25/01/2012

Scuole e uffici evacuati, la scossa a Milano. Ingv: «Verona-Reggio, nessun collegamento tra le scosse sismiche»

Scuole e uffici evacuati, la scossa a Milano. Ingv: «Verona-Reggio, nessun collegamento tra le scosse sismiche»

Scossa. Scattati i piani di emergenza nel capoluogo lombardo: evacuati per precauzione diversi uffici e scuole. L'ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA. Massimo Stucchi, direttore della sezione milanese dell'Istituto geofisico nazionale: «Presto per parlare di sciame sismico»

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Trema il Nord, scuole e uffici evacuati

Trema il Nord, scuole e uffici evacuati

TANTA PAURA MA NESSUN DANNO. Terremoto avvertito dalla Lombardia al Veneto. Epicentro nel Reggiano, magnitudo 4,9. Nella notte scossa di 4,2 nel Veronese

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07/11/2011

Muore in gara Hickstead, il miglior saltatore del mondo

Muore in gara Hickstead, il miglior saltatore del mondo

Durante una competizione a Verona. Condotto dal canadese Lamaze aveva vinto l'oro a Pechino 2008. Considerato «il Messi degli ostacoli»

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31/05/2010

Fa a pezzi il padre e getta il corpo in un cassonetto: ventenne confessa

Fa a pezzi il padre e getta il corpo in un cassonetto: ventenne confessa

Verona - la vittima, giorgio zorzi, aveva 66 anni: l'omicidio risalirebbe a sette giorni fa. Il ragazzo è in arresto per omicidio dopo un lungo interrogatorio. Il delitto scoperto ieri sera, dopo la segnalazione di vicini del cattivo odore da un cassonetto

 

 

Della polizia scaligera l'indagine sul terribile delitto (web)

 

VERONA - Uccide il padre, lo taglia a pezzi e getta il cadavere in un bidone delle immondizie. Il delitto è statao scoperto ieri sera, in un quartiere di Verona. Il parricida, dopo alcune ore passate in questura, ha confessato. In carcere è finito Piergiorgio Zorzi, 20 anni, accusato dell’omicidio del padre, Giorgio, 66 anni.

Sono stati i condomini a chiamare la polizia per il malodore che proveniva da uno dei bidoni delle immondizie. Sul posto sono intervenute le volanti, il dirigente della squadra mobile scaligera Giampaolo Trevisi e il suo vice Massimo Scannicchio che hanno portato il giovane in Questura dove, sottoposto ad un interrogatorio durato diverse ore, ha infine confessato davanti al pm scaligero Elvira Vitulli.

Zorzi avrebbe ucciso il padre una settimana fa, in casa. L’indiscrezione è emersa in ambienti vicino agli inquirenti. Il cadavere, tagliato in cinque pezzi con una sega e buttato in un bidone per rifiuti, era in avanzato stato di decomposizione. Per accertare come e quando è stato morto l’uomo, il magistrato incaricato dell’inchiesta ha disposto l’ esame autoptico, che sarà completato in mattinata all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Verona.


05/05/2010

I semafori T-red? Legittimi In arrivo multe per 60 milioni

I semafori T-red? Legittimi In arrivo multe per 60 milioni

Traffico - L’impianto era omologato. Vacilla il reato di frode, interessati 40 Comuni. Valide le sanzioni bloccate dopo l’inchiesta dei pm di Verona

 

(Fotogramma)
(Fotogramma)

MILANO — Una stangata da 60 milioni di euro per gli automobilisti, una boccata d’ossigeno di pari entità per una quarantina di Comuni italiani, un’incognita sul destino delle inchieste giudiziarie sui semafori T-red, quelli che con l’apparato semaforo-computer-telecamera rilevano e documentano in foto l’infrazione al rosso: appena pochi giorni dopo che la Procura di Verona ha chiuso le indagini e contestato al padrone della ditta produttrice di aver ingannato lo Stato e i Comuni e gli automobilisti «ottenendo fraudolentemente nel 2005 l’omologazione dal Ministero dei Trasporti in mancanza dei presupposti di legge», ora proprio una verifica amministrativa del Ministero conclude invece che il dispositivo è regolarmente omologato. Conseguenza: se vacilla l’ipotesi di reato di «frode nelle pubbliche forniture» mossa dal pm veronese Valeria Ardito all’amministratore unico Stefano Arrighetti della ditta Kria srl produttrice dei semafori T-red, le multe rimaste sinora in sospeso, e sulle quali ormai i Comuni non facevano più conto perché a difettare sembrava fosse il presupposto della regolare omologazione di questo genere di semaforo, torneranno a essere pretese dai circa 40 Comuni in gioco, grandi e piccoli in mezza Italia, da Perugia a Sabbioneta, da Corsico a Castelfranco Emilia, da Vittorio Veneto ad Alzate Brianza e Pieve Emanuele. E l’ammontare totale di queste multe "scongelate", che spaventerà o rallegrerà a seconda lo si consideri dal punto di vista del portafoglio degli automobilisti o delle casse dei Comuni, sfiora i 60 milioni di euro.

Discorso a parte, e più incerto, va fatto per la sorte delle multe potenzialmente influenzate da un’altra delle imputazioni veronesi e dalla prospettazione scelta invece a Milano dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo nell’ultima versione dell’accusa di «abuso d’ufficio» formulata al «comandante dei vigili urbani di Segrate su istigazione del sindaco». In questo caso, infatti, nel mirino non vengono messe l’omologazione del sistema semaforico, ma la fissazione in 4 secondi del tempo di durata del giallo, tale da impedire l’arresto del veicolo in condizioni di sicurezza; e la non modifica dell’impostazione di fabbrica del tempo di latenza tra lo scatto del rosso e il rilevamento dell’infrazione. Qui per gli automobilisti multati si tratterà perciò di affrontare la lotteria di una valutazione caso per caso, davanti al giudice di pace, sulla taratura del sistema semaforico scelta o sposata dall’amministrazione locale di turno. Basti pensare che, nell’indagine milanese, una consulenza tecnica ha stimato che, soltanto alzando da un decimo di secondo fino a mezzo secondo il tempo di latenza tra il rosso che si accende e la foto che scatta e "multa" l’automobilista, circa il 60% delle infrazioni rilevate non sarebbero scattate.

L’unico con qualche certezza in più è per ora Arrighetti, al quale arridono il parere espresso dalla quinta sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 29 aprile e il conseguente esito positivo della «verifica amministrativa» conclusa il 3 maggio dalla seconda divisione della Direzione generale per la Sicurezza stradale del Ministero dei Trasporti. Fuori dal gergo tecnico, il Ministero spiega in sostanza di ritenere che, per la natura stessa del documentatore fotografico di infrazioni agli incroci semaforizzati, il mancato deposito (in sede di omologa nel 2005) di un trasformatore di corrente, interfaccia tra il voltaggio del semaforo e quello della telecamera, riguardi «componenti esterni marginali », «a larga diffusione commerciale », «definibili in base alle condizioni locali di impiego », tali dunque da non incidere sulla «configurazione invariante » del prototipo omologato «che concentra in sè solo le funzioni "essenziali"». «Il Ministero dei Trasporti, dopo una lunga e rigorosa istruttoria tecnica, ha condiviso in pieno la nostra tesi — commentano gli avvocati Rosario e Gabriele Minniti —, e ha messo la parola fine alle infondate accuse mosse contro il T-red e il suo inventore. Ora che i T-red sono omologati, confidiamo che tutte le Procure che ancora stanno procedendo nei confronti di Arrighetti chiedano l’archiviazione del procedimento penale e dispongano la restituzione dei T-red ancora in sequestro».

Luigi Ferrarella


20/12/2009

Berlusconi: «Vado avanti per il bene del Paese»

Berlusconi: «Vado avanti per il bene del Paese»

 

Dopo l'aggressione. Messaggio del premier: «Le manifestazioni di solidarietà mi danno una spinta ulteriore»

 

Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)
Berlusconi in una foto di alcuni giorni fa (Afp)

MILANO - «Andrò avanti per il bene del Paese»: questo il messaggio lanciato da Silvio Berlusconi ai partecipanti alla manifestazione di solidarietà indetta in Piazza Brà a Verona, a una settimana dall'aggressione subita dal premier a Milano. «Manifestazioni di solidarietà nei miei confronti - ha detto Berlusconi, che ha chiamato al cellulare il sottosegretario Aldo Brancher - mi danno una ulteriore spinta ad andare avanti e a sostenere il nostro impegno per il bene del Paese».

COMMOSSO - «Sono commosso - ha detto ancora Berlusconi - e ringrazio Verona che ha per prima voluto organizzare questa manifestazione di solidarietà». «L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio», ha ribadito il presidente del Consiglio; è lo stesso slogan dello striscione che campeggia sulla scalinata del Municipio. «Questo è il messaggio - ha aggiunto il premier - che stiamo portando in giro per tutta l'Italia». «Sotto l'albero di Natale - ha detto ancora, rivolgendosi ai sostenitori - regalate una tessera del Pdl». In piazza Brà, secondo una prima stima, un migliaio di persone, tra le quali oltre a Brancher il sottosegretario Alberto Giorgetti, e vari sindaci e assessori comunali. La manifestazione si è chiusa con le note di 'meno male che Silvio c'è'.


25/10/2009

Il Giro d'Italia farà tappa all'Aquila

Il Giro d'Italia farà tappa all'Aquila

 

Accolta un'idea del presidente della Repubblica. Tante salite con Terminillo, Plan de Corones, Zoncolan e Mortirolo. Partenza ad Amsterdam, arrivo a Verona

 

Il percorso del Giro
Il percorso del Giro

 

 

 

MILANO - Il Giro d'Italia 2010 transiterà dall'Aquila omaggiando così le zone colpite dal terremoto. Lo ha detto il direttore della Gazzetta dello Sport, Carlo Verdelli, alla presentazione dell'edizione n° 93 della corsa rosa. «La richiesta è stata del presidente della Repubblica Napolitano», ha aggiunto Verdelli. «È la tappa del cuore», ha affermato il direttore del Giro, Angelo Zomegnan, presentando l'undicesima frazione Lucera-L'Aquila. «Il presidente Napolitano ci ha chiesto di non lasciare sola la gente colpita dal terremoto e noi andremo lì».

TAPPE - Il 93mo Giro d'Italia è in programma dall'8 al 30 maggio del prossimo anno. La corsa partirà da Amsterdam con una cronometro e si concluderà all'Arena di Verona dopo 21 tappe. La particolarità è che anche il Tour de France 2010 partirà dall'Olanda, da Rotterdam però. È la nona volta che il Giro parte dell'estero: la prima fu nel 1965 a San Marino. Le prime tre tappe saranno in Olanda, tutte con partenza da Amsterdam: dopo la crono (8,4 km), la seconda frazione (209 km) porterà a Utrecht e la terza a Middelburg. Il 12 maggio si torna in Italia con la crono a squadre di 32,5 km Savigliano-Cuneo. Primo arrivo in salita all'ottava frazione: Chianciano Terme-Terminillo. Dalla quindicesima iniziano le Alpi con il durissimo Zoncolan, il giorno dopo si ripropone la cronoscalata al Plan de Corones e quello successivo l'arrivo in salita a Pejo. Ma non basta, perché prima dell'arrivo a Verona ci sarà da scalare anche il Mortirolo. Le salite sono in tutto 39 con Cima Coppi ai 2.618 metri del passo Gavia.

Il nome è un po' complicato: Yolanthe Cabau van Kasbergen. Ma il personaggio è di tutto rilievo. La giovane attrice e presentatrice olandese, fidanzata del centrocampista dell'Inter Wesley Snejder, sarà il nuovo volto del prossimo Giro d'Italia di ciclismo. Eccola durante la presentazione del percorso (Bozzani)


Il nome è un po' complicato: Yolanthe Cabau van Kasbergen. Ma il personaggio è di tutto rilievo. La giovane attrice e presentatrice olandese, fidanzata del centrocampista dell'Inter Wesley Snejder, sarà il nuovo volto del prossimo Giro d'Italia di ciclismo. Eccola durante la presentazione del percorso (Bozzani)

Bozzani

Afp

 

 


12/06/2009

Verona, bikers armati fino ai denti: scattano le operazioni di sequestro

Verona, bikers armati fino ai denti: scattano le operazioni di sequestro

 

Indagini nel nord Italia, Francia e Germania. Il celebre gruppo «Hell's Angels» nel mirino della polizia. Il questore Stingone: «La legge non è quella del più forte»

 

Scattano le perquisizioni nelle sedi «Hell's Angels» del Veronese(Sartori)

Scattano le perquisizioni nelle sedi «Hell's Angels» del Veronese
(Sartori)

VERONA - Nel corso delle perquisizioni domiciliari, sono state trovate una pistola a Pennà, cal. 22 e 20 cartucce. Presso il chapter (con questa parola il gruppo indica le proprie sedi) Hells di Treviso sono state invece sequestrate bombolette spray cariche di aggressivi chimici. In altre perquisizioni sono state scoperte numerose armi bianche tipo asce, spade, scimmitarre, e denaro contante per svariate decine di migliaia di euro. Stante il rilevante materiale probatorio rinvenuto, la polizia ha quindi sequestrato i charters Hells di Milano, Treviso e Pavia. Uno degli indagati si trova in carcere in Spagna dopo essere stato arrestato l’8 marzo scorso perchè trovato in possesso di un chilogrammo di cocaina e contanti per 150 mila euro.

È in corso una vasta operazione della Polizia di Stato della questura di Verona che sta eseguendo, con il supporto del Servizio cooperazione internazionale di Polizia, 24 ordinanze di custodia cautelare in carcere tra Italia, Francia e Germania nei confronti degli affiliati al gruppo motociclistico denominato «Hell’s Angels», resisi responsabili di gravi episodi criminali. I reati contestati a vario titolo sono quelli di associazione per delinquere finalizzata alle rapine, estorsioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato. Nell’operazione sono impegnati centinaia di agenti della polizia di Stato coordinati dalla Squadra Mobile di

Alcune delle armi sequestrate nelle sedi «charter» Hell's (Sartori)
Alcune delle armi sequestrate nelle sedi «charter» Hell's (Sartori)

Verona, e coadiuvati dai colleghi delle squadre mobili di Vicenza, Padova, Treviso, Roma, Milano, Torino, Trieste, Cuneo, La Spezia, Pordenone, Lucca, Pavia e Massa Carrara. Oltre alle ordinanze di custodia cautelare in carcere, il pm ha inoltre disposto perquisizioni a carico di ulteriori quattro persone. Altre perquisizioni domiciliari sono stabilite presso le «club-house» dei charter di alcune città interessate che a tutti gli effetti risultavano essere i quartieri-generali dove, secondo gli investigatori, venivano pianificate, discusse e predisposte le attività illecite.

È la risposta della legge a chi crede di poter imporre «la legge del più forte»: il questore di Verona, Vincenzo Stingone, inquadra così l’operazione della squadra mobile, coordinata dalla procura scaligera, che ha portato all’arresto dei motociclisti

I disordini registrati in video dalla Polizia, nel corso di alcune operazioni, contro la banda (Sartori)
I disordini registrati in video dalla Polizia, nel corso di alcune operazioni, contro la banda (Sartori)

«Hell’s Angels». «Per loro - ha detto Stingone - la partita era chiusa dopo gli incidenti del 17 gennaio scorso a Verona, per noi no. Era impensabile che queste bande possano credere di poter arrivare nella nostra città e comportarsi come orde barbariche, cercando di fare di Verona terra di nessuno, facendo danni a persone e cose. Il tutto con l’illusione di rimanere impuniti. Loro vogliono imporre la legge del più forte ma noi abbiamo imposto la legge». Il Questore ha quindi espresso un plauso al lavoro svolto dalla squadra mobile veronese «che con tenacia ha portato a termine questa operazione». A Verona - ha aggiunto, ricordando i risultati raggiunti anche in altre recenti inchieste - «abbiamo dei fuoriclasse dell’investigazione».

«Dalle indagini - ha detto Marco Odorisio, a capo della squadra mobile della Questura di Verona che ha condotto le indagini coordinate dalla procura locale e in collegamento con lo Sco e l’Interpol - è emersa la realtà di un gruppo molto gerarchizzato la cui scala di valori per aumentare di "grado" era il disprezzo della legge e del rispetto degli altri».


04/06/2009

Aggressione al procuratore di Verona Confessa un diciassettenne

Aggressione al procuratore di Verona Confessa un diciassettenne

 

Il magistrato era stato colpito alle spalle con una bottiglia vuota. Ha spiegato di aver agito per rancori personali contro Schinaia per la linea adottata dalla locale magistratura

 

Il procuratore Schinaia nel suo ufficio a Verona con un tutore al braccio dopo l'aggressione (Fotogramma)
Il procuratore Schinaia nel suo ufficio a Verona con un tutore al braccio dopo l'aggressione (Fotogramma)

VERONA - È stato individuato dalla Digos scaligera la persona che nella tarda serata del primo giugno aveva aggredito il Procuratore della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia. Si tratta di un giovane veronese di 17 anni, incensurato, studente in una scuola media superiore di Verona. Il ragazzo è stato portato in Questura accompagnato dai genitori e da un legale. Il minorenne ha reso piena confessione al dirigente la Digos, Luciano Iaccarino, spiegando di aver agito per rancori personali contro Schinaia per la linea adottata dalla locale magistratura in merito a recenti inchieste giudiziarie.

LA VICENDA - La serrata attività investigativa, coordinata dalla procura di Trento e portata avanti dalla Digos di Verona subito dopo l'aggressione, è terminata nella notte con la ricostruzione della dinamica dei fatti e l' identificazione, oltre al minorenne, delle persone, tutti minorenni, che erano quella sera con lui. Non è al momento noto se nei loro confronti ci siano segnalazioni o denunce. Schinaia, dopo aver partecipato ad una sagra parrocchiale nel quartiere veronese Avesa, stava raggiungendo a piedi la propria auto per fare ritorno a casa quando si è accorto di essere seguito da un gruppo di giovani che tra loro usavano frasi oscene. Poi, improvvisamente uno di loro si era staccato dal gruppo, aveva raggiunto il magistrato e lo aveva colpito alle spalle con una bottiglia vuota facendolo poi cadere a terra. Un atto accompagnato da frasi offensive. Il procuratore aveva fatto ricorso alle cure mediche dell'ospedale di Borgo Trento, dove gli sono state riscontrate lesioni non gravi. Fin dal primo momento, il magistrato aveva ricondotto l'atto di violenza - che aveva definito «vigliacco» perché aveva colpito una persona alle spalle - a possibili fastidi provocati in certi ambienti per le inchieste condotte dalla procura veronese. Tra queste, quella relativa all'aggressione a una giovane all'esterno di un locale.


07/04/2009

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

Neonato morto in vasca da bagno Il medico legale: è stato affogato

 

Arrestata la madre: l'accusa è omicidio volontario. E' stata portata nel reparto di psichiatria

 

VERONA - È stato affogato il neonato morto oggi nella vasca del bagno della sua abitazione nel veronese. Lo ha stabilito il medico legale intervenuto sul posto dopo la segnalazione dei carabinieri di San Bonifacio. Gli investigatori, insieme al pm scaligero Cristina Motta, hanno sentito la madre del piccolo Mattia Cerato nato lo scorso 2 marzo e l'hanno arrestata. L'accusa è di omicidio volontario. La donna, Cinzia Baldo, 39 anni, è stata portata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Borgo Trento di Verona, dove è piantonata dai militari dell'Arma.

LA DINAMICA - Il piccolo Mattia è stato ucciso tra le 8.30 e le 9.30. Alle 8.30 il padre del neonato, un carabiniere in servizio a Vicenza, è uscito per andare dal barbiere ed è rincasato alle 9.30 trovando la moglie in forte agitazione e scoprendo il corpicino nella vasca da bagno. La donna, insegnante, si trovava a casa per il periodo di maternità. Al marito, ai carabinieri e al magistrato che l'hanno sentita avrebbe espresso frasi senza senso e sconclusionate. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe agito in un raptus di crisi post parto, anche se, pare, soffrisse da tempo di una lieve depressione. Anche per questo il marito le stava particolarmente accanto. Cinzia Baldo insegna in una scuola materna privata, la San Leonardo, ed è interessata ad andare in un istituto scolastico pubblico. La coppia ha un'altra figlia di 7 anni che si trovava già a scuola quando è avvenuta la tragedia.