16/10/2010

Donna uccisa a coltellate nel Savonese Trovata in bagno dai suoi bambini

Donna uccisa a coltellate nel Savonese Trovata in bagno dai suoi bambini

Albissola mare - gli inquirenti hanno già un sospettato. La vittima è una polacca di 33 anni che viveva con un italiano. I due piccoli hanno chiesto aiuto ai vicini

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05/02/2010

Vive con la Ferrari in salotto. Al 2 piano

Vive con la Ferrari in salotto. Al 2 piano

 

La storia raccontata dal L..A. Times. Ora la sua casa è meta di pellegrinaggio di curiosi. Eccentrico designer ha costruito uno speciale ponte per parcheggiare in casa. Ma i vicini: deturpa l'ambiente

 

Il designer con la Ferrari in salotto (foto Ricardo DeAratanha / Los Angeles Times)
Il designer con la Ferrari in salotto (foto Ricardo DeAratanha / Los Angeles Times)

WASHINGTON – Olger Schubert è così innamorato della sua Ferrari che la tiene nel proprio salotto, tra dipinti libri e mobili eleganti, un adattamento premiato dalla rivista Architectural digest, la bibbia dello arredamento, come il più bel garage d’America. E poiché abita al secondo piano di un palazzo di Brentwood, a Los Angeles presso Hollywood, ha fatto costruire un ponte lungo oltre tre metri tra il salotto e la vicina strada, che corre all’altezza del primo piano, in modo da potere uscire sulla sua Ferrari.

Schubert, un disegnatore di 43 anni, ha impiegato un quinquennio e ha speso 1 milione e mezzo di dollari per realizzare questo sogno. Ma poco dopo che ci è riuscito, i coinquilini e i vicini di casa si sono ribellati, accusandolo di deturpare il paesaggio e minacciare la circolazione. Invano Schubert ha protestato di avere ottenuto 18 permessi dal comune di Los Angeles. Il comune ci ha ripensato e gli ha ordinato di abbattere il suo ponte.

La Ferrari in questione è una 512 BBi “boxer” dell’84, di colore grigio, a cui il disegnatore diede la caccia per 11 anni. Un pezzo da collezionista visibile dalla strada poco sottostante, la Tigertail (Coda di tigre), una delle più esclusive del quartiere di Brentwood, dove abitò O.J. Simpson, l’ex campione di football americano accusato - ma assolto – dell’assassinio della moglie nel ’94. Schubert la tiene come un gioiello, e la sfoggia solo a fine settimana, guidando lungo la costa del Pacifico. Ha dichiarato di non capire il risentimento dei coinquilini e dei vicini: «Forse li ha disturbati il fatto che per modificare l’appartamento e costruire il ponte, a 5 metri di altezza sul terreno, io abbia impiegato tanti anni». Ma William Burnside, il leader del gruppo che ha smosso il comune, ribatte che è questione di ambiente e sicurezza: «Schubert fece abbattere il garage che aveva a sua disposizione al pianterreno per potere andare a dormire e svegliarsi con la sua Ferrari».

Il disegnatore si è rivolto a un avvocato per bloccare l’ordinanza del comune. Ma nel frattempo, il Los Angeles Times ha messo la vicenda in prima pagina, la Tigertail è stata invasa da curiosi che occhieggiano la Ferrari da distante e la polizia municipale si è vista costretta a inviare un vigile a dirigere il traffico. Una «love story» che Schubert spera ancora di portare a lieto fine con il supporto di Architectural digest, che incoraggia questo tipo di garage per auto considerate opere d’arte, e di varie associazioni di proprietari di Ferrari. In America ve ne sono una decina, vere e proprie «lobbies» che tengono mostre e conferenze annuali, e che hanno un forte seguito popolare.

Ennio Caretto


26/10/2009

Perugia: mamma costringe la figlia di 11 anni a fare sesso con dei ragazzi

Perugia: mamma costringe la figlia di 11 anni a fare sesso con dei ragazzi

 

La madre faceva regali ai giovani che si prestavano ai rapporti. Voleva far diventare la ragazzina «popolare», la donna e' stata arrestata. I vicini hanno segnalato alla polizia le urla della piccola


PERUGIA - Una vicenda che ha dell'incredibile. Era «fissata» con l'idea che la figlia undicenne dovesse avere rapporti a sfondo sessuale per farla diventare popolare e per questo le organizzava in casa incontri, ai quali assisteva, con coetanei (13-17 anni la loro età) contattati all'uscita di scuola, anche se la ragazza si opponeva in lacrime e la notte si svegliava in preda agli incubi. Questo il quadro delineato dalla squadra mobile di Perugia che ha arrestato la madre dell'adolescente, una quarantenne incensurata originaria del perugino. Violenza sessuale il reato che le è stato contestato.

LA VICENDA - Per tutelare la minore, gli investigatori non hanno reso noto nè il nome della donna, nè del paese, nella zona del Trasimeno, dove è avvenuta quella che è stata definita una storia di «degrado e grave disagio familiare». Dall'indagine, durata circa un mese, è emerso che il desiderio della donna era di creare una «cerchia di ammiratori» intorno alla sua unica figlia. Per farlo convinceva i ragazzi agli incontri (che forse duravano da più tempo) anche regalando loro denaro, ricariche telefoniche e un cellulare. Un'azione «quasi quotidiana» la sua, secondo gli investigatori. Gli accertamenti sono ancora in corso e non è chiaro se la ragazza (ora affidata ai servizi sociali) abbia avuto rapporti sessuali veri e propri. L'indagine della squadra mobile - diretta da Giorgio di Munno - è partita dalla segnalazione di un via vai sospetto nell'appartamento e di grida provenienti da esso. È quindi emerso che era frequentato da quattro-cinque ragazzi. Tra loro anche una tredicenne alla quale la donna - secondo la ricostruzione accusatoria - metteva a disposizione la casa - «modesta» è stata definita - per avere rapporti, in sua presenza, con un ragazzo di 17 anni, denunciato a piede libero per concorso in violenza sessuale.

INTERCETTAZIONI - Grazie anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali la polizia ha accertato che l'undicenne si opponeva in lacrime agli incontri. La notte si svegliava improvvisamente in preda agli incubi, piangendo. Un quadro in base al quale la polizia ha deciso di intervenire e di bloccare la donna, risultata senza occupazione. Assente quando avvenivano gli incontri è risultato invece il padre, lavoratore saltuario, nei confronti del quale non sono stati presi provvedimenti. Dall'indagine condotta dalla terza sezione della mobile - guidata da Monica Napoleoni - è emerso che la famiglia non aveva dato finora segni di disagio. Anche a scuola, che pure frequentava poco, la ragazza non aveva mostrato malessere.


19/04/2009

Egitto, individuata la tomba di Cleopatra

Egitto, individuata la tomba di Cleopatra

 

Gli archeologi: «Forse è la scoperta più importante del 21esimo secolo». Accanto alla regina il corpo di Antonio, sotto i resti di un tempio dedicato a Iside

La presunta tomba di Cleopatra e Marco Antonio (Epa)

La presunta tomba di Cleopatra e marco Antonio

CAIRO - Sulla cima di una collina da cui si vede il mare, sotto i resti di un tempio dedicato a Iside: è qui, secondo gli archeologi, che potrebbe riposare il corpo di Cleopatra. La tomba della regina egiziana non è mai stata localizzata, ma gli archeologi hanno raccolto prove che testimonierebbero che i sacerdoti di Cleopatra, dopo il suo suicidio, ne avrebbero trasportato il corpo al tempio, dove potrebbe riposare accanto al suo amante, Marco Antonio. «Questa potrebbe essere la più importante scoperta del 21esimo secolo - ha detto Zahi Hawass, capo archeologo -. Questo è il luogo perfetto dove potrebbero essere sepolti i loro corpi».

 

(Epa)

AMANTI VICINI - Un gruppo di archeologi egiziani e della Repubblica dominicana hanno deciso di iniziare a scavare alla ricerca della tomba di Cleopatra all'inizio dell'anno. Grazie all'ausilio di un radar, gli studiosi hanno individuato quelle che potrebbero essere tre camere alla profondità di 20 metri sotto le rocce. Gli storici ritengono, sulla base dei testi scritti da Plutarco, che Antonio e Cleopatra siano stati sepolti assieme. Kathleen Martinez, una studiosa della Repubblica dominicana fautrice della teoria secondo cui Cleopatra è sepolta nel tempio, crede che una delle camere possa ospitare i resti dei due amanti. Temendo di poter essere portata come prigioniera a Roma, Cleopatra si suicidò facendosi mordere da un'aspide e si crede che anche Antonio si sia ucciso dopo la sconfitta contro Ottaviano ad Azio.

(Reuters)(Epa)

(Reuters)(Afp)I resti del tempio sotto il quale è stata trovata la tomba (Epa)

I resti del tempio sotto il quale è stata trovata la tomba (Epa)

 

Una mummia trovata nella tomba (Afp)

(Epa)

(Epa)

(Afp)

(Epa)

(Epa)

Monete e maschere trovate nel tempio, sotto una statua di Cleopatra (Epa)

Monete e maschere trovate nel tempio, sotto una statua di Cleopatra (Epa)

 

Due mummie nella tomba: potrebbero essere quelle di Cleopatra e Marco Antonio (Afp)

Due mummie nella tomba: potrebbero essere quelle di Cleopatra e Marco Antonio (Afp)


 



18/03/2009

Bob Dylan e il wc chimico in giardino I vicini: «Odori insopportabili»

Bob Dylan e il wc chimico in giardino I vicini: «Odori insopportabili»

 

Gli ufficiali sanitari stanno cercando di indagare sulle lamentele. Presentato un esposto alla polizia. E c'è chi si difende installando cinque enormi ventilatori

 

Bob Dylan (Ap)
Bob Dylan (Ap)

 

 

 

 

 

 

LOS ANGELES - «Il signor Diritti Civili sta uccidendo i nostri diritti»: i vicini di Bob Dylan non ne possono più. Dal wc chimico che si trova nel giardino della casa dell'artista a Malibu, sostengono, proviene un olezzo tremendo. E la puzza, come se non bastasse, viene propagata dalla brezza dell'Oceano Pacifico tra le ville di una delle zone più esclusive della costa a nord-ovest di Los Angeles. I cattivi odori, parafrasando uno dei maggiori successi di Dylan, "soffiano nel vento".

ESPOSTO - Come racconta "The Independent", i vicini dell'artista hanno deciso di presentare un esposto alla polizia. Da quando il wc chimico è stato installato all'esterno della villa, a uso delle guardie del corpo del cantante, David Emminger - che abita nei pressi della villa del cantante - dice che è diventato impossibile stare nella sua casa e che gli odori nauseanti hanno danneggiato la salute di suo figlio David junior, 8 anni. Gli ufficiali sanitari stanno cercando di indagare sulle lamentele presentate dalla famiglia Emminger che, per difendersi dagli odori e rispedire al mittente il poco gradito "soffio del vento", ha installato cinque enormi ventilatori.


01/01/2009

Due fratelli abbandonati in casa morti da mesi a Messina

Due fratelli abbandonati in casa morti da mesi a Messina

Scoperti dai vicini i cadaveri di Giovanni e Francesco Di Giovanni di 60 anni e 66 anni. Nell'appartamento abita un altro fratello di 68 anni: malato, non si sarebbe accorto della morte dei familiari

 

MESSINA - Una storia di triste di degrado e povertà arriva dalla città dello Stretto. I cadaveri di due fratelli Giovanni e Francesco Di Giovanni di 60 anni e 66 anni, sono stati scoperti nella loro abitazione a Messina dalla polizia avvertita da alcuni vicini di casa.

UN TERZO FRATELLO - Nell'appartamento, in via Gerobino Pilli, nel quartiere Camaro, abita anche un altro fratello di 68 anni in condizioni precarie che non si sarebbe accorto della morte dei familiari. È stato subito ricoverato in ospedale. Gli agenti la vigilia di Capodanno hanno scoperto una storia di povertà e abbandono trovandosi davanti una scena drammatica: i due uomini erano morti, probabilmente per cause naturali, da alcune settimane, forse uno dei due da alcuni mesi. Uno dei cadaveri è stato trovato in camera da letto, l'altro su una poltrona. Il sostituto procuratore ha disposto l'autopsia sulle salme.

I VICINI - Il degrado e l'abbandono in cui vivevano i tre fratelli Di Giovanni era stato segnalato agli assistenti sociali e anche ad un consigliere di quartiere. Lo dice Gennaro D' Errico, vicino di casa dei fratelli, l'uomo chemercoledì, insospettito dal non vedere da tempo Giovanni e Francesco, ha avvertito la polizia. L'altro fratello, Melo, il più anziano, soffre di una forma di schizofrenia ed è un uomo taciturno e chiuso. «Era una morte annunciata - dice D'Errico - nel 2007 erano venuti gli assistenti sociali ma non è accaduto nulla. Quei tre fratelli vivevano abbandonati in una casa-immondezzaio da quando una decina d'anni fa era morta la madre che era il bastone della famiglia». L'abitazione dei Di Giovanni è in una palazzina a due piani nel degradato quartiere Camaro. Dentro casa, dicono i vicini, pioveva dal tetto e vi era un cattivo odore. «Uscivano raramente di casa - dice l'altro vicino Carmelo Messina - e sempre uno alla volta». I vicini da circa quattro mesi non vedevano uno dei Di Giovanni e da qualche settimana anche l'altro fratello poi trovato morto in casa. Francesco, dicono i vicini, aveva lavorato in un negozio di ferramenta. Giovanni era stato visto anche chiedere l'elemosina.

 

 


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04/10/2008

Simula una rapina e uccide il vicino

Simula una rapina e uccide il vicino


La tragedia in Ogliastra. La vittima è Raffaele Monni, di 37 anni, operaio, ucciso con alcuni colpi di pistola. Arrestato Giampietro Palmas, disoccupato di 39 anni, di Loceri

 

 

CAGLIARI - Per gli inquirenti ha simulato l'effrazione in casa sua e il tentativo di furto con cui poi ha giustificato il colpo di pistola che ha ucciso il presunto ladro. Giampietro Palmas, disoccupato di 39 anni, di Loceri (Ogliastra) è finito nel carcere di Lanusei per omicidio volontario su disposizione del pm Domenico Fiordaliso, dopo aver sparato attorno alle 22 di venerdì con la sua pistola 44 Magnum, legalmente detenuta, ad un vicino di casa, Raffaele Monni, 37 anni.

NESSUNA INDICAZIONE SUL MOVENTE - I carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Lanusei e della stazione di Barisardo, che conducono le indagini coordinati dalla procura di Lanusei, non credono alla versione fornita da Palmas, che si era autodenunciato dopo l'omicidio telefonando al 112. Già nella prima chiamata, l'uomo aveva riferito di aver sparato a un conoscente per legittima difesa, versione confermata ai primi carabinieri arrivati sul posto, una casa in via Nazionale, a Loceri. Palmas ha dichiarato che Monni aveva tentato d'introdursi in casa sua armato di un oggetto appuntito per rubare. Trovandoselo davanti, ha impugnato la pistola e gli ha sparato al petto. Ma i rilievi effettuati dai carabinieri contraddicono la versione del fermato. Le indagini hanno evidenziato la presenza di numerosi oggetti nell'abitazione incompatibili con la versione fornita da Palmas e anche che la conoscenza fra i due vicini di casa - Monni abitava in via Diaz - era molto meno superficiale di quanto il presunto omicida voglia far credere. Anzi, sono stati raccolti elementi sufficienti a far ritenere che i due uomini abbiano trascorso insieme un po' di tempo poco prima dell'omicidio. Gli inquirenti, in conferenza stampa, non hanno voluto però fornire alcuna indicazione sul movente, da ricercarsi nei rapporti pregressi fra i due, ancora tutti da accertare.


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