante. Angelo Gullo sarebbe rimasto vittima della lupara bianca perché avrebbe osato commettere un furto niente meno che nel covo del boss Totò Riina, all'epoca l'uomo più ricercato d'Italia.

Il giovane venne subito individuato dai sicari della famiglia di Pagliarelli, a lungo interrogato, torturato e poi ucciso anche se il suo cadavere non è stato mai ritrovato. A svelarlo sono stati due collaboratori di giustizia. Davanti al pm di Palermo Marcello Viola, che alla fine del 2006 ha riaperto l'inchiesta, il pentito Calogero Ganci, figlio del boss della Noce Raffaele, ha raccontato che «subito dopo il furto il ragazzo venne pestato, ma fu ucciso mesi dopo, a freddo». Una ricostruzione confermata dal pentito Salvatore Cangemi. Rivelazioni che fanno di questo caso uno dei tanti misteri che ruotano attorno alla latitanza e ai rifugi del capo di Cosa Nostra. Il giovane, lontanamente imparentato con un mafioso, venne infatti inghiottito dalla lupara bianca il 23 gennaio del '93. Esattamente otto giorni dopo la cattura di Riina, anche se il furto non era avvenuto nell'ultimo covo di Via Bernini, ma in quello di Borgo Molara, una villa di proprietà dello stesso boss. E non si può escludere che nella decisione del capo di Cosa Nostra di spostarsi dal primo al secondo rifugio possa entrarci anche quella misteriosa incursione di Gullo e di una seconda persona sulla quale non si è mai saputo nulla.

Cosa avevano rubato o visto gli incauti ladri? Ancor più strana la tempistica della feroce punizione del giovane che subito dopo il furto era già stato pestato. Una circostanza confermata anche dalla madre: «Una sera tornò a casa pieno di lividi, ma non volle spiegare cosa gli era successo, sembrava terrorizzato». A pestarlo era stato lo stesso Ganci ed altri due mafiosi. «Ritenevamo che quella fracchiata (scarica) di legnate bastasse — ha detto il pentito — e non ci fu spiegato perché a distanza di tempo venne poi eliminato». Perché non ucciderlo subito e eliminarlo solo dopo la cattura di Riina? Si possono fare mille congetture. Forse il giovane aveva visto qualcosa di scottante che, solo dopo l'arresto del capo di Cosa Nostra, rendeva necessaria la sua eliminazione. Gli inquirenti sono molto cauti. «È vero: in questa storia ci sono delle strane coincidenze — si limita ad osservare il pm Viola — ma al momento si possono fare solo illazioni. L'inchiesta non è ancora chiusa e ascolteremo ancora altri collaboranti».

Resta il fatto che il giallo sulla tragica fine di Angelo Gullo si somma ai tanti misteri che ruotano attorno all'altro covo di Via Bernini. Riina venne arrestato il 15 gennaio '93, ma fino al 2 febbraio nel suo ultimo rifugio non fu fatto alcun controllo da parte delle forze dell'ordine dando così tempo ai mafiosi di ripulirlo. In mezzo a quelle due date, il 15 gennaio e il 2 febbraio, si colloca la scomparsa di Angelo Gullo: eliminato «a freddo» per un furto commesso tempo prima, ma in un altro covo del boss. Come se qualcuno, dopo la cattura di Riina, avesse voluto fare piazza pulita di ogni traccia e testimone scomodo sulla sua lunga latitanza. E dunque oltre a ripulire la villa di Via Bernini era necessario eliminare anche chi poteva aver visto o rubato qualcosa di compromettente in altri covi.

16:18 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: reina, mafia, vendetta, sicari | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook