06/11/2009
Vegas: una stortura da correggere l'Irap sulle perdite delle piccole imprese
Vegas: una stortura da correggere l'Irap sulle perdite delle piccole imprese
Il Tesoro apre una piccola porta alle richieste della maggioranza di un taglio delle tasse, ma il viceministro dell'economia esprime dubbi su una riduzione cospicua delle imposte
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| Da sinistra a destra il relatore della Finanziaria Maurizio Saia (Pdl) e il viceministro dell'Economia Giuseppe Vegas (LaPresse) |
ROMA - Il Tesoro apre solo una piccola porta alle sempre più pressanti richieste di un taglio significativo delle tasse che arrivano da ampi settori della maggioranza. Sulle imposte - ha detto il vice ministro dell'Economia Giuseppe Vegas - potrà essere rivista «qualche stortura come la tassazione delle perdite» nell'Irap o si potrà dare un sostegno «a soggetti più deboli», come le Pmi, ma restano «dubbi» sulla possibilità di «una riduzione cospicua delle tasse» in un momento come quello attuale perchè appare difficile «intervenire sulla spesa dei grandi comparti sociali».
NESSUNA SCORCIATOIA - Vegas, parlando della necessità di non farsi prendere dalla tentazione di una scorciatoia di un calo delle tasse senza le adeguate coperture e, quindi, di un eventuale più ampio taglio dell'Irap sulle imprese che al momento non risulta possibile, ha confermato di fatto l'ipotesi circolata oggi di un intervento allo studio del Tesoro per un esenzione delle perdite delle imprese dall'imponibile Irap. Ampi spazi per un taglio delle tasse nel breve periodo, quindi, non ci sono ma, ha sottolineato Vegas, «questo non significa che, se esistono storture, queste non possano essere corrette: per esempio, se vengono tassate delle perdite, si può nell'ambito delle disponibilità rivedere la tassazione soprattutto riguardo i soggetti più deboli come le piccole imprese».
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| Tag: economia, tasse, tagli, irap, tesoro, favorevole, richiesta, maggioranza, viceministro, vegas, esprime, dubbi, riduzione | OKNOtizie |
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19/10/2009
«Ora di Islam in aula? Non si integra così» Il ministro. Maroni, boccia la proposta di introdurre l'insegnamento della religione musulmana nelle scuole
«Ora di Islam in aula? Non si integra così» Il ministro. Maroni, boccia la proposta di introdurre l'insegnamento della religione musulmana nelle scuole
L'idea era stata lanciata dal finiano Adolfo Urso. «La Lega è nettamente contraria»
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| Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni (Eidon) |
MILANO - «Siamo tutti d'accordo nel migliorare l'integrazione», ma l’introduzione a scuola di un’ora di insegnamento della religione islamica «certamente è il modo più sbagliato per farlo». Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni è intervenuto questa mattina alla trasmissione La telefonata su Canale 5 sulla polemica nata dalla proposta di Adolfo Urso.
Il progetto di Urso per evitare le scuole coraniche. «Ora di religione islamica». La nuova proposta dei finiani. Introdurre nelle scuole pubbliche e private, un’ora di religione islamica, alternativa a quella cattolica
ASOLO (Treviso) — L’ora di religione? Cattolica, ma anche islamica. L’idea è del viceministro Adolfo Urso, che propone l’introduzione nelle scuole pubbliche e private di una nuova materia, facoltativa e alternativa a quella cattolica, per evitare di lasciare i piccoli musulmani «nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste». Si parla molto di Islam ad Asolo e non potrebbe essere diversamente, visto che qui si svolge il workshop «Le nuove politiche per l’immigrazione», seconda edizione dei «Dialoghi asolani», laboratorio di confronto bipartisan animato dalle Fondazioni FareFuturo e ItalianiEuropei e dai rispettivi politici di riferimento, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema.«Eccoci qui ad Asolo, nel covo di congiurati», scherza Lucia Annunziata, riferendosi ai timori di un patto trasversale che scardini l’attuale maggioranza e rivolgendosi all’intervistato Beppe Pisanu. «Domani ne arrivano altri due», risponde a tono l’ex ministro. Che naturalmente nega complotti: «Se il dialogo non viene praticato neanche nel buio di questa crisi, c’è davvero da temere per l’avvenire del Paese».
PER ATTIRARE NELLE SCUOLE I RAGAZZI MUSULMANI - E il dialogo parte, con il segretario generale di FareFuturo Urso: «Potrebbe essere utile, per attirare nei nostri istituti i ragazzi musulmani, prevedere un’ora di storia della religione islamica». E gli insegnanti? Saranno imam? «Dovrebbero essere docenti riconosciuti, italiani che parlano in italiano. Al limite anche imam, a patto che abbiano i requisiti e che siano registrati in un apposito albo. Stiamo parlando di insegnanti reclutati con criteri pubblici». Nel documento di ItalianiEuropei, a cura di Marcella Lucidi, sul tema ci si tiene più sul vago, auspicando «una riflessione non occasionale» e chiedendo un insegnamento che «promuova la conoscenza della cultura e della religione di appartenenza dei ragazzi e delle loro famiglie». Urso rilancia anche l’idea di «classi miste temperate» e dice no al velo negli uffici pubblici.
NORME SULL'IMMIGRAZIONE - Ma è soprattutto sulle norme per l’immigrazione che si colgono grandi punti di convergenza. A leggere il paper di FareFuturo, a cura di Valentina Cardinali, si coglie subito un dissenso netto dalle posizione leghiste: «No a scontri di civiltà e no alla strumentalizzazione delle paure». Ma si nota anche una divergenza con Silvio Berlusconi, che ha dichiarato di essere contrario a un Paese «multietnico»: «L’Italia già da alcuni decenni è senza dubbio un paese multietnico » spiega il dossier. FareFuturo cita il progetto di legge bipartisan Granata-Sarubbi e lancia alcune proposte: cittadinanza dopo cinque anni, in cambio di esame di lingua e test di cultura, diritto di voto amministrativo, status giuridico a 10 anni per i figli di immigrati nati in Italia, meno discrezionalità dell’atto di concessione. Non che FareFuturo rinneghi le politiche di contrasto del governo, a partire dal reato di clandestinità e dai respingimenti: «Ma sono solo una faccia della medaglia - spiega Urso - . Servono anche integrazione e cittadinanza e dobbiamo allargare le maglie sui flussi».Il dossier di ItalianiEuropei concorda in alcuni punti (cittadinanza, diritto di voto), in altri va oltre (cittadinanza subito ai figli degli stranieri nati in Italia) e lancia il concetto di «cittadinanza sociale», chiedendo di svincolare il permesso di soggiorno dalla durata del contratto di lavoro. Non è escluso che oggi, presenti D’Alema e Fini, si pongano le basi per arrivare a un documento congiunto.
«NETTAMENTE CONTRARI» - «La Lega è nettamente contraria - ha spiegato Maroni - anche perché religione cattolica - adesso non voglio ripetere, usare le argomentazioni del cardinal Bagnasco che tra l`altro condivido sul fatto che l`ora di religione - ha un suo motivo, una sua storia, ma anche una sua motivazione anche storica, dal punto di vista concreto, pratico. L`ora di religione cattolica rappresenta una entità, la Chiesa, che ha una gerarchia, dei valori ben chiari, ben definiti che quindi si possono trasmettere, l`Islam è un mondo tutto diverso».
«L'IMAM INTERPRETA» - «L'imam - ha continuato il ministro - interpreta il Corano liberamente, non c'è una serie di dogmi, non c'è un messaggio chiaro da trasmettere, se come penso fosse nelle intenzioni di Urso questa misura serviva per migliorare l`integrazione, siamo tutti d`accordo nel migliorare l`integrazione, ma questo - ha concluso il titolare del Viminale - certamente è il modo più sbagliato per farlo».
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| Tag: politica, scuola, religioni, islam, cattolici, idea, viceministro, urso, proposta, critiche, diaologo, norme, immigrazione | OKNOtizie |
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