31/07/2010

Il sistema Verdini, un cda di amici «La sua banca era senza controllori»

Il sistema Verdini, un cda di amici «La sua banca era senza controllori»

Le violazioni che sono costate il commissariamento del Credito cooperativo fiorentino. Gli ispettori di Bankitalia: «Gravi irregolarità

 

FIRENZE - Punto primo: «L'assetto di governo della banca è privo di contraddittorio e di controllo». Poi un rilievo generale sui «processi organizzativi risultati lacunosi». Altra questione: lo «sviluppo degli impieghi di denaro non è improntato a canoni di prudenza», per non parlare del «mancato o non corretto esercizio dei controlli antiriciclaggio». E infine le «operazioni in conflitto di interessi». Eccole, le «gravi irregolarità» costate il commissariamento al Credito cooperativo fiorentino (Ccf) di Campi Bisenzio, l'Istituto bancario guidato fino a pochi giorni fa da Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl. Questi cinque punti (e molto altro ancora) sono nella lista delle «violazioni» rilevate dagli ispettori della Banca d'Italia, Vincenzo Catapano e Antonio Cattolico, nella relazione di 109 pagine con la quale è stato proposto al ministro Giulio Tremonti di commissariare la banca: proposta votata all'unanimità dal Direttorio di Bankitalia e accolta dal ministro. Ora la relazione è sul tavolo del procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi («Ci sono spunti interessanti per nuove indagini») e del suo sostituto Luca Turco. Ma anche la procura di Roma ne possiede una copia perché la banca di Verdini è stata al centro di molti passaggi di denaro che hanno a che fare con l'inchiesta sull'eolico in Sardegna sulla quale i magistrati romani stanno cercando di fare luce.

Denis Verdini
Denis Verdini

L'inchiesta sulla banca di Verdini
Sul fronte fiorentino le indagini relative al Credito cooperativo sono in piedi da molti mesi. Partendo dal «patto corruttivo» che sarebbe stato stipulato per la costruzione della Scuola Marescialli a Firenze, gli inquirenti scoprirono il rapporto «ambiguo» fra Verdini e Riccardo Fusi, l'imprenditore, ex socio e amico di sempre. La procura accertò una gestione «spregiudicata» della banca del coordinatore Pdl e arrivò a indagare sia lui (per mendacio bancario) sia Fusi (per appropriazione indebita). In mezzo a tutto questo l'ispezione di Bankitalia e, adesso, l'esito deciso dal ministro Tremonti. Da due giorni il Credito cooperativo è nelle mani dei commissari straordinari nominati dal governatore di Bankitalia Mario Draghi: il professor Angelo Provaroli, ex rettore dell'Università Bocconi, e Virgilio Fenaroli, manager bancario. Avranno un anno di tempo per mettere ordine nella gestione dell'Istituto di credito.

Il «sistema» Verdini
«Ben vengano gli ispettori così potranno accertare che qui è tutto in regola». Così disse a febbraio il banchiere Verdini. A giudicare dalla relazione si direbbe invece che ci sia un lungo elenco di episodi accanto ai quali i controllori di Bankitalia non scriverebbero la parola «regolare». A cominciare da quell'«assetto di governo della banca è privo di contraddittorio e di controllo». Cosa significa? Sono due punti legati a uno stesso «difetto»: praticamente, questo ipotizzano gli inquirenti, gli uomini di Verdini erano nei punti chiave della banca. Cioè nel Consiglio di amministrazione e negli organi di controllo (il collegio sindacale). Qualche esempio: il vicepresidente della banca era il suo avvocato penalista, Marco Rocchi. L'altro suo avvocato, civilista, Antonio Marotti, era presidente del collegio dei sindaci revisori. A voler ipotizzare intrecci sospetti fra Verdini e Fusi, la procura potrebbe approfondire anche la presenza di Monica Manescalchi, la segretaria di Fusi, nel collegio dei probiviri. E ancora: i sindaci revisori Luciano Belli e Gianluca Lucarelli avevano ruoli importanti nella Edicity, la società di Simonetta Fossombroni, moglie di Verdini. Belli è un socio mentre Lucarelli è presidente del collegio sindacale.

La mancanza di prudenza
Fra i rilievi di Bankitalia ci sono «gli impieghi di denaro non improntati a canoni di prudenza». In sostanza la concessione di fidi e finanziamenti senza che ci fossero le garanzie necessarie. «C'è una concentrazione di denaro erogato a pochi soggetti» spiegano gli ispettori «e non sempre ben individuati». La maggior parte delle irregolarità è stata accertata nel rapporto con il colosso delle costruzioni Baldassini-Tognozzi-Pontelli (Btp) di Riccardo Fusi. Sarebbero stati concessi alla Btp fra i 20 e i 25 milioni di euro di finanziamenti sulla base di contratti preliminari di compravendita immobiliare mai andati a buon fine (ai quali, cioè, non è mai seguito un solo rogito). Fra le «imprudenze» del Credito cooperativo di Verdini anche i rapporti con la Ste, la Società toscana di edizioni (editrice de Il Giornale della Toscana). La banca, violando i vincoli normativi, le aveva concesso soldi per più del 10% del suo valore patrimoniale. I controllori di Bankitalia, inoltre, rilevano «gravi violazioni» delle norme antiriciclaggio: per esempio non sono state eseguite correttamente alcune delle operazioni obbligatorie per segnalare versamenti sospetti. Come nel caso di otto assegni da 12.499 euro versati (sul conto della Ste) nella banca di Verdini per aggirare, ipotizzano i magistrati di Roma, le norme che fissano in 12.500 euro il limite massimo per far partire la segnalazione.

Giusi Fasano


28/07/2010

Codice della strada, la riforma è legge Sarà in vigore già dal prossimo esodo

Codice della strada, la riforma è legge Sarà in vigore già dal prossimo esodo

Il ddl approvato in via definitiva a Palazzo Madama. Tolleranza zero contro l'alcol, stretta su minicar e motorini. Berlusconi: diminuiranno incidenti e mortalità

 

(Ansa)

ROMA - È legge il nuovo codice della strada. Le nuove norme, che martedì hanno avuto il via libera della commissione lavori pubblici, sono state approvate dall'Aula del Senato, con 145 voti a favore e 122 astenuti, giusto in tempo per il grande esodo estivo, visto che quello che comincia venerdì 30 luglio è considerato, per la circolazione stradale, un fine settimana da «bollino nero». In una nota diffusa prima del via libero definitivo, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha scritto che la riforma farà diminuire «ulteriormente il numero degli incidenti e la mortalità sulle strade».

TOLLERANZA ZERO CONTRO L'ALCOL - Gli italiani dovranno attenersi alle nuove regole sulla sicurezza stradale già dal prossimo esodo estivo. Le novità maggiori previste dalla riforma del codice della strada riguardano l'alcol, la causa numero uno, insieme alla stanchezza e alla distrazione, degli incidenti mortali sulla strade italiane. I destinatari delle nuove regole sono soprattutto i giovani, ma il disegno di legge non riguarda solo loro. Il divieto assoluto di bere anche un solo goccio di alcol riguarda chi ha preso la patente da meno di tre anni, ma anche tutti coloro che lavorano al volante: autisti, tassisti, camionisti. Per costoro è previsto il licenziamento per giusta causa se subiscono la sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza. Per tutti è previsto un aumento delle sanzioni se si è sorpresi a guidare con un tasso alcolico superiore a quello consentito dalla legge. Sempre con l'obiettivo di limitare i danni del bere, il disegno di legge vieta la vendita degli alcolici nei locali pubblici: scatterà alle tre di notte e durerà fino alle sei di mattina, con deroghe previste solo per Ferragosto e Capodanno. La stretta sarà più severa per gli autogrill, dove non potranno essere vendita superalcolici a partire dalle dieci di sera. Per i ristoranti sarà obbligatorio possedere un etilometro, da mettere a disposizione dei clienti, per una prova prima di mettersi al volante. Unica concessione agli amanti della bottiglia, le tre ore al giorno di guida per recarsi al lavoro o per assistere un familiare disabile per coloro che hanno avuto la patente sospesa.

LE ALTRE MISURE - Tra le nuove misure del codice della strada, i parlamentari hanno voluto avuto modo di inserire la targa personalizzata e hanno stabilito che per continuare a guidare gli ultraottantenni dovranno sottoporsi a una visita medica ogni due anni. Un'altra mini-stretta riguarda minicar e motorini: decuplicate le sanzioni per chi produce e commercializza minicar che superano i 45 km/h (si rischieranno fino a 4.000 euro di multa) e per le officine che tuccano i motocicli (multe fino a 3.119 euro). Sulle minicar sarà obbligatorio l'uso delle cinture. Infine, i limiti di velocità sulle autostrade. Al termine di una lunga discussione il Parlamento ha deciso di confermare la facoltà per le società autostradali di portare i limiti a 150 km/h nei tratti a tre corsie, a patto però che sia presente il tutor.

Queste le principali novità:

Alcol, tolleranza zero - tasso alcolemico pari a zero per i conducenti con meno di 21 anni; per chi ha la patente da non più di 3 anni; per i conducenti professionali o di autoveicoli con patente c, d o e. Pene inasprite per chi guida in stato di ebrezza o di stupefacenti e per chi provoca incidenti. Limiti di velocità più bassi per i neopatentati.

Stretta sulle microcar - cinture di sicurezza sempre allacciate per il guidatore. Multe salate per i proprietari di microcar con il motore truccato e per i meccanici che le hanno modificate.

Test antidroga per la patente - test antidroga obbligatorio per prendere la patente, per il rinnovo e per chi guida mezzi pubblici, taxi o camion. Esercizi di guida anche a 17 anni, ma il minore deve avere la patente a ed essere accompagnato da una persona con patente b da almeno 10 anni.

Multe, notifica entro 60 giorni - il periodo per ricevere la notifica delle multe passa da 150 a 60 giorni. I proventi delle multe sono divisi al 50% tra l'ente accertatore e l'ente proprietario della strada. Pagamenti di multe a rate dai 200 euro in su, ma solo con redditi bassi.

Scatola nera - rimane la sperimentazione della scatola nera sulle auto, facoltativa e collegata all'assicurazione.

Deroga a sospensione patente - chi ha sospesa la patente può ricorrere al prefetto e chiedere una deroga per guidare massimo tre ore al giorno per andare al lavoro o per fini sociali. La deroga porta anche a un allungamento della sanzione.

Professionisti licenziati - chi ha subito la sospensione della patente professionale perchè ubriaco o drogato può essere licenziato per giusta causa dall'azienda.

Tir e bus fino a 70 anni - da 65 a 70 anni l'età massima per condurre i conducenti di mezzi pubblici, autocarri e tir.

Etilometri nei ristoranti - nei ristoranti arrivano mini etilometri a disposizione dei clienti. Divieto per i locali notturni di vendere bevande alcoliche dopo le tre di notte;

Divieto di vendita di superalcolici negli autogrill sulle autostrade dalle 22 alla 6 e divieto di vendita di bevande alcoliche dalle 2 alle 7. Salate le multe per gestori e clienti.

Pedoni - meno 8 punti, contro i 5 precedenti, per chi non rispetta i pedoni che attraversano le strisce. Se le strisce non ci sono o non sono visibili, la sanzione è più bassa ma comunque raddoppiata. Chi non lascia strada a polizia o ambulanze perde 5 punti.

Diversamente abili - agevolazioni fiscali per l'acquisto di autoveicoli.

Redazione online


28/05/2009

«Appalti e incarichi d'oro» Niguarda, il grande affare

«Appalti e incarichi d'oro» Niguarda, il grande affare

 

Nei lavori del nuovo ospedale coinvolte imprese vicino a Cl e coop rosse. Dossier del ministero dell'Economia: oltre 100 violazioni

 

Il cantiere del nuovo ospedale
Il cantiere del nuovo ospedale

MILANO — «Appalti irregolari», «nomine illegittime», «consulenze anormalmente elevate»: un dossier del ministero dell'Economia mette in luce l'intreccio di interessi economici, con uso improprio di soldi pubblici, che si nasconde in Lombardia dietro la riqualificazione di uno dei più importanti ospedali del Nord Italia, il Niguarda, 1.285 posti letto per 56 mila ricoveri l'anno. Sono 416 pagine choc in cui vengono contestati episodi di (mala)gestione che si sono accavallati negli ultimi dieci anni. Sotto accusa, in particolare, gli affari che ruotano intorno al progetto per la nascita del nuovo ospedale, un'operazione da oltre un miliardo di euro che vede per protagoniste due società a capitale pubblico/privato: la Nec Spa (considerata vicino a Comunione e Liberazione) e la Progeni Spa (legata alle cooperative rosse). «Si ritiene che l'appalto in concessione per la riqualificazione del Niguarda, per come è stato preparato, progettato, finanziato, condotto e per come sarà eseguito e amministrato abbia costituito e prodotto un grave danno patrimoniale alla Pubblica amministrazione» è scritto nel rapporto.

Sotto tiro anche l'attività svolta da Finlombarda, la società finanziaria di Regione Lombardia, e Infrastrutture Lombarde Spa, che per conto del Pirellone si occupa di sviluppo territoriale. I controlli sono stati svolti dagli uomini dei Servizi ispettivi di Finanza pubblica tra il 13 aprile 2007 e il 6 febbraio 2008. La loro durata è stata, dunque, di dieci mesi. Il fascicolo, datato 19 novembre 2008 e firmato da Giuseppe Lombardo, è arrivato sul tavolo dei vertici della Sanità lombarda due settimane fa. Oltre 100 le violazioni contestate in totale tra gare d'appalto svolte in modo da limitare la concorrenza, incarichi affidati con forzature normative a manager senza i requisiti professionali necessari, compensi anomali, anche da 100 mila euro, per consulenti esterni. Oltre alla progettazione edilizia e all'esecuzione dei lavori per i nuovi edifici da 130 mila metri quadrati, le irregolarità denunciate dopo l'ispezione amministrativo-contabile riguardano le procedure d'appalto per la ristorazione, il servizio bancario interno e per quello di diagnostica per immagini. Le contestazioni partono dalla metà degli anni Novanta.

Ma i problemi principali emergono soprattutto nella costruzione dell'ospedale. Vengono indicate contraddizioni, ambiguità e omissioni nel bando di gara: gli ispettori sollevano «forti perplessità sulla volontà di ricerca di tutte quelle condizioni di trasparenza che avrebbero dovuto circondare un appalto di così lunga durata». Non solo: «Nella commissione (di aggiudicazione dell'appalto, ndr) non figura nessun membro esperto in economia aziendale, una delle materie, se non l'unica materia prevalente sulla quale sarebbe stata impostata la valutazione delle società partecipanti». E ancora: «La procedura non garantisce "la par condicio" di tutti i concorrenti, in particolare per quelli provenienti da località lontane, fuori Milano, che proprio in quel giorno potrebbero non avere avuto disponibilità di tempo». Non finisce qui. Gli uomini del ministero dell'Economia chiamano in causa anche Finlombarda e Infrastrutture Lombarde Spa: alla prima, secondo gli ispettori, è stato liquidato irregolarmente un corrispettivo da 4 milioni e 200 mila euro; alla seconda è stata affidata una consulenza ritenuta illegittima e pagata 7 milioni di euro. Il ministero dell'Economia contesta, di fatto, l'ingerenza delle società del Pirellone che così ha gestito una parte importante del progetto. Gli avvocati del Niguarda sono al lavoro per accertare le contestazioni e capire l'entità di un eventuale danno erariale. Adesso il rischio è il blocco dei cantieri. E l'esame del fascicolo da parte della Procura della Repubblica e della Corte dei conti.

Simona Ravizza


03/04/2009

Cgil: «Verso il primo sciopero confederale contro la nuova Alitalia»

Cgil: «Verso il primo sciopero confederale contro la nuova Alitalia»

 

Mauro RossI, segretario nazionale della Filt Cgil. «La Cai disattende gli accordi di Palazzo Chigi. A rischio il reddito di altre mille famiglie»

 

Mauro Rossi, segretario nazionale Filt Cgil (dal web)
Mauro Rossi, segretario nazionale Filt Cgil (dal web)

MILANO – «Incomprensibili iniziative unilaterali dell’azienda, violazioni degli accordi di Palazzo Chigi, problemi denunciati da mesi e non risolti portano inevitabilmente alla crisi e all’apertura della vertenza». A denunciarlo, al termine di un incontro con la dirigenza di Alitalia, in merito alle questioni aperte in ogni area dell’azienda, il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, spiegando che «dalle tematiche relative ad organici e alle assunzioni, alle situazioni critiche nelle manutenzioni e nell’handling fino a quelle che riguardano piloti ed assistenti di volo, ciascuno dovrà assumersi presto le proprie responsabilità». Torna a farsi teso il rapporto tra i sindacati e la nuova Alitalia. «Non è servito a molto confrontarsi con il nuovo vertice di Cai che ha preferito continuare con una serie di iniziative unilaterali…»
Cioè?
«L’ultima in ordine cronologico è una lettera di trasferimento di tecnici di linea di base a Roma che sono stati trasferiti, in maniera coatta, a Torino, Venezia, Bari e in diverse città italiane. L’azienda pretende che queste persone si trasferiscano armi e bagagli da un giorno all’altro. Addirittura ci sono tecnici di linea in cassa integrazione in quelle città e potrebbero essere assunti loro e non trasferiti tecnici da Roma. Si tratta di 20/30 tecnici che a regime diventeranno tra 50/100. Inoltre l’azienda sta dando all’esterno lavorazioni di manutenzione che erano sempre state fatte in Alitalia e ora, invece, sono date in appalto in Israele oppure a Malta, o alla Singapore Airlines. Questo fa sì che non si possano richiamare al lavoro i cassaintegrati: in violazione degli accordi di Palazzo Chigi».
Ci sono problemi anche sulle buste paga?
«Esatto. Gli accordi prevedevano anche delle garanzie sulle retribuzioni. Infatti era stato concordato un taglio del 7 % sulle buste paga del personale navigante. Adesso nelle buste paga vediamo tagli del 20%, peraltro con diciture non definite dagli accordi. Non si capisce come vengono fatte queste buste paga. Stiamo assistiamo a dei veri e propri disastri. Ci sono anche altri problemi: ad esempio, hanno deciso di esternalizzare attività su scali esterni a Roma, l'organizzazione del lavoro risulta spesso stravolta di giorno in giorno e non vengono applicati gli accordi sui requisiti per essere assunti. Infine, è stato disatteso l’accordo un accordo importante. Quello che prevedeva che le due aziende Ams (Roma) e Atitec (Napoli) che fanno manutenzione agli aeromobili di medio raggio (Md80 ed A320) e ai motori, fossero acquisite da una nuova compagine azionaria di cui Cai doveva possedere il 20% (il restante 80% suddiviso tra Finmeccanica e Fintec). Niente di tutto questo è avvenuto e i contratti che Cai ha prorogato, subentrando ad Alitalia, scadono ad aprile. Quelle aziende adesso rischiano la chiusura e quindi potrebbero esserci anche problemi di ordine pubblico».
Cosa significa problemi di ordine pubblico?
«Significa che ci sono più di 1.000 famiglie che perdono il reddito».
E allora ora che succede?
«Nel giro di poche ore, noi organizzazioni sindacali, in modo unitario, ci apprestiamo a formalizzare le procedure previste in questi casi. Si avvicina il primo sciopero confederale nei confronti di Cai».
Dopo Pasqua?
«Ritengo di sì, manca proprio il tempo per farlo prima».

Nino Luca