30/09/2010

Terzigno, “il premier ha detto che la discarica non aprirà”

Terzigno, “il premier ha detto che la discarica non aprirà”

L’annuncio del sindaco del comune da giorni teatro di scontri e tensioni, dopo un incontro con il presidente del Consiglio. Intanto, giovedì le popolazioni vesuviane si fermeranno per la giornata di lutto contro “la morte del Parco”

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28/04/2010

Bertolaso: allarme eruzione a Ischia

Bertolaso: allarme eruzione a Ischia

Il sottosegretario: allargare la zona rossa, in caso di risveglio anche Napoli a rischio. «Il vulcano con il colpo in canna? Il monte Epomeo». E il Vesuvio «è il più grande problema di protezione civile»

 

Ischia, uno scorcio di Casamicciola con, sullo sfondo, il monte Epomeo (Reuters)
Ischia, uno scorcio di Casamicciola con, sullo sfondo, il monte Epomeo (Reuters)

NAPOLI - «Se dovessi dire potenzialmente qual’è il vulcano com ’il colpo in canna’ direi che non è il Vesuvio ma l’isola di Ischia». Lo ha detto il Capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che nel corso di una conferenza stampa ha illustrato il quadro dei rischi collegato ai vulcani in Italia. L’ultima eruzione risale al 1.300. In questi secoli il cono del monte Epomeo è cresciuto di 800 metri. «Si sta caricando la camera magmatica». Sul fronte dei rischi, quindi, anche Ischia rappresenta insieme al Vesuvio, la cui attività oggi non desta preoccupazioni nella comunità scientifica, un problema enorme in prospettiva futura.

LA ZONA ROSSA - A differenza del Vesuvio, non c’è per Ischia la percezione che ci sia sull’isola un vulcano attivo. In compenso delle conseguenze di un possibile risveglio della montagna che sovrasta il capoluogo campano si parla molto ampiamente. Bertolaso lo definisce anzi «il problema di Protezione civile più grande nel nostro Paese», perché ora «sta bello tranquillo e speriamo che rimanga in questa situazione di quiescienza», ma tutti quanti sanno benissimo che «nel caso di un risveglio la situazione sarebbe drammatica». Quello che consola è che «del Vesuvio sappiamo tutto». Ovvero che una eruzione del vulcano, sarebbe anticipata da segnali, come ad esempio scosse di terremoto forti, come quelle che hanno colpito lo scorso anno a l’Aquila. Ci troveremmo di fronte a una situazione di emergenza" con un prevedibile caos e panico nella popolazione. Nella cosiddetta fascia ’rossa’, che comprende 18 comuni dell’area vesuviana che si sono sviluppati negli ultimi sessant’anni attorno al vulcano vivono secondo i dati ufficiali almeno mezzo milione di persone. «Probabilmente - ha sottolineato Bertolaso - sono 600-650 mila persone». Anche una parte del capoluogo potrebbe essere inserita nella zona rossa e inserita nei piani di evacuazione di massa.

 

Redazione online


01/11/2008

Un museo a cielo aperto sul vulcano Volut, scatti di lava per Creator Vesevo

Un museo a cielo aperto sul vulcano Volut, scatti di lava per Creator Vesevo

Il catalogo (Gallimard) curato da Jean-Noël Schifano. Lo scrittore parteno-francese ha curato il progetto d'arte en plein air, il fotografo l'ha interpretato in bianco e nero

 

 

 

C'è un triplo sguardo che si solidifica negli scatti di Alain Volut nel bel catalogo «Creator Vesevo» (Gallimard). Quello dello scrittore parteno- francese Jean-Noël Schifano che ha curato il progetto di un museo en plein air sul Vesuvio; quello degli artisti che hanno interpretato con cifra personalissima la materia lavica; e, naturalmente, quello del fotografo francese ormai impregnato della sulfurea cultura campana (vive e lavora a Pozzuoli).

UN RACCONTO RUVIDO - Risultato: un racconto ruvido e solare ad un tempo, in cui le immagini del backstage — Volut ha fotografato le varie fasi di lavoro, dalla roccia pura, all'opera d'arte — restituiscono il divenire della materia. Nel bianco e nero di foto che s'offrono porose agli occhi del fruitore, si legge la meraviglia della creazione, lo sforzo dell'atto demiurgico ma anche la fatica di «stare» sul vulcano. Perché, come scrive il sindaco di Ercolano, Nino Daniele, che ha promosso il progetto, il Vesuvio è contemporanemente tra i posti più pericolosi del mondo ma anche tra i più abitati.

GLI ARTISTI - Gli artisti di «Creator Vesevo» sono: Miguel Berrocal, Mark Brusse, Lello Esposito, Alexandros Fassianos, Johannes Grützke, Dimas, Macedo Denis, Monfleur Rúrí, Antonio Seguí, Vladimir Velickovic. Il catalogo del museo all'aperto «Creator Vesevo. Lava in mostra permanente», assai ben fatto e in tre lingue, si presenta oggi alle 17, nella Sala rari della Biblioteca Nazionale di Napoli a Palazzo Reale. Con gli autori intervengono il sindaco di Ercolano, l'artista Lello Esposito e il direttore della Biblioteca nazionale Mauro Giancaspro. Modera Ciro Cacciola.

 


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16/10/2008

Pompei: legami di famiglia col Dna

Pompei: legami di famiglia col Dna

Albero genealogico dei Polibi, morti nell'eruzione del 79 d. C.
 
 
 
                                               
 
 
 
 
 
 
 
NAPOLI, 16 OTT - La parentela degli abitanti della casa dei Polibi morti a Pompei nell'eruzione del Vesuvio del 79 dC e' stata ricostruita grazie al Dna. Nella casa furono trovati 13 scheletri. La studiosa Marilnea Cepollaro, che presentera' i risultati in occasione della conferenza sul Dna antico in programma a Pompei dal 19 al 22 ottobre prossimi, e' riuscita a risalire all'albero genealogico per via materna, grazie anche a una patologia, la spina bifida, di cui soffrivano due persone della famiglia.


08/10/2008

Boato nell'area del Vesuvio: allarme Due F16 superano il muro del suono

Boato nell'area del Vesuvio: allarme Due F16 superano il muro del suono

Due F16 superano il muro del suono, mentre inseguono aereo sospetto. Paura in Campania 

 

 

 

NAPOLI - Top gun «distratti» dall'inseguimento a un aereo «sospetto» proveniente dal Ciad e terrore in Campania per un «bang supersonico». Due fortissimi boati, con intervallo di sette secondi l'uno dall'altro, sono stati avvertiti questa mattina in mezza Campania. Decine le telefonate di gente terrorizzata, giunte in pochissimo tempo, ai centralini delle forze dell’ordine e del nostro sito. I tecnici dell'Osservatorio vesuviano escludevano subito che potesse trattarsi di un episodio inerente al vulcano. «Abbiamo registrato il boato - spiega il professor Marcello Martini, direttore dell'Osservatorio Vesuviano - ma lo scoppio non riguarda l'area vesuviana e dunque il vulcano. Si tratta di un'onda sonora che arriva, sembra, da un'area ai margini del Golfo di Napoli». In realtà per qualche ora la Campania è stata al centro di una vera operazione da «top gun» con tanto di «giallo» internazionale.

F16 in azione
F16 in azione
 
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 IL BOATO DI UN AERE AL MOMENTO CHE SUPERA IL MURO DEL SUONO E GLI EFFETTI CHE PROVOCA

 

 
 
COSA È SUCCESSO - Il boato che ha messo in allarme la popolazione nell’area vesuviana è stato provocato, in realtà, da due caccia F16 che hanno superato la velocità del suono, provocando il cosiddetto «bang supersonico», durante l’intercettazione di un velivolo sospetto. I due velivoli, dello Stormo di Trapani, erano decollati in seguito alla segnalazione di un velivolo «sconosciuto», perchè senza regolare piano di volo. Si trattava di un aereo militare che, si è poi saputo, era diretto in Austria. I caccia lo hanno intercettato e, chiarita la sua posizione, lo hanno «rilasciato». Durante le fasi dell’intercettazione i due F16 hanno raggiunto e superato la velocità del suono, provocando il «bang supersonico».
AEREO IN ARRIVO DAL CIAD - Il velivolo intercettato, secondo quanto ricostruito dall’Aeronautica, risultava all'inizio sia «sconosciuto» sia privo del piano di volo. Gli enti civili del traffico aereo hanno dunque subito allertato la catena militare e, alle 7 e 18, è stato dato l’ordine di «scramble», cioè di decollo immediato su allarme. Dal 37/o Stormo dell’Aeronautica di Trapani - dopo sei minuti, alle 7 e 24 - si sono alzati in volo due caccia F16. L’aereo nel frattempo era stato identificato, ma il pilota aveva fornito dati non chiari. Inoltre, informato che era oggetto di una intercettazione, ha fatto sapere che avrebbe cambiato rotta, confermando il suo atteggiamento sospetto. Il velivolo è stato raggiunto sulla direttrice Foggia-Napoli alle 7 e 45. Una volta intercettato è stato accertato che si trattava di un «Ilyushin 76» militare, diretto a Linz, in Austria (dove è atterrato poco dopo le 9). In pochi minuti è stato scortato fino a nord delle isole Tremiti, fuori dallo spazio aereo nazionale. Cessato l’allarme i due F16 sono tornati alla base. Il «bang» si è verificato all’altezza del Golfo di Napoli, quando i caccia, durante le fasi dell’intercettazione, a circa 40.000 piedi di quota, hanno superato la velocità del suono.
L'AUSTRIA CHIARISCE- Una portavoce del ministero della Difesa a Vienna ha precisato, poco dopo le 13, che l’aereo intercettato dall’aviazione militare in Italia, stava tornando da un volo di rifornimento in Ciad nell’ambito della missione europea Eufor. Il velivolo era in missione «su mandato dell’Austria», ha detto confermando l’avvenuta intercettazione da parte di caccia italiani. L’aereo aveva portato in Ciad pezzi di ricambio sanitari nell’ambito dell’operazione Eufor dell’Unione europea. Secondo la portavoce, non vi sarebbe stato un errore sulla rotta seguita bensì, molto probabilmente, degli «equivoci» sulla dicitura scritta del volo. L’Austria partecipa alla missione Eufor con 140 uomini.
08 ottobre 2008
 

17:07 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: paura, vesuvio, f16, aerei, muro del suono | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook