20/12/2011

Via al controllo dei conti correnti ecco il maxi-computer del Fisco

Via al controllo dei conti correnti ecco il maxi-computer del Fisco

Stop al segreto bancario, scattano le nuove verifiche. Faro su dichiarazioni dei redditi, patrimoni immobiliari, utenze di luce e gas, movimenti in banca. Ecco come funziona 'Serpico', il super-cervellone della Sogei che elabora 22mila dati al secondo attraverso duemila server

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17/01/2011

Auto civetta investe anziano: morto

Auto civetta investe anziano: morto

ANCORA IN CORSO L'IDENTIFICAZIONE. Drammatico incidente all'alba sulla via Casilina, l'uomo è stato sbalzato contro il guard rail mentre attraversava

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19/08/2010

India: esplode la batteria di un cellulare, muore un giovane allevatore

India: esplode la batteria di un cellulare, muore un giovane allevatore

L’episodio conta dei precedenti, ma sarebbe il primo che si è verificato quando il cellulare non era in carica, negli altri casi problemi dovuto all'uso di ricambi non originali


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23/06/2010

Sequestrata una tonnellata di mozzarelle Sono cinque le marche nel mirino

Sequestrata una tonnellata di mozzarelle Sono cinque le marche nel mirino

Allarme anche in Francia, Russia e Bielorussia. mercoledì tavolo tecnico del governo. Interventi dei Nas in discount di tutta Italia. Il ministro Fazio: «I consumatori verifichino etichette dei prodotti»



MILANO - Una tonnellata di "mozzarelle blu" di cinque marche diverse, tutte provenienti dalla Germania, sono state sequestrate dai Nas in tutta Italia. Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio invitando le aziende distributrici, qualora non avessero già provveduto al ritiro delle partite, ad «adottare tutti i provvedimenti cautelativi necessari alla tutela del consumatore». Il ministro invita anche i consumatori a verificare l'etichetta di mozzarelle che avessero già acquistato per evitare il consumo di quelle provenienti dallo stabilimento Milchwerk Jager Gmbh & Co. Le cinque marche a rischio sono: Land, Malga Paradiso, Lovilio, Fattorie Torresina e Monteverdi. Il ministro è in attesa dell'esito dell'ispezione decisa dalla Commissione Europea e dell'elenco dei prodotti inviati dallo stabilimento tedesco in Italia.

TAVOLO TECNICO - E mercoledì alle 16 il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan incontrerà il ministro Fazio «per affrontare - informa una nota - i problemi legati alla tracciabilità della filiera e all'etichettatura degli alimenti». «Cercheremo di trovare soluzioni condivise nell'interesse dei consumatori - precisa Galan -, così che siano messi nelle condizioni di riconoscere l'origine dei prodotti e scegliere consapevolmente cosa acquistare». Sul sequestro di mozzarelle prodotte in Germania Galan sottolinea che «ci deve fare riflettere. Se è vero quanto sostiene l'azienda produttrice e cioè che il caso risale al 25 maggio scorso, che il problema è stato risolto settimane fa e le autorità italiane erano state informate, mi chiedo: perché quelle mozzarelle erano ancora in vendita?».

DISCOUNT - Continuano intanto le attività di controllo dei Nas, delle Regioni e delle Aziende sanitarie locali. I sequestri sono stati effettuati per ora solo nei discount, ha spiegato il comandante dei Nas Cosimo Piccinno: «Ne stiamo sequestrando parecchie in diverse regioni e stiamo monitorando a livello nazionale tutta la filiera delle mozzarelle che provengono dalla Germania». La colorazione blu si verifica dopo alcune ore dall'apertura della confezione e al momento non ci sono segnalazioni di disturbi da parte di chi le ha consumate.

SEQUESTRI - C'è stato un nuovo intervento dei Nas in provincia di Torino, dopo la denuncia di una donna che tre giorni fa ha dato il via alla vicenda con il sequestro di 70mila formaggi. In particolare a Volpiano, nel deposito di prodotti alimentari di una nota catena di discount. La merce sequestrata, 28.400 mozzarelle per un valore di circa 15mila euro, proveniva dallo stabilimento tedesco. A Teramo alcuni cittadini hanno portato delle mozzarelle blu al Servizio di igiene degli alimenti di origine animale della Asl che le ha girate per le analisi all'Istituto zooprofilattico. L'Asl ha disposto la verifica e il controllo sul ritiro dal mercato da parte degli operatori alimentari delle mozzarelle identificabili attraverso il codice "DE-BY106-EG" apposto sulle confezioni. In provincia di Teramo tutti i prodotti sono stati ritirati dai banchi di vendita di negozi e supermercati. Una confezione di mozzarelle è stata sequestrata dai carabinieri a Lanciano, sempre in Abruzzo. In questo caso il cambiamento di colore è avvenuto un paio di giorni dopo l'apertura della confezione, tenuta in frigo. Nel Lazio sono stati effettuati infatti sequestri a Subiaco, Vitinia e Ostia per 77 kg. A Sassari i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni hanno sequestrato cinque partite di mozzarelle sospette in altrettanti discount della provincia, dopo un caso denunciato a La Maddalena.

AGRICOLTORI - In allarme gli agricoltori che hanno chiesto di aprire subito un tavolo di confronto tra i ministeri della Salute e delle Politiche agricole e tutte le componenti della filiera lattiero-casearia, in quanto la vicenda delle mozzarelle blu «rischia di provocare contraccolpi tra i produttori per un possibile calo dei consumi». Ogni allarmismo è, però, «totalmente ingiustificato - spiega la Confederazione italiana agricoltori -, i prodotti "made in Italy" sono sicuri e di grande qualità. Però non bisogna sottovalutare l'effetto domino che creano questi scandali, di cui gli agricoltori italiani non sono responsabili».

ALL'ESTERO - Dopo l'Italia e la Slovenia, si scopre che le mozzarelle blu erano destinate anche al mercato francese, russo e della Bielorussia, «come dimostrano i certificati d'esportazione della società tedesca» spiega Frederic Vincent, portavoce del commissario europeo alla sanità John Dalli. Il processo di produzione del formaggio sotto accusa, con la presenza del batterio Pseudomonas (di cui è stata esclusa la tossicità), passerà nei prossimi giorni sotto la lente d'ingrandimento degli esperti dell'Agenzia dell'alimentazione europea. «Due ispettori dell'Ue partiranno forse già mercoledì per la Baviera, dove ha sede l'azienda tedesca» annuncia Vincent. La Commissione europea, comunque, si dice «fiduciosa nella cooperazione tra i Paesi interessati per giungere a un chiarimento rapido su quanto avvenuto».

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Redazione online


08/06/2010

Fisco, maxi evasione internazionale Perquisiti anche il Catania e l'Udinese

Fisco, maxi evasione internazionale Perquisiti anche il Catania e l'Udinese

Verifiche su 280 società: Evasi 150 milioni. L'operazione scaturisce dall'inchiesta della procura di Milano portò all'arresto del faccendiere Guastalla

 

MILANO - Duecentottanta società italiane sono finite nel mirino della procura di Milano, nell'ambito di un'inchiesta relativa a una maxi evasione internazionale. Le aziende in questione avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un totale che, dai primi calcoli, si aggira attorno ai 150 milioni di euro. I militari della Guardia di Finanza del capoluogo lombardo e di altre città hanno effettuato in mattinata centinaia di perquisizioni in tutta Italia. Tra le società perquisite dalle Fiamme gialle ci sono anche quella del Catania Calcio e dell'Udinese, di serie A, e dell'Empoli, Ascoli e Cesena di serie B.

«FONDI NERI OLTRE CONFINE» - L'operazione scaturisce da un'inchiesta della procura di Milano che lo scorso 27 ottobre aveva portato in carcere un faccendiere svizzero, Giovanni Guastalla, tre suoi collaboratori e un funzionario di un istituto di credito elvetico accusati di riciclaggio all'estero di somme provento di reati di appropriazione indebita e evasione fiscale. Il nuovo filone investigativo che riguarda l'evasione fiscale è coordinato dal pm Carlo Nocerino e ha consentito di svelare che l'associazione gestiva una serie di società estere che erano state costituite per permettere a società italiane di creare fondi neri oltre confine.

IL MECCANISMO - Secondo la ricostruzione di investigatori e inquirenti il meccanismo messo in piedi dall'associazione per permettere la creazione di fondi neri all'estero era il seguente. L'imprenditore o il libero professionista italiano si metteva in contatto o direttamente o attraverso un intermediario (un commercialista o un avvocato che tratteneva una percentuale del 2.3% del risparmio fiscale) con il faccendiere svizzero, Guastalla, o qualcuno della sua struttura. A seconda della richiesta del cliente e del settore in cui operava (società di calcio, editoriale, di comunicazione e anche di diffusione di materiale pornografico), veniva indicata la struttura straniera con cui sottoscrivere un contratto di collaborazione per giustificare così il flusso finanziario in uscita per l'estero e l'abbattimento degli oneri tributari in Italia. Le società straniere messe a disposizione del cliente, con sedi in Olanda, Inghilterra e Svizzera, concludevano quindi contratti fittizi con conseguente emissione di fatture false. Infine il denaro, dopo altri passaggi attraverso l' interposizione di società in Paesi off-shore, finiva su conti correnti aperti in banche elvetiche. Inoltre, secondo l'inchiesta, la struttura svizzera di Guastalla assicurava anche il trasferimento all'Italia di somme di denaro chieste di volta in volta dai clienti attraverso l'impiego di "spalloni"". L'operazione odierna delle Fiamme Gialle è stata resa possibile anche grazie a una nuova lista di clienti di cui Guastalla e la sua struttura era in possesso.

Redazione online


22/04/2010

Esplosioni a raffica a Bangkok «Un morto e 75 persone ferite»

Esplosioni a raffica a Bangkok «Un morto e 75 persone ferite»

PAURA IN THAILANDIA. Nel mirino il quartiere finanziario. La Farnesina: «Non risultano italiani coinvolti»

 

I primi soccorsi ai feriti (Ap)
I primi soccorsi ai feriti (Ap)

BANGKOK - Il centro finanziario di Bangkok devastato da cinque esplosioni in sequenza. Bilancio: almeno un morto e 75 feriti. Uno straniero è stato portato via in ambulanza. Non risulta, al momento, che vi siano italiani coinvolti. Ad escludere la presenza di connazionali nella zona è la Farnesina, anche perchè, si sottolinea, si tratta di un'area che era stata sconsigliata sul sito del Ministero degli Esteri www.viaggiaresicuri.it.

ESPLOSIONI - Non sono ancora chiare le cause delle esplosioni, avvertite di fronte alla sede Charoen Pokphand Group, la più grande azienda agricola thailandese. In precedenza l'esercito a Bangkok ha chiesto alle camicie rosse, manifestanti antigovernativi, di sgombrare la zona occupata, avvertendo che «non c'è più molto tempo» prima di un'operazione militare.

Redazione online


13/03/2010

Falso allarme bomba su aereo Berlusconi

Falso allarme bomba su aereo Berlusconi

 

Alle 9,30 ascoltata comunicazione radio su una frequenza di Ciampino. Dopo le verifiche non è stato trovato nulla. Il premier ha preso un altro volo per giungere a Milano

 

Berlusconi (Ansa)
Berlusconi (Ansa)

ROMA - Falso allarme bomba sull'aereo che doveva portare Berlusconi da Roma a Milano. Alle 9,30 di sabato mattina, infatti, è stata ascoltata una comunicazione radio su una frequenza di servizio dell'aeroporto di Ciampino che annunciava la presenza di una bomba a bordo dell'aereo del premier. Lo ha reso noto alle 15,20 un comunicato della presidenza del Consiglio. I controlli subito scattati hanno consentito di escludere la presenza di qualsiasi ordigno. Sono in corso indagini per rintracciare la provenienza della comunicazione. Berlusconi poco prima delle 13,30 è giunto a destinazione utilizzando un vettore diverso, conclude la nota di Palazzo Chigi.

NO B DAY - La nota di Palazzo Chigi è stata diramata dalle agenzie di stampa pochi minuti dopo l'inizio della manifestazione del centrosinistra a Roma. Un tempismo che a molti in piazza a Roma ha fatto ricordare cosa avvenne lo scorso 5 dicembre, in corrispondenza del corteo del No B Day. Poco prima dell'inizio della manifestazione giunse la notizia dell'arresto di due latitanti, uno a Milano (Gaetano Fidanzati) e l'altro a Palermo (Giovanni Nicchi).

Redazione online


09/03/2010

Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti

Legittimo impedimento, rush finale Dal Pd una valanga di emendamenti

 

Finocchiaro: «Il paese sta marcendo e noi discutiamo dei problemi del premier». Il ddl al Senato. Schifani accorda all'opposizione tempi adeguati per il dibattito, ma chiede: no ostruzionismo

 

Renato Schifani, presidente del Senato (Eidon)
Renato Schifani, presidente del Senato (Eidon)

ROMA - Battaglia in Senato durante l'esame del disegno di legge sul legittimo impedimento che prevede 18 mesi di "scudo" giudiziario per il premier e i ministri. Il testo è arrivato a Palazzo Madama dopo il primo via libera della Camera. Puntuale, con l'inizio della seduta (sospesa dopo pochi minuti e poi ripresa), l'ostruzionismo dell'opposizione.

OSTRUZIONISMO - Il senatore del Pd Francesco Sanna ha preso la parola per chiedere la correzione di alcuni aspetti del verbale della seduta precedente. A una successiva richiesta di verifica del numero legale, accordata dal presidente Schifani, la seduta è stata sospesa per alcuni minuti per mancanza dello stesso. Quindi il Pd ha chiesto e ottenuto di avere più tempo per la discussione: «Riteniamo impossibile che su questo provvedimento si proceda per tempi contingentati. È questa la nostra richiesta con cui ci accingiamo alla discussione di questo ddl» ha detto la presidente dei senatori Anna Finocchiaro. Stessa richiesta dal capogruppo dell'Idv Felice Belisario: «La discussione su un provvedimento importante come il legittimo impedimento non può essere compressa in tempi che sono una camicia di forza». Schifani ha replicato: «Mi impegno a fare in modo che il dibattito avvenga con ampiezza di tempi per consentire l'illustrazione delle parti sostanziali di un provvedimento così delicato». Quindi ha dato la parola al relatore Franco Mugnai (Pdl). Finite le relazioni sono state illustrate le cinque pregiudiziali di costituzionalità presentate dall'opposizione, tutte bocciate dall'Aula, e si è aperta la discussione generale.

EMENDAMENTI - Schifani ha dunque spiegato che si farà garante perché l'opposizione abbia tempi adeguati per discutere il ddl, ma ha anche invitato il centrosinistra a «selezionare e concentrare» le proprie proposte riducendo il numero degli emendamenti presentati (1.585). A quelli del Pd si aggiungono i cento dell’Italia dei Valori. L’Udc ha presentato sette emendamenti e se il provvedimento non verrà modificato «il nostro voto - ha detto il presidente dei senatori Gianpiero D’Alia - sarà l’astensione. Il testo presentato dalla maggioranza non rispecchia assolutamente la nostra proposta». «Opposizione durissima» promette anche l'Idv.

FINOCCHIARO - «Il paese sta marcendo e noi siamo qui a discutere di legittimo impedimento e cioè sempre dei problemi del presidente del Consiglio» attacca Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, annunciando un'opposizione che «non farà sconti al governo e alla maggioranza». Il Pd, aveva annunciato la senatrice, intende denunciare che vengono «violati i diritti dell'opposizione perché i tempi stabiliti e contingentati per la discussione del provvedimento sono ridicoli vista la delicatezza della materia trattata». Con questo ddl, aggiunge, «si viola il principio di uguaglianza. Si certifica che chi è più forte, potente e ha più mezzi prevale su chi è meno potente».

DI PIETRO - Per Antonio Di Pietro «il legittimo impedimento è una legge incostituzionale sulla quale alla fine o il capo dello Stato, la Corte Costituzionale o l'Italia dei Valori con i suoi referendum farà giustizia». Riguardo all'ostruzionismo che le opposizioni stanno facendo in Parlamento, Di Pietro sottolinea che «l'Idv l'ostruzionismo l'ha fatto dal primo giorno e mentre informavamo i cittadini del pericolo in corso ci davano dei catastrofisti; oggi è dimostrato che c'è un governo che addirittura minaccia il capo dello Stato, ci auguriamo dunque che prevalga la resistenza a questo fascismo di ritorno».

 

Redazione online


07/03/2010

La Cei: «Sbagliato cambiare regole» Ma poi corregge: «Questione tecnica»

La Cei: «Sbagliato cambiare regole» Ma poi corregge: «Questione tecnica»

 

MA IL PORTAVOCE PRENDE LE DISTANZE: «Non ci esprimiamo su questi temi». Monsignor Mogavero a Radio Vaticana:«Così si legittima ogni intervento arbitrario»

 

CITTA' DEL VATICANO - La Cei prima critica, per corregge. Il decreto "salvaliste" è riuscita a far discutere anche la Conferenza episcopale. Monsignor Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana ha osservato che «cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto». «La democrazia - ha detto il vescovo - è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci», se invece «dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive». E ancora in merito ai problemi sorti in questi giorni ha osservato: «Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci».

HA RAGIONE NAPOLITANO: «"GRANDISSIMO PASTICCIO"» - «La definizione giusta - ha detto mons. Mogavero - è quella data dal Presidente della Repubblica quando ha parlato di un grandissimo pasticcio». «Le regole - ha detto ancora il vescovo di Mazara del Vallo - sono a garanzia e a tutela di tutti. A questo punto si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore, il valore della partecipazione oggi, e domani un altro valore». «Ci sono state leggerezze, manchevolezze, approssimazioni - ha rilevato mons. Mogavero - nell'affrontare il gioco democratico che non sono a favore di nessuno, forse siamo impreparati a una democrazia sostanziale».

IL PORTAVOCE: «QUESTIONI TECNICO-GIURIDICHE, LA CEI NON SI ESPRIME» - Nel pomeriggio, con una nota scritta, è intervenuto il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Domenico Pompili che ha precisato come «le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico ed istituzionale». Pompili, spiega quindi che, «considerata questa connotazione la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo».


05/03/2010

Caos liste e voto, Bersani «Impensabile un rinvio»

Caos liste e voto, Bersani «Impensabile un rinvio»

 

NEL POMERIGGIO CDM: AL VAGLIO IPOTESI DI UN DECRETO PER SUPERARE IMPASSE LAZIO E LOMBARDIA. Il leader del Pd in vista della riunione dell'esecutivo: «Consiglierei di non pensare a strane scorciatoie

 

Pier Luigi Bersani (Emblema)

MILANO - Il governo si riunirà quasi certamente alle 18: sul tavolo del Consiglio dei ministri potrebbe essere presa in esame l'ipotesi di un decreto interpretativo e per superare il caos delle liste nel Lazio e in Lombardia, possibilità che è stata già oggetto dell'incontro di giovedì al Quirinale tra il premier Silvio Berlusconi e il capo dello Stato Giorgio Napolitano. L'ipotesi di un decreto non sembra però affascinarePier Luigi Bersani, che anzi invita anche governo e maggioranza ad aspettare la decisione degli organi competenti. Il segretario del Pd si è detto infatti contrario e ha giudicato «impensabile» lo slittamento delle elezioni regionali in seguito alla bocciatura delle liste del centrodestra nel Lazio e in Lombardia. «Consiglierei - ha spiegato il numero uno dei democratici nel corso di un incontro a Lecco - di non pensare a strane scorciatoie. L'unica cosa sensata è aspettare le decisioni degli organi competenti che, come sappiamo, decidono a giorni». «Il rinvio - ha proseguito - mi sembra impensabile. Chi lo ipotizza poi non pensa alle conseguenze. Sono cose che si dicono tanto per dire». Alla domanda su cosa si attende dal consiglio dei ministri che si terrà in giornata, Bersani ha replicato «speriamo prevalga il buon senso».

LA RUSSA - Chi non sembra avere intenzione di aspettare le decisioni degli organi competenti è invece Ignazio La Russa. «Aspetta e spera che poi s'avvera...» ha detto il ministro scherzando con i cronisti a Montecitorio e accennando un "motivetto nostalgico" per spiegare perché il governo preferisce non attendere le decisioni del Tar sull'esclusione di alcune liste di centrodestra in Lazio e Lombardia prima di intervenire con un proprio provvedimento. La Russa ironizza così sulle aspettative per un esito positivo per i due ricorsi presentati presso i tribunali amministrativi di Lazio e Lombardia contro l'esclusione della lista del Pdl per la provincia di Roma a sostegno della candidatura di Renata Polverini e quella del listino di Roberto Formigoni in Lombardia.

I RICORSI - C'è attesa intanto per l'esito dei ricorsi al Tar presentati nel Lazio e in Lombardia. Nel primo pomeriggio si saprà già la data in cui si terrà la camera di consiglio, probabilmente straordinaria, in cui i giudici del tribunale amministrativo della Lombardia decideranno se concedere o meno la sospensiva del provvedimento di esclusione della lista «Per la Lombardia» che sostiene l'attuale governatore Roberto Formigoni. Per la lista del Pdl di Roma e provincia esclusa per ora dalla competizione elettorale nella regione Lazio, il ricorso al Tar è stato presentato in mattinata. L'udicenza sul ricorso è stata fissata a lunedì.

Redazione online