16/09/2009
"Entro settembre tutti fuori da tendopoli"
"Entro settembre tutti fuori da tendopoli"
«USEREMO METODO L’AQUILA PER COSTRUIRE NUOVE CARCERI». protesta idv fuori dagli studi. Il premier Berlusconi a Porta a Porta: «Quella a Onna è stata una visita toccante. In Abruzzo l'Italia migliore»
| Silvio Berlusconi ospite a Porta a Porta (LaPresse) |
ROMA - «Onna è stato il paese più toccato dalla tragedia ed era proprio a Onna che volevamo che si ricominciasse». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tornato in giornata sui luoghi del terremoto che il 6 aprile scorso ha colpito l'Abruzzo per consegnare le prime nuove case ai terremotati, ha aperto il suo intervento a Porta a Porta sui Raiuno parlando di una «visita toccante, emozionante». «Credo che in Abruzzo - ha spiegato il premier - ci sia l'Italia migliore: della Protezione civile, dei volontari e di chi guarda la vita in modo positivo per sè e per quello che fanno per gli altri». Riferendosi alla consegna di case e scuole a soli cinque mesi dal sisma, Berlusconi ha poi ancora una volta ribadito che a L'Aquila è «avvenuto uno straordinario ed epocale miracolo». «Siamo certi che entro la fine di settembre non ci saranno più tendopoli e entro la fine dell'anno circa trentamila persone entreranno nelle nuove case» ha spiegato il presidente del Consiglio ospite di Bruno Vespa, annunciando anche che «i 30 miliardi che furono dati per l'Irpinia sono i miliardi che verranno dati all'Aquila».
«STESSO METODO PER LE NUOVE CARCERI» - «Ho avuto la soddisfazione di sentire Nancy Pelosi» speaker del Congresso e capo dei democratici americani dire «che mai in America saremmo riusciti a fare una cosa del genere» ha spiegato il premier in una intervista mandata in onda nel corso di Porta a Porta a proposito della ricostruzione. Poi, in diretta dagli studia di via Teulada, Berlusconi ha aggiunto che il nuovo metodo utilizzato per la ricostruzione a Onna e alla Maddalena potrebbe essere usato con l'abbattimento dei tempi per la costruzione di nuove carceri e per le nuove case del progetto delle cento città.
PROTESTA DELL'IDV - Poco prima che andasse in onda la diretta di Porta a Porta, decine di esponenti dell'Idv hanno protestato di fronte all'ingresso degli studi della Rai di via Teulada, contro la scelta dell'azienda di viale Mazzini di mandare in onda la trasmissione di Bruno Vespa e la conseguente scelta di rinviare la prima puntata di Ballarò.
«Problemi con Fini? Situazione evocata dal presidente della Camera, non da me». Libertà di stampa, «Troppi farabutti in politica stampa e tv ». «Delinquenziale dire che la libertà di stampa è in pericolo». «Su di me è stata lanciata spazzatura »
La vera «distorsione» dell'informazione sta nel fatto che «la Rai, pagata con i soldi dei cittadini, è l'unica azienda televisiva al mondo che attacca una sola parte politica, la maggioranza di governo». Non ha affrontato solo il tema della ricostruzione post-sisma in Abruzzo Silvio Berlusconi, ospite di Porta a Porta. Il premier ha puntato il dito contro la Rai rispondendo a una domanda di Bruno Vespa, che gli chiedeva se non provochi una distorsione nel sistema dell'informazione il fatto che il presidente del Consiglio, oltre ad esercitare la sua influenza, come altri nel passato su viale Mazzini, sia proprietario anche delle tre maggiori reti private. Berlusconi ha citato in particolare «tutte le trasmissioni» di informazione, da Annozero a Ballarò a Report, «tutte trasmissioni contro la mia parte politica e contro di me», ha voluto sottolineare il premier. «Io ormai - ha aggiunto - non guardo nemmeno più la televisione, perché per la Rai sembra che Berlusconi sia diventato il simbolo di ogni male. Ma gli italiani lo sanno e, per questo, mi assegnano il 68,4% del consenso». Per questo, secondo il premier, «la manifestazione per la libertà di stampa che la sinistra promuove è veramente il contrario della realtà: siamo circondati nella stampa, nella tv, nella politica da troppi farabutti» è stato l'affondo di Berlusconi. E poi ancora: elezioni anticipate? «Mai. Porterò avanti il mio mandato fino alla fine». Solo un accenno alla sua vicenda con le escort, definita «spazzatura che non corrisponde al vero, non ho mai partecipato a festini e non ho mai consentito che qualcosa di irregolare si svolgesse alla mia presenza, sono tutte infamie». E infine una spinta alla fiducia: «Gli italiani devono davvero essere sereni. Siamo un Paese solido, e le banche sono un sistema solido, e stiamo cominciando a risalire».
CONFLITTO DI INTERESSI - «Se si riuscisse a individuare una serie di trasmissioni o azioni di attacco politico sulle reti Mediaset, allora si potrebbe dire che c’è un conflitto d’interesse per il premier», ha continuato Berlusconi. «Mediaset tratta tutti allo stesso modo, quindi si tratta di accuse comiche. Dire che in Italia c’è un pericolo per la libertà di stampa» dimostra secondo il Cavaliere «uno spirito antiitaliano», significa «diffamare la stampa e la democrazia»: «tutti i cittadini italiani di buonsenso credo che condannino questo atteggiamento delinquenziale nei confronti degli interessi di tutti noi e si sappiano regolare nell’orientare le loro letture» ha concluso il presidente del Consiglio.
DE GASPERI E FINI - Il premier è quindi tornato ad elencare i successi del suo governo: «Non ho sbagliato - ha detto - quando ho affermato che il mio governo è stato il migliore della storia d'Italia»: quanto fatto dai governi di Alcide De Gasperi, «un padre della patria che ha svolto un compito difficile, in politica interna non è paragonabile a quanto svolto dal mio governo, che in questi 15 mesi è stato il migliore di qualunque altro». In tv il premier è tornato anche sui suoi rapporti con il presidente della Camera Gianfranco Fini. «Non ci sono problemi da parte mia. È una situazione che è stata evocata dal presidente della Camera. Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl. Ci sono due concezioni diverse in campo» ha sottolineato.
NESSUN DIALOGO CON L'UDC - «Non c'è stato da parte mia nessun dialogo con Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa» ha detto Berlusconi, spiegando che il tema di un'eventuale alleanza con i centristi per le regionali sarà un tema in discussione da parte degli organi del partito».
QUERELA A REPUBBLICA: «È IL MINIMO» - «Ho fatto un ricorso alla magistratura civile, chiedo i danni per affermazioni false nei miei confronti, e li verserò all’Istituto San Raffaele. E’ il minimo che potessi fare dopo cinque mesi di attacchi da un superpartito, con un editore svizzero e un direttore dichiaratamente evasore fiscale». Silvio Berlusconi ha spiegato così la querela nei confronti di "Repubblica", e a Bruno Vespa che osservava come Ezio Mauro abbia già detto di non aver evaso il fisco, replica: «Da Repubblica mi aspetto tutto e il contrario di tutto».
«AVREI PREFERITO GUARDARE IL MILAN» - Sulla questione di Porta a Porta in prima serata, senza trasmissioni concorrenti il premier si è detto «nettamente contrario allo spostamentoe volevo che si registrasse alle cinque e mezza di pomeriggio, come da accordi, perché sono il proprietario del Milan e il premier avrebbe grandemente voluto assistere alla partita di stasera di Champions League e trepidare per il Milan. Figuratevi quanto interesse avessi ad avere la prima serata».
SINISTRA VETEROCOMUNISTA - Non è mancato, durante la puntata di Porta a Porta, un attacco alla sinistra: «I signori della sinistra sono dei vetero comunisti. Erano, sono e saranno dei vecchi comunisti. D'Alema è uno stalinista che è lì da 40 anni». Secondo Silvio Berlusconi «loro purtroppo non sono mai diventati socialdemocratici. Ci vuole un ricambio generazionale e io sono più giovane di tutti questi signori grazie al cervello».
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| Tag: berlusconi, intervista, intervento, porta a porta, ospite, vespa, bruno, tendopoli, costruzione, l'aquila | OKNOtizie |
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24/07/2009
La passione per la Vespa conquista Pechino
La passione per la Vespa conquista Pechino
Ma gli scooter della Piaggio non sono ancora stati importati in Cina. In un garage alla periferia della città un meccanico appassionato restaura modelli degli anni '70 e '80
PECHINO — Per trovare il suo «garage» dobbiamo inoltrarci nelle sterminata periferia di Pechino. In un vicolo, superato un ristorante uiguro, una vecchina controlla l’ingresso. «Eccoci nel mio regno», dice orgoglioso Lu Jiankun, 32 anni, commerciante di vestiti. Il suo regno, in realtà è il regno dell’intero palazzo popolare: decine di biciclette ammassate sotto una tettoia circondata da un muro. Nell’angolo più lontano, coperte con lenzuola a riparo dalla polvere fitta che si deposita ovunque come neve durante una tormenta, i suoi «tesori»: quattro Vespe rilucenti, senza un solo graffio. «Tre funzionano, una, la più vecchia, mi serve per i pezzi di ricambio», dice orgoglioso Lu, il più famoso collezionista di scooter italiani della capitale cinese. «Adoro la vostra cultura — racconta al Corriere il giovane sedendosi sulla sua preferita, una Vespa decorata con la nostra bandiera —. La moda, lo stile, tutto mi piace dell’Italia. Il Tricolore? L’ho disegnato io».
LA PASSIONE - A Pechino, Lu è considerato un pioniere. Con altri giovani condivide la passione per gli scooter prodotti dalla Piaggio, ai quali è arrivato dopo aver posseduto anche una Fiat 126 («Come mi divertivo su quella macchinina!»). Su Douban.com, un sito cinese simile a FaceBook, il loro gruppo, «Weisiba pengyoumen», attira sempre più iscritti. «La verità è che la Vespa piace a moltissimi, qui — spiega Lu Jiankun —. Però sono pochi quelli che davvero ne possiedono una». Questo perché gli scooter di Pontedera non sono importati in Cina. Inoltre, Pechino, come altre città cinesi, ha limitato enormemente i permessi di circolazione alle due ruote per ridurre l’inquinamento atmosferico. «Su quattro Vespe, soltanto una ha la targa e non è nemmeno la sua: viene da un'altra moto — dice Lu con un sorriso complice —. Se voglio fare un giro devo fare ben attenzione a non andare verso il centro: meglio evitare di incontrare la polizia».
PASSIONE CHE ARRIVA DAL CINEMA - Gli scooter di Lu risalgono tutti agli anni ’70 e ’80. «Mi sono innamorato della Vespa guardando il film "Vacanze Romane" — è il suo racconto —. Ho deciso che ne volevo una anch’io. Ma come fare? In Cina sono rare come i quadrifogli. Così ho cominciato a spulciare gli annunci nei giornali degli appassionati di moto. Poi ho visitato più volte i rivenditori di scooter del Guangdong, nel Sud del Paese. Alla fine ho trovato la mia prima Px. Ero felicissimo. Però c’era un problema: non funzionava». Inconveniente comune a molti patiti delle due ruote: se anche trovi il modello (straniero) per il quale faresti pazzie, il più delle volte tocca lasciarlo in garage perché non va e non esistono pezzi di ricambio. Ma Lu Jiankun, cui certo non manca l’iniziativa, il problema lo ha risolto con un espediente. «Ho acquistato diverse Vespe, sempre trovandole per caso o da amatori che se ne volevano disfare perché non riuscivano a farle partire. Poi, con un po’ d'ingegno e anche fortuna, ho trovato una Vespa "Made in Taiwan" che aveva molti pezzi originali in buono stato: è ancora qui, nel "mio" garage. Ogni volta che ho bisogno, la cannibalizzo per fare andare le altre».
Anche noi abbiamo provato il brivido di fare un giretto negli hutong, i vicoli del quartiere, sulle Vespe di Lu. «La prossima volta — sorride il giovane — andiamo a fare una gita, proprio come nel film "Vacanze romane"».
18:26 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: cina, passione, vespa, piaggio, appassionato, scooter, meccanico, cinese, pechino, restaurazione, modelli, anni '70, anni '80 | OKNOtizie |
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09/11/2008
Paris: «La prima volta? Sulla Vespa»
Paris: «La prima volta? Sulla Vespa»L'ereditiera racconta come perse la verginità a 16 anni
«La prima volta? L'ho fatto a sedici anni su una Vespa. Mi è sempre piaciuto il sesso acrobatico, complicato, dove l'uomo deve mettere alla prova le sue caratteristiche psicofisiche e dimostrare di essere un vero maschio.» Non finisce di stupire la Hilton, diventata famosa anche per aver girato un video hard finito su internet e che forse le è costato l'eredità visto che il nonno Baron, dopo averlo visto, l'ha cancellata dal testamento. La reginetta ha confessato alla rivista USA «Star magazine»: «Era un fine settimana di luglio. Faceva caldo e con il mio ragazzo decidemmo di fare una gita a York Harbor, nella costa sud del Maine, poco fuori dalla sua villa vittoriana. La sella della Vespa era spaziosa ma eravamo comunque stretti e molto vicini e così è successo…».
«La verginità va persa presto - ha aggiunto l'ereditiera - altrimenti resta il rimpianto di non aver provato l'ebbrezza di essere stata violata da giovane. Non ho avuto solo uomini ricchi - ha aggiunto nella stessa intervista la Hilton - sono proprio i poveri i più bravi a letto. Hanno più passione e nel sesso mettono in gioco più di quanto facciano i ricchi. Purtroppo non giro più in Vespa perché devo essere continuamente sotto scorta, ma ho nostalgia di quei tempi».
13:14 Scritto in GOSSIP | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: paris hilton, ereditiera, verginità, vespa, prima volta, gioventù, gossip | OKNOtizie |
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