28/03/2012

Beverly Hills, in vendita la reggia che ospitò JFK

Beverly Hills, in vendita la reggia che ospitò JFK

CASE DA SOGNO. Oltre 70 milioni per la villa che ospitò la luna di miele dei Kennedy: 29 stanze, 40 bagni, cinema e night club

Continua...


16/02/2011

Sei immigrati nella villa di Baglionicrona

Sei immigrati nella villa di Baglionicrona

LO HA CONFERMATO IL SINDACO CHE HA SENTITO LA MOGLIE DELL'ARTISTA. Sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa, i tunisini hanno trascorso un'intera notte nell'abitazione, senza fare danni

Continua...


19/08/2010

Portofino, arrestato ladro nella villa di Berlusconi

Portofino, arrestato ladro nella villa di Berlusconi

Pregiudicato milanese sorpreso nel giardino della residenza del premier a Paraggi. Nel castello dormiva il figlio del presidente del Consiglio e la sua fidanzata. ll ladro ha scavalcato il muro di cinta e, dopo aver girovagato in giardino cercando qualcosa da rubare, ha aperto la porta di una dépendance. E' stato visto da una governante e fermato dai carabinieri

Continua...


05/08/2010

Jacko, in vendita la villa dove morì

Jacko, in vendita la villa dove morì

La sontuosa proprietà di Michael Jackson è stata messa sul mercato al prezzo di 28 milioni di dollari. I fan sono già mobilitati e qualcuno avrebbe già fatto un'offerta. La speranza è scovare qualche segreto sulla vita del King of Pop



 

 

In vendita la magione dove Michael Jackson trascorse gli ultimi giorni e ingerì la fatale overdose di farmaci. Lo rende noto Tmz, il portale specializzato nel gossip sui vip, secondo cui la proprietà è stata offerta al mercato a 28 milioni di dollari, dieci in meno di quando se la accaparrò Jacko.

La sontuosa proprietà, 1.600 metri quadrati e in stile francese, è costruita nella zona di Bel Air, a Los Angeles; e ha 7 stanze da letto, 7 posti d'auto in garage e 13 bagni. Dopo la morte del 're del pop', il proprietario aveva tentato di riaffittarla per 300mila dollari al mese, ma alla fine ha deciso di metterla in vendita. La residenza era già stata sul mercato nel 2008, offerta a 38 milioni di dollari, ma non aveva trovato alcun compratore ed era quindi stata affittata da Jacko che, all'epoca, faceva le prove per il tour mondiale che doveva cominciare a Londra, nel luglio 2009.

Secondo il sito - che offre anche una panoramica fotografica della lussuosa villa - i fan sono mobilitati e qualcuno ha già mostrato interesse (probabilmente nella speranza di scovarvi qualche "reliquia"), ma i proprietari hanno chiaramente detto che ogni potenziale acquirente sarà passato al microscopio, anche prima che varchi la soglia per una visita orientativa.


03/08/2010

'Ndrangheta, sequestrata una villa ispirata a Scarface

'Ndrangheta, sequestrata una villa ispirata a Scarface

Nuovo duro colpo alla cosca Alvaro di Sinopoli (in provincia di Reggio Calabria). Nel maxi sequestro anche una sfarzosa villa che ai militari ha subito ricordato quella di Tony Montana, il malavitoso cubano interpretato da Al Pacino nel celebre film

 

 

Nuova puntata dell'operazione "Matrioska". I Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Reggio Calabria, proseguendo l'operazione "Matrioska" del 12 maggio, hanno sequestrato alla cosca Alvaro prestigiosi beni immobili (4 ville) per circa 10 milioni di euro, che portano a 30 milioni il valore complessivo dei sequestri effettuati quest'anno nei confronti di pericolosi esponenti della cosca Alvaro di Sinopoli (RC), nota come "carni i cani".

La villa simile a quella di Scarface -
E tra gli immobili sequestrati c'è anche una villa ispirata a quella del film 'Scarface' (interpretato da Al Pacino).
Un'idea affascinante per gli 'ndranghetisti così come lo era stato per la camorra, una villa  simile era stata infatti sequestrata a Caserta al fratello di Francesco Schiavone 'Sandokan'.
I finanzieri si erano accorti degli immobili, non accatastati, scorgendoli tra gli uliveti che avevano già sequestrato alla stessa cosca nel mese di maggio. "Siamo partiti dall'operazione 'Matrioska'  per continuare con perlustrazioni dall'alto perché le ville non  risultano al catasto", ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Alberto Reda.

Le lussuose residenze sono riconducibili alla cosca Alvaro di Sinopoli, in particolare a Domenico Alvaro, 73enne zio del boss Carmelo in carcere dal 2005. La villa ispirata a 'Scarface' era in  fase ultimazione, vi sarebbero andati a vivere i diretti discendenti  del boss. "Si tratta di una costruzione per fare le cose in grande, tre piani di oltre 150 mq l'uno. Piuttosto isolata e lontana dalla  strada principale ma che garantiva il controllo delle vie d'accesso"  ha spiegato il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria Luca Cervi. Anche in questo modo la criminalità organizzata impone la supremazia  sul territorio, ostentando ricchezza che equivale a prestigio e  potere.



La cosca Alvaro -
I provvedimenti, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta dalla locale Procura Distrettuale Antimafia, riguardano il nucleo familiare di Domenico Alvaro, membro dell'omonimo gruppo criminale, condannato, in primo grado, a tre anni di reclusione per aver favorito la latitanza del boss Carmine Alvaro, capo carismatico dell'omonimo consorteria 'ndranghetistica. L'ingente patrimonio immobiliare, abilmente occultato in zone difficilmente accessibili e mai dichiarato al catasto, è stato individuato dai finanzieri attraverso il controllo del territorio utilizzando anche con elicotteri.


11/07/2010

Arrestata per una pallina da cricket lanciata da dei bambini nella sua villetta

Arrestata per una pallina da cricket lanciata da dei bambini nella sua villetta

Si è rifiutata di restituirla anche ai poliziotti così la donna è finita in manette e ha passato cinque ore in una cella è successo vicino Southampton in Gran Bretagna

 

Lorretta Cole (da
Lorretta Cole

LONDRA - Ha pazientato per mezz’ora, mentre quella maledetta pallina da cricket continuava ad arrivare nel suo giardino, restituendola per ben sette volte agli invadenti vicini. Ma quando l’ennesimo lancio sbilenco ha colpito lo specchietto retrovisore dell’auto della suocera, mandandolo in frantumi, Lorretta Cole ha deciso di averne abbastanza e, per dare una lezione ai tre maleducati ragazzini, ha trattenuto la pallina incriminata, rifiutandosi di restituirla non solo al padre degli indisciplinati giocatori, ma anche ai poliziotti, che si sono presentati per ben tre volte a casa sua, una villetta in un vicolo tranquillo di Nord Baddesley, vicino Southampton, per convincerla alla restituzione. Risultato: la donna è finita in manette e ha passato cinque ore in una cella della centrale di polizia di Lyndhurst, nell’Hampshire, dove è stata interrogata e le hanno preso le impronte digitali e persino un campione del Dna, prima di rilasciarla su cauzione. Ora rischia l’incriminazione per furto, reato punibile con una condanna ai lavori sociali (community order), una multa o addirittura la reclusione fino a 18 settimane.

«NESSUNA RASSICURAZIONE» - «Quando la polizia si è presentata a casa mia – ha raccontato la Cole ai giornali – ho chiesto agli agenti se, restituendo la pallina, avrei avuto la rassicurazione che loro avrebbero parlato con i genitori. Ma questa rassicurazione non l’ho avuta, così ho tenuto la pallina. Comunque, quanto mi è successo è davvero un oltraggio, io stavo solo cercando di far capire a quei ragazzini che dovevano stare più attenti con la pallina da cricket, visto che l’auto di mia suocera era stata danneggiata e io temevo che quei lanci avrebbero potuto causare altri danni, ancora più gravi, e, invece, sono stata trattata come una criminale. È assolutamente ridicolo che il denaro dei contribuenti venga sprecato per arrestare una persona come me». Gli agenti della polizia dell’Hampshire si sarebbero difesi sostenendo di aver offerto alla Cole diverse possibilità per restituire la pallina, presentandosi tre volte a casa sua, ma inutilmente. «Sarebbe bastato un minimo di buon senso da parte di tutti – ha spiegato il sergente Steve Wildridge – . La signora Cole sapeva che rischiava un’incriminazione per furto e se avesse ridato indietro la palla non sarebbe successo nulla, ma il suo atteggiamento ostruzionista non ci ha lasciato altra scelta. Quanto al test del Dna e alle impronte digitali, quello fa parte delle normali procedure in caso di arresto». Ironia della sorte, i maldestri ragazzini non potranno più giocare a cricket con la loro pallina preferita, visto che questa è stata trattenuta dagli inquirenti come prova.

Simona Marchetti


01/06/2010

Un gazebo nella villa di Lawrence, De Sica denunciato per abusivismo

Un gazebo nella villa di Lawrence, De Sica denunciato per abusivismo

La struttura rimossa dopo l’arrivo dei vigili. Capri: l'attore aveva costruito un veranda nella dimora di famiglia in cui visse lo scrittore inglese

 

Christian De Sica (Ansa)
Christian De Sica (Ansa)

NAPOLI — A farli scoprire, quasi certamente, è stato un condomino spione (ce ne sono anche a Capri), perché dal basso non si riesce a vedere granché. E così anche Christian De Sica e la moglie Silvia Verdone sono finiti nel lungo registro degli abusivi celebri. Colpa della veranda fuorilegge fatta costruire su uno dei terrazzi di Villa Quattro Venti, storica dimora caprese ormai da tempo divisa in lotti separati. Una struttura in vetro da 5 metri per 2, nemmeno troppo invasiva, però tirata su in violazione dei vincoli paesaggistici e ambientali dell’isola. E che, bisogna dirlo, già non esiste più. L’attore romano e la sorella del suo amico d’infanzia Carlo non hanno opposto alcuna resistenza, anzi hanno immediatamente abbattuto il gazebo, a spese proprie, senza aspettare l’ingiunzione. Con ciò hanno sanato l’abuso edilizio, evitando la procedura amministrativa. Ma non quella penale, che è partita in automatico.

I controlli sono partiti un mese fa, quando ai vigili è arrivata la segnalazione anonima: nella residenza arabeggiante a torre quadrangolare, che fu del pittore Elihu Vedder e in cui per un breve periodo ha soggiornato lo scrittore D.H. Lawrence, c’erano strani lavori in corso. I padroni di casa al momento erano assenti, perciò il sopralluogo è andato a vuoto. Non il secondo, pochi giorni fa. Christian e Silvia, che certo non potevano dichiararsi abusivi per necessità, hanno spiegato di avere agito in buona fede. Convinti che tre pareti in vetro fossero una miglioria consentita senza speciali licenze.
La porzione di villa, arredi tutti bianchi, comprende tre o quattro camere da letto, un soggiorno e i servizi. Christian e Silvia l’hanno acquistata circa dieci anni fa. La zona più bella sono proprio le terrazze affacciate sul golfo di Napoli, dalla parte di Marina Grande. Una veranda poteva persino passare inosservata. Non allo sguardo attento dei vicini di casa. Successe una cosa simile già nel 2004, sempre a Villa Quattro Venti. Un altro condomino tirò su un cubo di cemento da tre metri quadrati. La soffiata partì anche allora, implacabile.

Giovanna Cavalli


05/04/2010

Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»

Como, arrestato il marito della donna svizzera. Prime ammissioni: «È stato lui»

La 36enne, madre di un bambino, era scomparsa il 25 marzo: il corpo trovato venerdì. L'uomo ha mandato degli sms dal telefono della moglie invitando i parenti a non cercarla. Oggi l'interrogatorio.

 

ragazza lago.jpg

COMO - È risolto il giallo della donna svizzera trovata morta nelle acque del lago di Como. Domenica il cadavere è stato identificato e poche ore dopo, in tarda serata, il marito è finito in manette. I coniugi vivevano con un figlio nel Canton Ticino, in Svizzera: avevano una villetta a Obino, frazione di Castel San Pietro, vicino a Mendrisio e al confine con l'Italia. La vittima si chiamava Beatrice Sulmoni e aveva 36 anni: faceva la casalinga ma lavorava a tempo perso come cameriera ed era conosciuta in paese per il suo impegno come volontaria. Era anche cognata del sindaco di Castel San Pietro. Il marito, ora chiuso nel carcere di Lugano, avrebbe già confessato: si chiama Marco Siciliano, ha 32 anni, è fisioterapista e studia a Chiasso. Oggi viene interrogato dai magistrati, ma la polizia non ha dubbi sulle sue responsabilità. «L'inchiesta ha potuto stabilire che l'autore del delitto è il marito - si legge in una nota pubblicata sul sito della polizia cantonale -. Ora bisognerà stabilire le modalità dell'efferato delitto». Nella casa dove la vittima viveva con il marito e il figlio è in corso un sopralluogo da parte del procuratore Rosa Item con la polizia scientifica. Il fascicolo sull'omicidio è passato alla magistratura di Lugano: lì sarà eseguita l'autopsia sul cadavere.

SMS AI PARENTI DELLA DONNA - A tradire il 32 enne sono stati alcuni sms che ha inviato dopo il delitto e dopo la denuncia della scomparsa dal cellulare della moglie ai parenti di lei, invitandoli a non cercarla più. Prima di essere arrestato, domenica mattina, era stato sentito come testimone dalla polizia cantonale. Dopo che gli investigatori, grazie al confronto di radiografie dentali, hanno avuto la certezza dell'identificazione della vittima, hanno perquisito l'abitazione dei coniugi. Quindi il fermo dell'uomo, che aveva ancora con sé il cellulare della moglie. Oggi dall'interrogatorio dovrebbero emergere nuovi dettagli, in particolare sulle modalità con cui ha commesso il delitto e si è poi sbarazzato del cadavere. Inoltre bisogna capire che cosa ha portato l'uomo a uccidere la donna. La 36enne era scomparsa da casa il 25 marzo: il cadavere è stato trovato tre giorni fa al largo di Laglio, non lontano dalla villa di George Clooney.

I DUE TATUAGGI - Decisiva è stata la collaborazione tra i carabinieri di Como e la polizia del Canton Ticino, oltre naturalmente alla labile traccia trovata sul corpo senza vita restituito dal lago: due tatuaggi, uno sul seno e uno sulla spalla, che riproducevano l'uno un Cupido e l'altro un sole. Ulteriori conferme sull'identità sono poi arrivate dall'analisi dell'arcata dentaria della donna e infine dal riconoscimento del cadavere da parte del fratello. Ancora da stabilire il luogo in cui è stato commesso materialmente l'omicidio, anche se appare improbabile che il responsabile possa aver corso il rischio di passare il confine italo svizzero con un cadavere nella macchina; in un primo momento era stato ipotizzato che la donna fosse stata gettata nel lago qualche chilometro a nord di Laglio e che la corrente, molto forte la notte precedente il macabro ritrovamento, l'avesse sospinto verso Como. Il cadavere della giovane donna è stato trovato con la gola squarciate e la testa quasi decapitata ma la morte sarebbe stata provocata da una frattura cranica: l'assassino deve averla colpita alla testa con una pietra o un bastone per poi infierire sul cadavere.

Redazione online


03/04/2010

Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne

Giallo sul Lago di Como, ripescato il corpo di una 30enne

 

Il cadavere di una donna, di cui ancora non si conosce il nome, è stato avvistato in acqua nei pressi di Laglio, vicino alla villa di George Clooney. Una profonda ferita al collo lascia ipotizzare che si tratti di un omicidio. Oggi l'autopsia

 

 

Il cadavere di una donna, di età apparente tra i 25 e i 30 anni, è stato ripescato ieri pomeriggio in una piccola spiaggia nei pressi del municipio di Laglio, a poche centinaia di metri dalla Villa di George Clooney. Il corpo - che presenta una vasta ferita alla gola - dovrebbe essere rimasto in acqua almeno da un giorno, e sarebbe finito nel lago, o in uno dei suoi affluenti, in un punto imprecisato, ma verosimilmente molto più a nord: negli ultimi due giorni, infatti, sul Lario è spirato un forte vento in direzione sud che ha mosso parecchio la superficie del lago. Il corpo, sul quale oggi verrà eseguita l’autopsia, è stato notato dalla riva ed è stato. La donna indossava solo degli slip neri e una maglietta.

Sulle cause della morte della donna sembrano esserci pochi dubbi. In base all'esame esterno sul cadavere effettuato all'ospedale di Como su disposizione della Procura, la profonda ferita al collo, da parte a parte, è stata provocata da un'arma da taglio e risale a prima della morte.

Quanto basta per tratteggiare l'ipotesi di un assassinio. In un primo momento, infatti, non si escludeva che la lesione potesse essere posteriore al decesso, magari provocato dall'urto in acqua con rifiuti galleggianti o con qualche imbarcazione. Ipotesi, questa, che avrebbe potuto far pensare anche al suicidio, ma che è stata scartata.
L’autopsia permetterà di avere elementi in più per far luce sulle cause della morte.

La donna, curata, di bell'aspetto, pelle chiara, aveva i capelli a caschetto di colore castano-rossiccio, molto probabilmente tinti: non risultano negli ultimi giorni in zona denunce di scomparsa di persone con una descrizione simile, per cui ora si sta cercando di risalire all'identità attraverso il confronto delle impronte digitali.


24/02/2010

Clooney: addio a Como Sul lago arrivano i russi

Clooney: addio a Como Sul lago arrivano i russi

 

Dimore - Un’offerta da 30 milioni. «Così si diventa Larioburgo». Beckham e il re della vodka in gara per la villa

 

 

Paparazzi a Villa Oleandra (Ap)
Paparazzi a Villa Oleandra (Ap)

LAGLIO (Como) — Nelle stanze di Villa Oleandra lo Spice Boy e la moglie Victoria avevano già soggiornato una manciata di giorni la scorsa primavera. Ospiti dell’amico George Clooney. E ora che la star di Hollywood vuole vendere il suo buen retiro sul lago di Como, David Beckham è in prima fila per acquistarlo. «Mi sono innamorato di questo incantevole paesaggio. C’è pace e tranquillità. E poi è vicino a Milano. Mi piacerebbe viverci con la mia famiglia», aveva confidato il giocatore rossonero di ritorno dalla vacanza lampo a Laglio.

Ma non è il solo ad aver messo gli occhi su Villa Oleandra. Perché anche il re della vodka russa Tariko Roustam, estroverso magnate 48enne, è deciso a comprare Villa Oleandra. E gioca al rialzo a suon di milioni di euro (ne avrebbe già offerti 30): «Alla fine l’affare si farà e la villa sarà mia».

Dopo sette anni, Clooney ha deciso di salutare il lago e se ne va. A spingerlo all’addio sarebbe stata la fidanzata Elisabetta Canalis. Perché non solo l’ex velina predilige il mare, ma la scorsa estate i giorni passati a Laglio per lei sono stati un inferno. I turisti, i fan e soprattutto i paparazzi. Tanto che la showgirl, infuriata ed esasperata, ha convinto Clooney a vendere la splendida magione sul Lario per cercare una dimora in una zona più appartata, in testa Marche o Sardegna.

Al goodbye di Clooney, cittadino onorario di Laglio dal 2004, il minuscolo paese sul lago potrebbe quindi rispondere con un welcome al calciatore di sua Maestà. La trattativa è ben avviata e un’accelerazione c’è stata dopo che due avvocati milanesi inviati da Beckham sono andati a Lugano negli uffici della Alessandro Proto Consulting, la società svizzera incaricata della compravendita di Villa Oleandra. Al centro dei colloqui non soltanto l’amicizia che lega l’asso del pallone all’attore americano, ma la volontà del calciatore di acquistare l’intero complesso: parco botanico, campo da tennis e le annesse dependance e anche Villa Margherita. Un’operazione da 20 milioni di euro.

Roustam però non molla. Il magnate, che oltre alle distillerie della vodka guida un impero fondato su banca e assicurazioni e possiede un patrimonio che la rivista Forbes nel 2009 ha quantificato in 1,1 miliardi di dollari, ha già mandato in avanscoperta i suoi emissari. Lo sbarco di un paperone russo preoccupa gli amministratori locali dei paesi sul lago che assistono al sacco dei tycoon russi che stanno trasformando «Lariowood» in «Larioburgo ». «Gli abitanti di Laglio erano ormai affezionati a Clooney —dice il sindaco Roberto Pozzi —. Beckham? Speriamo che compri lui. Così manterremmo un certo glamour». Una star del cinema o dello sport sarebbe un affare non solo per il turismo, ma anche per il mercato immobiliare. Perché Clooney è stato un moltiplicatore di soldi. Il suo arrivo ha fatto volare alle stelle i prezzi delle case: da mille a 10 mila euro al metro quadro. Un business che con un altro russo al posto del famoso attore potrebbe sgonfiarsi. A meno che Villa Oleandra non finisca nelle mani di Silvio Berlusconi, che al lago di Como è legato dai ricordi di gioventù, quando i genitori lo portavano a Brunate. Il premier, che mastica ancora l’amarezza per la rinuncia a Villa Belinzaghi a Cernobbio, avrebbe manifestato un timido interesse, ma poi avrebbe fatto un passo indietro. Forse sorriderà sapendo che casa-Clooney potrebbe finire in mano al milanista Beckham.

Paolo Marelli