12/03/2012

Benzina, aumenti inarrestabili per verde e gasolio: toccati 1,865 euro e 1,780 euro il litro

Benzina, aumenti inarrestabili per verde e gasolio: toccati 1,865 euro e 1,780 euro il litro

Secondo il monitoraggio di quotidianoenergia.it. Verso il record storico del 1977 (a prezzi attualizzati)

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04/05/2011

Verde, nuovo record storico: 1,6 al litro Nei distributori Tamoil, infatti, il prezzo alla pompa è salito a 1,599 euro al litroeco

Verde, nuovo record storico: 1,6 al litro Nei distributori Tamoil, infatti, il prezzo alla pompa è salito a 1,599 euro al litroeco

Nei distributori Tamoil, infatti, il prezzo alla pompa è salito a 1,599 euro al litro

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25/02/2011

Maxi-aumento per benzina e gasolio

Maxi-aumento per benzina e gasolio

Ma in campania la benzina tocca quota 1,596. La crisi libica si fa sentire: la verde raggiunge gli 1,536 al litro alla pompa, il gasolio quota 1,426

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01/09/2009

«Siamo italiani, no al fumo verde» Prove cancellate per le Frecce

«Siamo italiani, no al fumo verde» Prove cancellate per le Frecce

 

 

ITALIA-LIBIA, IL CASO. La risposta alle richieste dei libici per l'esibizione a Tripoli

 

 

Le frecce tricolori
Le frecce tricolori

TRIPOLI — «Shut down the engine, you have a delay». Per ben due volte il comandante delle Frecce Tricolori, Massimo Tammaro, che stava rullando sulla pista dell'aeroporto militare di Maitiga ha ricevuto dalla torre di controllo l'ordine di spegnere i motori degli Aermacchi. Con la terza comunicazione è giunto anche l'ordine di rientrare perché l'esercitazione era cancellata. Quella di ieri, sul cielo di Tripoli, doveva essere la prova generale della manifestazione acrobatica che la nostra pattuglia — che tutto il mondo ci invidia per la sua abilità — avrebbe dovuto fare per i festeggiamenti odierni in occasione dei 40 anni della rivoluzione verde che portò al potere il colonnello Muhammar Gheddafi. E il colore verde potrebbe essere all'origine della cancellazione. Da tempo, infatti, le autorità libiche chiedono che le Frecce scarichino scie di fumo verde durante le acrobazie previste per i festeggiamenti in onore dei 40 anni di potere del Raìs. Ma la risposta è sempre stata la stessa: un cortese ma fermo no. Anche ieri, durante il consueto briefing che precede un'esercitazione, Tammaro si è sentito fare la medesima richiesta. E anche ieri ha risposto: «Noi siamo italiani e abbiamo una disposizione ferrea. I fumi che possiamo scaricare sono bianchi o tricolori, come la nostra bellissima bandiera».

Insomma, tutto lascia intendere che potrebbe essere questo diniego all'origine della decisione libica di sospendere i voli acrobatici. Anche se ufficialmente nessuno vi fa riferimento, nemmeno gli italiani. Lo stesso Tammaro, in una improvvisata conferenza stampa nella nave albergo che ospita gli uomini della pattuglia, spiega che la ragione è «tecnica» dopo essersi consultato con lo stato maggiore dell'aeronautica militare italiana, l'ambasciatore Francesco Tupiano e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «In una zona della città, di fronte al mare, — dice l'ufficiale — è ancora in corso il vertice dei capi di Stato africani e quindi per motivi di sicurezza ci è stato comunicato che tutti i voli erano stati sospesi». Tutti i nostri, militari e politici, ne prendono atto. Ragioni di opportunità invitano ad accettare per buono quanto hanno sostenuto i libici perché è del tutto plausibile la loro tesi visto che sul lungomare, sotto una tensostruttura, la stessa che domenica ha ospitato la cena tra Gheddafi e Silvio Berlusconi, si svolge il vertice dei leader dell'Unione africana.

Dal punto di vista diplomatico si vogliono evitare incidenti perché si sa quanto siano imprevedibili i dirigenti libici e quanto talvolta paiono capricciose se non addirittura eccessive le loro richieste. Ecco perché si fa finta di credere a questa versione e ci si dimentica che ieri mattina, proprio sulla stessa porzione di cielo prospiciente la zona del summit panafricano hanno volteggiato per una buona mezzora tre aerei leggeri di fabbricazione francese. I rapporti di buon vicinato e la possibilità di fare buoni affari consigliano quindi di essere prudenti. Ecco perché, a meno di impreviste novità, il programma messo a punto per lo show delle nostre Frecce resta inalterato e si compone di sette «figure», alcune come il giro della morte «a triangolone» ripetuto due volte. I nove Aermacchi concluderanno con un passaggio spettacolare che mette i brividi per la sua bellezza. In formazione «Alona con carrello estratto» scaricheranno una fumata tricolore sulle note del «Vincerò» cantate da Luciano Pavarotti.

Lorenzo Fuccaro

Fonte: Corriere della Sera


06/05/2009

«Bandiere Blu» a 227 spiagge Dodici in più dell'anno scorso

«Bandiere Blu» a 227 spiagge Dodici in più dell'anno scorso

 

Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria. Nel Mediterraneo l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia

 

(Ansa)
(Ansa)

Sono 227 le spiagge che quest'anno hanno ricevuto le Bandiere Blu 2009, 12 in più rispetto allo scorso anno e il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Bandiera blu anche a 60 approdi turistici (erano stati 56 lo scorso anno). Quindi mare più pulito e amministrazioni maggiormente impegnate a difesa dell'ambiente: è un risultato positivo quello della 23esima edizione della «Bandiere Blu» assegnate dalla Foundation for Environmetal Education (Fee) in collaborazione con il Cobat (Consorzio nazionale batterie esauste) ai comuni rivieraschi ed agli approdi turistici. Quest'anno vengono premiati 113 comuni, 9 in più della precedente edizione.

QUINTO POSTO - A livello del Bacino del Mediterraneo, l'Italia si colloca al quinto posto in graduatoria, dopo Spagna, Grecia, Turchia e Francia. I 113 Comuni italiani sono rappresentativi di 227 spiagge, che sono circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Il primato 2009 delle spiagge spetta alla Toscana, a pari merito con le Marche e la Liguria con 16 bandiere; stabile l'Abruzzo con 13. Una in più per la Campania, dove quasi tutte le località candidate sono riuscite a raggiungere l'obiettivo, portando così questa Regione a quota 12. L'Emilia Romagna ne conferma 8, la Puglia arriva a 7 vessilli (+2), il Veneto sale a 6 (+1). Sicilia, Calabria e Lazio ne hanno acquistata una raggiungendo quota 4; il Friuli Venezia Giulia riconferma le 2 dell'anno scorso come la Sardegna. Il Molise infine rimane con una sola Bandiera Blu (-1). Le località lacustri sono presenti con 2 bandiere blu.

IL MARE - «È con soddisfazione che con la campagna 2009 annunciamo un incremento di Bandiere Blu, ben 113, 9 in più della passata edizione, dimostrando così un impegno costante delle località rivierasche - ha detto Claudio Mazza, segretario Generale della Fee Italia - «siamo certi che investire sulla qualità ambientale - prosegue Mazza - sia il modo migliore per sviluppare un'economia locale sana e duratura incentrata sul turismo». «Il Cobat, sebbene oggi mutato nelle sue funzioni con l'entrata in vigore del D.lgs.188/08 sulla gestione dei rifiuti di pile ed accumulatori- ha detto Giancarlo Morandi Presidente del COBAT- continua a portare avanti il proprio ventennale impegno per la tutela dell'ambiente dai rischi derivanti dalla dispersione delle batterie al piombo esauste. Il mare, sotto questo aspetto, è senza dubbio l'ecosistema più fragile par la sua intrinseca facilità alla diffusione delle sostanze inquinanti, motivo per il quale, da sempre, il Cobat collabora e sostiene la Fee, affinchè insieme si possa fornire un reale contributo per la salvaguardia dei nostri mari». La Fee, organizzazione internazionale no profit con sede in Danimarca e presente in 59 paesi, sta portando avanti in collaborazione con la Direzione generale della Pesca del ministero delle politiche agricole il progetto «Bandiera Blu - Pesca Ambiente»« che punta a sensibilizzare il mondo della pesca alle tematiche ambientale e nel contempo a valorizzare le tradizioni locali ad esso legate, in tutte le località Bandiera Blu caratterizzate dalla presenza di una flotta peschereccia.


11/03/2009

Londra: piano per far camminare i pedoni più veloci e favorire il traffico delle auto

Londra: piano per far camminare i pedoni più veloci e favorire il traffico delle auto

 

L'idea del sindaco Johnson secondo il quotidiano Times. Il tempo del verde agli incroci sarà diminuito di 6 secondi per chi si sposta a piedi

 

 

 

 

 

 

LONDRA - Per far muovere più in fretta il traffico di auto è necessario che i pedoni siano più veloci ad attraversare la strada. Quindi i tempi del verde ai semafori saranno diminuiti di 6 secondi per chi si sposta a piedi. L'idea è del sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, e la riporta il quotidiano Times.

PIANO TRAFFICO - Sarà introdotto a 6 mila impianti semaforici un conto alla rovescia digitale dei secondi che rimangono alle auto prima della luce verde e che, secondo gli ideatori, servirà a far affrettare chi è a piedi. In media i pedoni avranno sei secondi in meno per attraversare l’incrocio. L'adeguamento alla «maggiore velocità» per i pedoni sarà graduale. I pannelli digitali fanno parte del piano di Johnson per decongestionare il traffico, soprattutto quando l’anno prossimo il numero delle auto si raddoppierà in previsione della riduzione della zona a traffico limitato. Secondo gli esperti di sicurezza stradale, la misura porterà a un maggior numero di incidenti e attraversamenti senza rispettare il verde.