24/09/2010
Gobbo ai sindaci: basta inno d'Italia
Gobbo ai sindaci: basta inno d'ItaliaLa sfida identitaria. La linea della Lega: «Non suonatelo nelle manifestazioni pubbliche. Esecuzione relegata alle sole manifestazioni delle forze armate»
15:20 Scritto in POLITICA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: politica, gobbo, segretario, lega nord, veneto, vietato, sindaci, inno mameli | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
30/05/2010
Frittura di paranza addio, il nuovo regolamento Ue la renderà introvabile
Frittura di paranza addio, il nuovo regolamento Ue la renderà introvabileDiventerà quasi impossibile pescare seppie, calamaretti e telline. Le regole per la pesca nel Mediterraneo dal 1° giugno: reti a maglie più larghe e barche più lontane dalla costa
![]() |
| Telline: la loro pesca diventerà sempre più difficile a partire dal primo giugno (Ansa) |
Niente più seppie, calamaretti e telline nelle tavole degli italiani che potranno dire addio anche a rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza per eccellenza dalla Liguria alla Calabria. Tutto questo a partire da martedì 1 giugno con l'entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo. La Commissione europea, infatti, detta nuove regole per la pesca nel Mediterraneo, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa. Prelibatezze che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l'obiettivo dichiarato dell'Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca.
PROTESTE - Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l'Italia, Paese per antonomasia della piccola pesca a cui è dedita il 5% della flotta. E ora occorre saper affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall'Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe. E se non sono mancate le proteste, come quella dell'associazione Marinerie d'Italia davanti al ministero delle Politiche agricole a Roma, oggi si pensa ai Piani di gestione da presentare all'Ue, ovvero a deroghe per maglie e distanze dalla costa che permetterebbero la cattura delle specie messe a rischio dalle nuove disposizioni; ma anche a misure economiche in grado di alleviare i pescatori penalizzati. E a questo proposito c'è qualche novità per vongole e cannolicchi; una circolare ministeriale infatti, rende noto la Federcoopesca, informa che è in via di perfezionamento la procedura per una deroga. Un rinvio possibile anche per le telline perchè, secondo la Lega Pesca, la Commissione europea potrebbe escludere dal Regolamento Mediterraneo il divieto dei rastrelli da natante, trattandosi di attrezzi non trainati. Per ora si sta a guardare e nell'incertezza, ben venga un bel piatto di spaghetti con le telline, tanto per non dimenticare un sapore che ha meritato il riconoscimento di slow food.
PERPLESSITA' - E con il varo delle nuove regole, arriva, inevitabile la preoccupazione anche dei ristoratori. Un «grido di dolore» per le nuove norme sulla pesca dell'Ue che tutelano seppie, calamaretti e telline viene «a nome di tutti gli abitanti della laguna veneta» arriva da Arrigo Cipriani, proprietario dell'Harry's Bar di Venezia, il mitico locale frequentato tra gli altri da Ernest Hemingway. La preoccupazione maggiore di Cipriani, autore di autorevolissimi libri di cucina, è per la seppia che, afferma, «è un elemento fondamentale della cucina veneta, non possono portarcelo via! Noi non puntiamo tanto sulle vongole, ma le seppie sono una cosa che serviamo moltissimo».
Redazione online
16:54 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: alimentazione, unine europea, stop, pesca, seppie, calamaretti, telline, regole, mediterraneo, barche, vietato, piatti, frittura | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
25/03/2010
Allarme per i biberon al bisfenolo: i senatori francesi vietano la vendita
Allarme per i biberon al bisfenolo: i senatori francesi vietano la vendita
La molecola causa danni al sistema neuronale è cancerogena e provoca sterilità. Già vietato il commercio in Canada nei contenitori per bebé
PARIGI - Il Senato francese ha approvato una proposta del gruppo Rdse per sospendere la commercializzazione di biberon costruiti con "bisfenolo A". La proposta di legge mirava inizialmente al divieto di questa molecola in tutte le plastiche alimentari. Ma, come spiega oggi "Le Monde" on line, s'è preferito ripiegare per un divieto minore, limitato ai biberon.
Il ministro della slaute Roselyne Bachelot ha invitato alla prudenza: «Dobbiamo fondare le nostre decisioni su degli elementi oggettivi»; e ha spiegato che il suo dicastero sta studiando la possibilità di modificare i limiti consentiti di migrazione del bisfenolo a nei cibi, oggi fissato a 0,6 microgrammi per chilo di alimenti. Ha anche sottolineato che si possono minimizzare i rischi evitando di scaldare i contenitori in plastica.
Rispondendo alle sollecitazioni dell'agenzia americana per la sicurezza degli alimenti e dei farmaci (Fda), gli industriali americani non utilizzeranno più questa molecola nei recipienti di alimenti per bebé, e molti comuni vietano la vendita nei loro territori di biberon al bisfenolo, come a Parigi o a Bésançon.
Le autorità canadesi hanno vietato questa molecola nei biberon. Sospettato di essere dannoso per la salute fin dagli Anni Trenta, il bisfenolo a è accusato di alterare il corretto sviluppo cerebrale dei bambini, di causare malattie dello sviluppo sessuale e sterilità nei maschi. E' usato per produrre plastiche di particolare durezza e resistenza. Ad alte dosi ha effetti cancerogeni e neurotossici: altera l'attività dell'apparato endocrino inibendo l'azione degli estrogeni sulla crescita neuronale, ha effetti nocivi sul cuore, la prostata e la mammella.
18:50 Scritto in BAMBINI | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: bambiini, sicurezza, allarme, biberon, bisfenolo, molecola, danni, sistema, neuronale, cancerogena, sterilità, vietato, commercio | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
12/10/2009
Carfagna: «Vietare il burqa in classe»
Carfagna: «Vietare il burqa in classe»
«La tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà». Il ministro per le Pari opportunità: situazione delle immigrate allarmante, ne parlerò con Maroni e Gelmini
![]() |
| Mara Carfagna (Fotogramma) |
MILANO - Vietare burqa e niqab nelle scuole: la proposta è del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, che ha intenzione di parlarne con i colleghi dell'Interno Maroni e dell'Istruzione Gelmini. «Sono assolutamente favorevole a una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab (velo che copre la donna lasciando scoperti solo gli occhi, ndr), simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione - ha spiegato il ministro -. Non in quanto simboli religiosi, bensì per le storie che nascondono, storie di donne cui vengono negati diritti fondamentali come l'istruzione o la possibilità di lavorare, storie di violenza e di sopraffazione. Vietare burqa e niqab nelle scuole, luogo primario di integrazione ed emancipazione, può essere un segnale importante».
«SITUAZIONE ALLARMANTE» - La condizione delle donne immigrate in Italia, ha spiegato la Carfagna intervenendo alla presentazione dei risultati di un anno di attività del numero verde «Mai più sola» promosso dall'Acmid donna onlus, «ci preoccupa e ci allarma» a causa di «tradizioni, culture e modi di trattare le donne che spesso sono incompatibili» con quelli italiani. «Occorre far capire alle donne che vengono nel nostro Paese che da noi le donne godono di pari diritti e di pari dignità rispetto agli uomini, e che non c'è spazio per culture, tradizioni o religioni che vogliono confinare la donna in uno stato di soggezione e di inferiorità. La tolleranza non può diventare una minaccia alla nostra civiltà. Il tempo sta per scadere, è in atto un tentativo di sopraffare secoli di civiltà, di instaurare un regime che nega i diritti».
16:13 Scritto in CULTURA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
| Tag: carfagna, ministro, pari opportunità, immigrazione, burqa, niqab, vietato, classe, scuola, proposta, tolleranza, minaccia, civiltà | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
17/07/2009
Da lunedì alcolici vietati agli under 16
Da lunedì alcolici vietati agli under 16
Il Comune di Milano è il primo in Italia a colpire il consumo di alcol. I genitori sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violano la disposizione
![]() |
| (Brandi) |
MILANO - La città della Madonnina fa da apripista: da lunedì i giovani sotto i 16 anni non potranno acquistare né consumare alcolici in strada o nei locali: se trasgrediranno i genitori saranno sanzionati con una multa di 450 euro, così come i commercianti che violeranno la disposizione. Il Comune di Milano è il primo in Italia a colpire non soltanto gli esercenti per la vendita e la somministrazione, ma anche i minori di 16 anni per il consumo e la detenzione di alcolici.
ORDINANZA - Come annunciato dal sindaco Letizia Moratti, la giunta comunale ha approvato la delibera che fissa l'importo della sanzione e in serata lo stesso primo cittadino firma l'ordinanza che impone a vigili, polizia, carabinieri e guardia di finanza il compito di far rispettare la nuova regola. Il divieto entrerà in vigore la prossima settimana con la pubblicazione del provvedimento nell'Albo pretorio. «Sul consumo è la prima ordinanza in Italia e spero che sia anche la prima per risultati positivi - ha detto la Moratti -. Ma questa ordinanza che interviene su vendita, somministrazione, consumo, detenzione e cessione a titolo gratuito di alcolici da sola non basta. Ci vogliono politiche sociali e culturali che sono importantissime per aiutare i ragazzi a costruire i loro sogni».
20:29 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: milano, vietato, vendita, alcol, minori, sedicenni, consumo, alcolici, sanzioni, genitori, commercianti | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
Con decolleté e minigonna non si entra. San Pietro? No, è il ritiro del Napoli
Con decolleté e minigonna non si entra. San Pietro? No, è il ritiro del Napoli
Donadoni dixit: multe per ritardi, dresscode morigerato. Vietato l'accesso alle donne con abiti troppo provocanti. Una ragazza costretta al cambio-short col fidanzato
| Cambio di short: la ragazza indossa quelli del fidanzato |
LINDABRUNN – Il bunker Napoli si arricchisce di un’altra regola ferrea. Che magari può anche far scattare qualche sorriso, ma che di sicuro rende il senso di quanto austero, spartano e senza fronzoli sia il ritiro nel monastero di Lindabrunn. Ma prima facciamo un passo indietro e ricapitoliamo: si parte dal silenzio stampa e dalle regole interne al gruppo azzurro, con tanto di multe, anche salatissime, per i trasgressori; si passa al divieto assoluto per stampa e tifosi di tenere attiva la suoneria dei cellulari durante le sedute di allenamento, accompagnato dall’invito di parlare al telefono lontano dai campi.
REGOLAMENTO FERREO - C’è quindi l’obbligo per i tifosi di entrare nel centro sportivo a piedi e rigorosamente a scaglioni, in gruppi al massimo di 15 unità. Durante le sedute, poi, bisogna bisbigliare, e al termine dell’allenamento pomeridiano solo due giocatori, decisi dall’entourage azzurro, si avvicinano per foto e autografi. Se a ciò aggiungete che la Lindabrunn Sportschule è in collina, isolata e recintata, e che il Napoli alloggia nella stessa foresteria del centro, il quadro è completo. Anzi, quasi completo. C’è infatti la nuova regola di carattere morale che ha preso corpo in questi ultimi giorni, per diventare, proprio ieri, un diktat acclarato: le donne devono indossare abiti castigati, altrimenti non si passa. A cadere nella rete prima una signora arrivata al centro sportivo (con marito e figlia) con scollatura troppo azzardata, quindi una ragazza in shorts.
CAMBIO DI SHORT - Giovedì altri due episodi. La prima protagonista si chiama Marina, e arriva da Procida. I funzionari del Napoli hanno giudicato il suo decolletè un po’ generoso, quindi niente accesso. La ragazza fortunatamente aveva una maglia in auto, l’ha infilata e tutto è andato liscio. Il secondo episodio chiama in causa Jolanda, arrivata fin qui da Zalaegerszeg, Ungheria (dove il Napoli giocò in amichevole l’anno scorso durante il ritiro precampionato), insieme a Marko, il fidanzato (nella foto sopra). Indossava la maglia di Lavezzi e dei pantaloncini. Giudicati troppo corti. I due hanno usato un escamotage spiccio: si sono scambiati gli shorts, col risultato che il ragazzo sembrava uscito da un film anni ’70, e lei dava l’impressione di essere scappata da un circo. Ma l’etica era salva e i giocatori erano stati preservati da pensieri impuri. Per la gioia dei funzionari azzurri, che in questi giorni ricordano i «Matawa» (i guardiani dell’etica) citati da Donadoni l’altro giorno raccontando la sua esperienza in Arabia Saudita, o i vigili urbani degli anni ’60, che battevano le spiagge col metro, per misurare i primi bikini e controllare se erano ‘a norma’.
Dino Manganiello
16:18 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: sport, calcio, curiosità, allenamento, napoli, austria, tifose, minigonna, accesso, vietato, donadoni, dixit, multe | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
05/05/2009
Pellicce di foca, l'Europa dice basta
Pellicce di foca, l'Europa dice basta
Consentita solo la commercializzazione di prodotti provenienti dagli Inuit. Il parlamento di Strasburgo approva le norme che ora varranno in tutti i 27 Paesi dell'Unione
![]() |
| Una foca con il suo cucciolo: la Ue dice stop alla commercializzazione delle loro pelli (Ap) |
STRASBURGO (Francia) - A larghissima maggioranza (550 voti favorevoli, 49 contrari e 41 astensioni), il Parlamento europeo ha approvato oggi, a Strasburgo, un regolamento che vieta la vendita nell’Ue di prodotti derivati dalle foche. Saranno ammesse eccezioni solo per gli animali uccisi nel contesto della caccia tradizionale degli esquimesi (inuit) o svolta ai fini della gestione sostenibile delle risorse marine, oppure se i prodotti derivati costituiscono «souvenir» di viaggio.
UGUALE PER TUTTI - Il nuovo regolamento, sul quale c’è già stato un compromesso con il Consiglio Ue che garantisce ora la sua rapida adozione formale ed entrata in vigore, mira a superare con una norma unica europea la frammentazione del mercato causata dalle diverse leggi nazionali, rispondendo allo stesso tempo alle preoccupazioni dei cittadini sul benessere delle foche. Da anni, le immagini cruente delle battute di caccia sulla banchisa in cui i cuccioli di foche vengono massacrati a bastonate, commuovono le opinioni pubbliche e motivano le campagne delle associazioni animaliste e delle ong ambientaliste.
LE NUOVE REGOLE - Con le nuove norme verrà vietata su tutto il mercato Ue la commercializzazione di prodotti ottenuti da animali che possono aver provato «dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza». Il regolamento si applicherà nove mesi e venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. In base al testo di compromesso con il Consiglio Ue, l’introduzione sul mercato comunitario di prodotti derivati dalle foche sarà autorizzate solo quando «provengono dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene e contribuiscono alla loro sussistenza». Inoltre, l’importazione di prodotti derivati dalle foche è autorizzata quando «è di natura occasionale ed è costituita esclusivamente da merci destinate all’uso personale dei viaggiatori o dei loro familiari». La vendita sul mercato Ue sarà anche autorizzata «unicamente su basi non lucrative» per gli articoli provenienti da sottoprodotti della caccia regolamentata dalla legislazione nazionale e »praticata al solo scopo di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine». In entrambi i casi, il tipo e la quantità di questi prodotti non dovranno essere tali da far ritenere che l’importazione e la vendita possa avere finalità commerciali.
L'IMPORT IN ITALIA - Le foche sono cacciate dentro e fuori l’Ue per ricavarne prodotti e articoli, quali carne, olio, grasso, organi, pelli per pellicceria e articoli derivati, inclusi i prodotti più vari come le capsule Omega 3 o abiti che incorporano pelli e pellicce lavorate di foca. Nell’Ue le foche sono uccise e scuoiate in Svezia, Finlandia e Regno Unito (Scozia) per ricavarne prodotti o a fini di disinfestazione. Nei paesi terzi la caccia è praticata soprattutto in Canada, Groenlandia, Namibia, Norvegia e Russia. La Danimarca e l’Italia sono di gran lunga i due più grandi importatori di pelli da pellicceria gregge di foca destinate alla trasformazione o vendita sul mercato comunitario. La Danimarca le importa direttamente dal Canada e dalla Groenlandia, mentre l’Italia da Russia, Finlandia e Scozia.
ATTUAZIONE E SANZIONI - Entro nove mesi dall’ entrata in vigore del regolamento, gli Stati membri dovranno stabilire le sanzioni da applicare in caso di violazione delle sue disposizioni, e prendere tutti i provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni dovranno essere «effettive, proporzionate e dissuasive» e andranno notificate alla Commissione europea. Inoltre, due anni dopo l’entrata in vigore, e successivamente ogni quattro anni, gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione una relazione in cui illustrano le azioni intraprese per attuare il regolamento. La Commissione presenterà un rapporto al Parlamento europeo e al Consiglio Ue sull’applicazione del regolamento entro i dodici mesi che seguono la fine di ogni periodo.
18:23 Scritto in NATURA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: pellice, foca, europa, bando, stop, commercializzazione, commissione europea, eu, approvazione, vietato, vendita, inuit | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
02/04/2009
Bufale dopate per produrre più latte nel Casertano: arrestate 19 persone
Bufale dopate per produrre più latte nel Casertano: arrestate 19 persone
Uso di un ormone vietato nell'Ue, ma non negli Usa:coinvolta la camorra nel traffico di questo tipo di steroidi, «interdetti» anche quattro veterinari, uno arrestato
CASERTA - Diciannove persone sono state arrestate nel Casertano in un’operazione condotta dai Nas. I carabinieri hanno accertato l’uso di sostanze dopanti negli allevamenti bufalini. Le bufale venivano dopate con la somatotropina un ormone della crescita. Venticinque gli allevamenti coinvolti (sui circa 2000 in provincia di caserta) che usavano l'ormone sugli animali per produrre più latte.
L'uso di quest'ormone nell'allevamento degli animali da latte in Italia (e in tutta la comunità europea) è stato vietato da alcuni anni. Cosa ben diversa negli Usa dove i prodotti steroidei per la incentivazione della produzione lattiera sono ammessi. Interdetti dalla professione anche quattro veterinari, uno dei quali è stato arrestato.
Il primo caso di uso delle sostanze steroidee nell'allevamento delle bufale è datato all'ottobre del 2006 quando i Nas scoprirono in nove allevamenti del salernitano l'uso degli stimolatori ormonali. Fu proprio in quella occasione che si cercò di attuare una «ritracciabilità» del prodotto anche perché questo tipo di steroidi non sparisce nella trasformazione casearia del latte, ma entra nella catena alimentare. Dato che l'uso di questa sostanza in Italia è illegale a procurarla e farla entrare nel nostro paese, e nel Casertano in particolare, sono le organizzazioni criminali che spesso sono anche proprietarie, direttamente o indirettamente di allevamenti bufalini, caseifici, reti di distribuzione. Naturalmente, favoriti dalla mancanza di controlli a tappeto e in assenza della «ritracciabilità» del prodotto (che dovrebbe partire fra qualche mese) e con alcuni allevatori-trasformatori che vorrebbero non solo usare latte congelato, ma anche grassi indiani e caglio rumeno, il gioco di alimentare con degli steroidi le bufale per produrre più latte (e quindi anche più mozzarella) è uno dei più facili.
La somatotropina (STH, noto anche con l'abbreviazione GH del nome inglese «growth hormone» cioè ormone della crescita) è un ormone proteico composto da 191 amminoacidi, sintetizzato, accumulato e secreto dalle cellule della adenoipofisi, che stimola lo sviluppo dell'organismo umano e di molti vertebrati. È utilizzata dai bodybuilder che vogliono aumentare la propria massa muscolare in modo dannoso per il proprio organismo.Infatti la somministrazione esogena determina una atrofia delle cellule dell'adenoipofisi preposte alla secrezione di tale ormone.
«La mozzarella DOP..ata è l’ennesimo segnale della crudeltà e del cinismo dei criminali - dice Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente - E’ l’ultima pietanza del menù del cibo illegale gestito da professionisti senza scrupoli mettendo a rischio la salute degli ignari consumi. Prendiamo atto delle rassicurazioni ma è necessario proseguire ed intensificare i controlli sull’intera filiera per garantire i consumatori e la maggio parte dei produttori onesti, seri e scrupoli del compatimento della mozzarella nella nostra regione».
«Controlli rigorosi a difesa del made in Italy, della salute dei consumatori e dei produttori onesti». È quanto auspica il presidente della Commissione agricoltura della Camera Paolo Russo. «La controffensiva agli attacchi sistematici condotti contro i nostri prodotti di eccellenza - prosegue Russo - non può che essere basata sulla messa a punto di strumenti ancora più efficaci che consentano di stroncare sul nascere i propositi disonesti di chi, per accrescere il profitto, utilizza criminali scorciatoie». «La vicenda - argomenta Rosario Lopa della Consulta nazionale dell'Agricoltura - dimostra che i controlli ci sono e vengono applicati. È la risposta ai consumatori che chiedono garanzie di sicurezza ma anche ai tanti produttori onesti che non devono subire una criminalizzazione».
15:40 Scritto in ALIMENTAZIONE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: caserta, bufali, dopati, aumento, produzione, latte, ormone, vietato, camorra, traffico, steroidi, interdetti, allevatori | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook
16/03/2009
La Bielorussia vieta le vacanze all'estero ai ragazzi di Chernobyl
La Bielorussia vieta le vacanze all'estero ai ragazzi di Chernobyl
Giovanardi: patto con Minsk per non trattenerli. Nuovo caso Vika negli Usa. I volontari italiani: protocollo sui 14enni in vigore in Germania e Belgio
ROMA — Il disastro nucleare ha divorato il loro futuro, condannandoli a una vita breve e, spesso, già compromessa da tumore o leucemia. Ma ora Alexander Lukashenko, leader della Bielorussia considerato l'ultimo dittatore europeo, ha deciso di fare di più, rovinando anche il presente dei bambini di Chernobyl. La misura è il divieto per i maggiori di 14 anni di trascorrere vacanze all'estero. L'ha resa nota ieri il Sunday Times, evidenziando anche che il governo di Minsk ha già firmato due accordi bilaterali, con Italia e Irlanda, a garanzia del rientro in Bielorussa di ogni singolo bambino a fine vacanza.
La notizia del blocco per i ragazzi più grandi ha gettato nello scompiglio le associazioni che in estate e sotto Natale regalano piccole, fondamentali, dosi di serenità ai bimbi bielorussi. «Sarebbe gravissimo» commenta il sottosegretario con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi «perché creerebbe una forte delusione nei bambini che magari sono già venuti in Italia, nelle famiglie che li hanno ospitati, e in quelli che aspettavano di poter avere la stessa gioia». E promette: «Credo che il governo si attiverà per scongiurare questa ipotesi. Anche perché l'Italia ha sempre improntato i rapporti con la Bielorussia alla correttezza. C'era stato solo un caso di una bambina trattenuta, ma era una iniziativa unilaterale di una singola famiglia, a fronte di tante che vanno anche là ad aiutare i bambini e i loro parenti».
Il caso era quello di Vika-Maria, bambina che aveva raccontato alla famiglia ospite le violenze subite nell'orfanotrofio bielorusso, delle quali portava i segni nel corpo e nel cuore. Invano le due "nonne" estive l'avevano nascosta per sottrarla al destino di violenze. Le forze dell'ordine l'avevano trovata e riportata a Minsk, dove ora è affidata alla famiglia che aveva già in affido il fratello. Quella fuga non era piaciuta al governo Lukashenko che aveva vietato le trasferte in Italia. C'era voluto quell'impegno a riconsegnarli tutti per superarlo. Ora il nuovo irrigidimento dopo un altro «caso Vika» negli Usa: una quattordicenne aveva tentato di restare lì. Per questo il divieto generalizzato, malgrado la ragazza sia poi tornata. Carlo Antonio Bianchi, presidente onorario della federazione Avib (Associazioni di volontariato italiane in Bielorussia) si attiva per capire: «Il nuovo ambasciatore bielorusso in Italia ci ha assicurato che non gli risulta un simile provvedimento. Se esiste probabilmente riguarda solo la Gran Bretagna».
Gian Emilio Crippa di Help for Children contatta il suo omologo in Bielorussia e aggiunge un elemento: «Secondo nostre informazioni qualificate per noi resta in vigore l'accordo che prevede il permesso di trasferte fino ai 18 anni. Ma il problema è cosa accadrà alla sua scadenza? Tutti i nuovi protocolli contengono quel divieto, sarebbe già accaduto per l'accordo con il Belgio e con la Germania. Speriamo che non avvenga. Sarebbe terribile». Olga Semionova, quindicenne condannata da un tumore al cervello spiega quanto con una domanda: «Non ho molte cose da poter attendere con ansia, perché qualcuno dovrebbe essere contro il fatto che io faccia una vacanza?»
Virginia Piccolillo
11:52 Scritto in CRONACA ESTERA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: bielorussia, chernobyl, minsk, patto, italia, germania, belgio, vacanze, bambini, vietato | OKNOtizie |
|
del.icio.us
|
|
Digg |
Facebook










