19/07/2011

Borsellino, il giorno della memoria

Borsellino, il giorno della memoria

STRAGE DI VIA AMELIO 19 ANNI DOPO. Confermata la pista della trattativa Stato-mafia. Gli inquirenti:«Si avvicina la verità sull'attentato»

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30/07/2010

Il partito del sesso scompiglia l'Australia

Il partito del sesso scompiglia l'Australia

No a qualsiasi tipo di censura, compresa quella su internet. Sì al diritto all'eutanasia, alla depenalizzazione dell'uso personale di droghe, ai matrimoni omosessuali. Ma soprattutto, un'inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa. Il programma del Sex Party

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Si chiama Partito del Sesso e già dal nome si capisce che non ama gli eufemismi. Soprattutto, ha evitato di ricorrere a terminologie sdolcinate (ricordate il Partito dell'Amore di ciccioliniana memoria?). E anche il suo programma elettorale brilla per chiarezza.

Quarto incomodo della campagna elettorale australiana ormai entrata nel vivo - le elezioni si terranno il 21 agosto - l'Australian Sex Party è pronto a scompigliare la scacchiera politica federale, dominata da uno scontro tra i laburisti, attualmente al governo con Julia Gillard e dati per favoriti, e il centro-destra di Tony Abbott, con i verdi a fare da ago della bilancia.

Così, mentre i politici dei principali schieramenti si scannano sull'immigrazione e sulle tasse al settore minerario, il Partito del Sesso cambia le carte in tavola con un programma estremamente libertario, che parte dagli interessi dell'industria erotica, in particolare della Eros Association, di cui la formazione politica è quasi una diretta emanazione, per allargarsi ai diritti civili e ad altre questioni scottanti. "Faremo drizzare i capelli a Tony Abbott, e a Julia Gillard, li faremo ingrigire", ha promesso battagliera la presidente del partito Fiona Patten, quando due giorni fa ha lanciato la campagna nazionale da un bar di Melbourne.

Il programma? No alla censura su contenuti erotiestci, ovviamente. Ma anche una ferma opposizione a filtri e limitazioni che riguardino internet, e ad altre forme di controllo da parte dei fornitori di connettività. E poi la depenalizzazione dell'uso personale di qualsiasi droga; la legalizzazione dell'eutanasia; l'introduzione del matrimonio per gli omosessuali e più in generale la loro completa parità di diritti. Infine, la richiesta di una commissione per indagare sugli abusi sessuali sui minori commessi dalle Chiese australiane (la cattolica e l'anglicana si spartiscono la maggioranza dei fedeli).

Ma a che risultato puntano? "Al meglio che possiamo fare", commenta a Sky.it il cofondatore del partito Robbie Swan, eclettico lobbista dell'industria erotica e dei diritti civili, giornalista satirico, vegetariano militante e insegnante di meditazione trascendentale ("ho fatto un corso anche in Italia, a Livigno", specifica). "Lo scorso dicembre abbiamo partecipato a due elezioni locali straordinarie in cui siamo diventati il maggiore tra i partiti minori, con circa il 3 e mezzo per cento dei voti. Un 4 per cento quindi sarebbe un risultato eccellente".

La partenza, per il Sex Party, era stata tutta in salita. La registrazione, lo scorso agosto, era avvenuta solo dopo una battaglia durata mesi, in cui i religiosi più militanti sostenevano che usare il termine "sesso" come nome di una formazione politica fosse osceno. Ma il partito si è presto smarcato da un'immagine pruriginosa, per battere l'accento sulle libertà personali, pronto a scontrarsi frontalmente con chiese e confessioni. "Qui in Australia siamo ancora sotto l'influsso di un cattolicesimo retrogrado”, commenta ancora Swan. “Noi riteniamo che la religione non debba influenzare la politica".

Obiettivo del partito è intercettare il voto di protesta e degli indecisi, ma anche di chi, sulle libertà personali, ritenga verdi e laburisti troppo moderati. In quanto alle questioni calde dell'attuale campagna elettorale, il Sex Party non si pronuncia: “Non abbiamo un programma sull'immigrazione o le tasse, ma per il futuro non lo escludo”, dice Swan. “In fondo siamo appena nati”.

Carola Frediani


05/01/2010

Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»

Francia, al via la legge «tre errori e sei scollegato»

 

Col nuovo anno è entrata in vigore la controversa norma «Hadopi». Gli utenti accusati di file sharing illegale saranno avvisati prima con una email, poi con una lettera, ma poi scatterà la disconnessione da Internet

 

(Fotogramma)

PARIGI - Dopo un iter travagliato durato quasi due anni, in Francia è entrata in vigore la legge «Création et Internet», meglio conosciuta come Legge Hadopi, dal nome dell'autorità che dall'1 gennaio 2010 è chiamata a vigilare sui comportamenti degli utenti d'Oltralpe.

CHE COSA PREVEDE - Descritta come una delle più severe norme contro il download illegale, la legge prevede un percorso educativo basato su un sistema di risposta graduale in tre tappe: gli utenti scoperti a scaricare file protetti da copyright (musica, film e altre opere d'ingegno) saranno avvisati una prima volta via mail, una seconda volta attraverso una raccomandata cartacea e al terzo «errore» saranno invitati a comparire davanti a un giudice, che potrà decidere se applicare una multa o la disconnessione forzata. In tutti questi casi, a ricevere gli avvisi non è chi ha commesso il reato, ma il titolare dell'abbonamento internet. HADOPI - A vigilare su tutto il processo, sarà l'Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi), i cui nove membri sono stati da poco nominati. L'Autorità farà da intermediaria tra gli aventi diritto (artisti, major) e i fornitori di connettività, chiamati a cooperare per denunciare gli utenti che scaricano file illegalmente. A differenza della prima versione della legge (bocciata dalla Corte Costituzionale)-, l'Hadopi non potrà disconnettere un abbonato senza il parere preventivo di un giudice.

OBIETTIVI - Fortemente spalleggiata da Sarkozy, che l'ha presentata come una norma-modello per altri Paesi europei, la nuova legge intende ridurre drasticamente il fenomeno della pirateria. Come ha spiegato il senatore Michel Thiolliere alla Bbc, «dopo il primo avviso due utenti su tre smetteranno di scaricare file illegali. Al secondo avviso il 95% abbandonerà del tutto questa abitudine».

OPPOSITORI - Eppure in molti sollevano dubbi sull'efficacia dell'Hadopi: come è già accaduto in altri Paesi, gli utenti troveranno presto nuovi modi per condividere file protetti da copyright. La webzine Torrent Freak elenca sei modalità per fruire di contenuti online senza problemi. Il provvedimento non piace nemmeno ai servizi segreti inglesi che temono il dilagare di nuovi sistemi protetti per scaricare in tutto anonimato. Simili servizi renderebbero ancora più dura la lotta delle autorità internazionali contro la pedo-pornografia e altre attività criminali online.

Nicola Bruno


14/10/2009

Al via a dicembre i lavori per il Ponte

Al via a dicembre i lavori per il Ponte

 

«La compagnia è avviata a una gestione positiva grazie a imprenditori coraggiosi». L'annuncio di Berlusconi a margine del piano di rilancio degli aeroporti. E su Alitalia: «Una sfida quasi vinta»

 

La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)
La piantina che mostra come si svilupperà il ponte di Messina (Ap)

ROMA - «A dicembre, massimo gennaio, inizieremo la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina». Lo ha confermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi partecipando all’iniziativa «Due hub», ovvero i piani di investimento per Malpensa e Fiumicino, presentata oggi a Villa Madama dalle società che gestiscono i due scali, Sea e Adr.

«ALITALIA VERSO GESTIONE POSITIVA» -Quanto allo sviluppo del sistema aeroproturale italiano, Berlusconi ha sottolineato che «da parte del governo c'è l'impegno a garantire le infrastrutture di collegamento con gli aeroporti». Inoltre, «c'è l'impegno per Milano affinchè le infrastrutture siano pronte per il 2015 quando sarà la vetrina dell'Italia in tutto il mondo». Il capo del governo ha poi commentato la situazione di Alitalia, definendola una compagnia «sicuramente avviata verso una gestione positiva che premia il coraggio di imprenditori che hanno saputo rischiare». «Siamo riusciti - ha sottolineato in particolare - a far restare l'Alitalia nelle nostre mani. La sfida sta per essere vinta, ho visto i risultati di Alitalia a ottobre e ci stiamo avviando verso una gestione positiva, che conferma la giustezza del progetto e premia il coraggio degli imprenditori che hanno saputo rischiare».

DEBITO PUBBLICO E INVESTIMENTI - Dobbiamo «fare i conti» con il debito pubblico che abbiamo «ereditato» ha detto ancora il premier, «ma questa eredità non deve impedirci di innovare e di rimuovere e gli ostacoli» che si frappongono alla realizzazione di infrastrutture «e non deve impedirci di stimolare investimenti pubblici e privati verso ciò che è più urgente».