17/03/2010

Occhiali 3D monouso, gli esercenti: «Più di metà delle sale a rischio chiusura»

Occhiali 3D monouso, gli esercenti: «Più di metà delle sale a rischio chiusura»

 

Le due principali tecnologie di proiezione usate prevedono occhiali da riutilizzare. L'utilizzo di lenti usa e getta come vuole il ministero è possibile solo in meno del 50% dei cinema

 

Spettatori in una sala 3D
Spettatori in una sala 3D

MILANO - Il caso della bambina portata dall'oculista a seguito di una presunta infezione riportata in una sala cinematografica 3D di Milano, rischia di portare alla chiusura di oltre la metà delle sale cinematografiche italiane in 3D. Con un danno enorme per il nostro cinema, se si pensa che attualmente su 3000 sale circa presenti in Italia oltre 500 sono in 3D. E dovrebbero diventare oltre 750 entro fine anno. La circolare del ministero della Salute, fondata sul parere del Consiglio superiore della Sanità, che sembra proibire l'utilizzo di occhialini 3D non monouso, crea involontariamente infatti un discrimine tecnologico tra le sale. E se una successiva ordinanza del ministero della Salute non interverrà a correggere il tiro, il rischio chiusura per molti esercenti diventerà concreto.

LA CIRCOLARE - Nella circolare del ministero della Salute ci sono infatti tre punti fermi: il non utilizzo degli occhiali 3D per i minori di 6 anni, l'utilizzo dei medesimi occhiali anche per gli adulti limitato nel tempo (con intervalli più lunghi degli attuali) e (il più controverso) il fatto che l'utilizzo di occhialini 3D debba essere garantito con fornitura di tipo monouso.

LA TECNOLOGIA 3 D - E proprio l'ultimo punto diventa impossibile da rispettare per oltre la metà degli esercenti delle sale italiane. La tecnologia 3D non è infatti la medesima per tutte le sale, italiane e non. Al momento attuale vengono utilizzate, a seconda delle sale, tre diverse tecnologie di cui solo una, il Real D, prevede occhiali usa e getta.
Il Real D usa infatti un proiettore che alternativamente proietta il frame «dell’occhio destro» e il frame «dell’occhio sinistro» e li polarizza circolarmente attraverso il filtro che è costituito da uno schermo a cristalli liquidi disposto davanti alla lente del proiettore. Per la visione vengono utilizzati occhialini usa e getta con lenti polarizzate. Vi sono però altre due tecnologie di proiezione di un film 3D.
La prima, il Dolby 3D usa un disco posizionato tra la lampada e il proiettore digitale. La ruota fa sei giri completi per ogni frame del film creando una specie di sfarfallio delle immagini, che vengono, simultaneamente, sincronizzate dall’utente stesso tramite degli occhiali dotati di un dispositivo digitale Lcd incorporato che adegua le lenti all'immagine proiettata. Gli occhiali utilizzati dallo spettatore per questo tipo di visione sono tecnologicamente innovativi ma costosi da produrre e non usa e getta.
Infine c'è il sistema ancora più sofisticato, l'XpanD 3D, in cui le immagini sono proiettate alternativamente per i due occhi, senza scomposizione cromatica, ma ciò implica l’utilizzo di occhiali a polarizzazione attiva. La caratteristica principale di questi occhiali sta nelle lenti: sono formate da due schermi Lcd trasparenti, che alternativamente oscurano prima un occhio e poi l’altro, filtrando quindi le immagini proiettate e ricreando l’effetto della tridimensionalità. Questi occhiali sono predisposti per aprirsi e chiudersi in sincronia con la proiezione delle immagini – per l’occhio destro e per il sinistro - attraverso un segnale a raggi infrarossi inviato dal proiettore sullo schermo e da questo riflesso verso gli occhiali dello spettatore. Anche in questo caso si utilizzano occhiali non usa e getta e dal costo elevato (tra i 100 e i 150 euro per il consumatore finale).

LE CONSEGUENZE - Tutte le sale che utilizzano l'XpanD 3D e il Dolby 3D sarebbero dunque fuori legge se arrivasse un'ordinanza del ministero della Salute restrittiva in materia. Così l’Anec e l’Anem, associazioni rappresentative degli esercenti cinematografici italiani, esprimono «fortissima preoccupazione» in merito alla confusione in atto riguardo la questione occhiali 3D. «Siamo di fronte – dichiarano le associazioni - ad una vera e propria campagna di ingiustificato allarmismo e di non corretta informazione. Al fine di scongiurare l’adozione di azioni restrittive della libertà di mercato e di non contribuire a procurare allarme ingiustificato, si ricorda che oltre 14 milioni di spettatori hanno visto in Italia film in 3D decretando un successo in costante crescita e che gli episodi conosciuti di reali conseguenze a seguito della visione di questi film che richiedono l’uso degli occhiali sono assolutamente trascurabili. Non neghiamo l’autorevolezza del Consiglio Superiore della Sanità, ma ci domandiamo come mai non siano state ascoltate le aziende produttrici, come mai non siano state ascoltate le aziende dell’esercizio, come mai non siano state valutate le differenze tra i vari sistemi di proiezione, come mai non si sia entrati nel merito specifico».
«C'è un'incompatibilità tra i diversi sistemi che non permette la riconversione delle sale con il sistema Real D - spiega Mario Mazzetti responsabile ufficio cinema dell'Anec - sono stati investiti centinaia di migliaia di euro per dotarsi di proiettori e schermi e molte sale rischierebbero la chiusura. Non si può imporre una tecnologia a scapito di un'altra. Se poi in tutto il mondo si usassero solo occhiali 3D usa e getta si creerebbero enormi problemi di produzione e di smaltimento degli stessi». Mazzetti replica anche alle due accuse principali che arrivano dal mondo delle associazioni dei consumatori quella di non garantire la sicurezza sanitaria e quella di non utilizzare occhiali a marchio Ce: «Le Asl di competenza per ogni sala cinematografica hanno gia stabilito procedure di sterilizzazione per gli occhiali, quanto al marchio Ce semplicemente si tratta di un prodotto per cui la normativa italiana e comunitaria non lo prevede. Invece di mandare i Nas si poteva fare qualcosa di diverso prima. E' stato fatto uno "sgambetto" che non senso. Inoltre occorre precisare che la tecnologia a cui fa riferimento il parere del Consiglio superiore di Sanità è una tecnologia ormai sorpassata».

IL FUTURO - La sicurezza sanitaria degli occhiali 3D è un tema che tornerà d'attualità con l'introduzione degli occhiali per le future televisioni a tre dimensioni. Questi ultimi saranno infatti di tipo attivo e non usa e getta e quindi andranno disinfettati. Ma proprio dall'home video 3D potrebbe arrivare anche una soluzione al problema. Con la creazione, allo studio, di un tipo di occhiali che possa essere utilizzato a casa e al cinema. Basterà così portarsi gli occhiali da casa ogni volta che si vuole vedere un film in 3D in sala. Dando vità così al mercato di un nuovo tipo di gadget tecnologico.

 

Marco Letizia


17/01/2010

Nude IT iPhone l'applicazione per vedere nude le persone che passano. Video in italiano

Nude IT iPhone l'applicazione per vedere nude le persone che passano. Video in italiano

 

Nude IT è la nuova applicazione per iPhone che sta facendo il giro del mondo da almeno 2 giorni

 

 

 

Nude IT è la nuova applicazione per iPhone che sta facendo il giro del mondo da almeno 2 giorni.

Non è , però, prima nelle classifiche di iTunes per il download anzi non è proprio presente...ma è primissima su Youtube e altri siti video.

Per quale oscuro motivo?

Semplice: Nude IT è un software per iPhone che non esiste nella realtà, non è scaricabile, ma è stato "creato" da simpatici burloni su Youtube con un video ad hoc che mostra il funzionamento del nuovo programma per il cellulare Apple.

Un programma tanto innovativo da meritare l'attenzione dei media tradizionali che da subito non hanno capito che si trattava di uno scherzo.

Ma cosa farà questo simpatico software per meritarsi una attenzione così alta a livello mondiale?

Permette di vedere le persone nude semplicemente inquadrando con l'iPhone gli uomini o le donne che desiderate vedere senza vestiti come promettevano i "mitici" occhialini degli anni '80 che si allegavano alle riviste dell'epoca e che ovviamente non hanno mai funzionato.

Anche questa volta il "sogno" non è diventato realtà, ma i video sono davvero esileranti e la nostra redazione ha creato un collage di filmati Nude It iPhone sul
un canale di Youtube con un commento del sottoscritto che in realtà vi spiega che una applicazione per fare qualche scherzo simile a quello descritto in questa news esiste davvero. Volete sapere quale?


20/03/2009

Tv e cinema in 3d-hd via satellite

Tv e cinema in 3d-hd via satellite

 

Per vedere le trasmissioni serve un televisore predisposto. Le immagini, riprese da diverse telecamere, vengono elaborate, trasformate e trasmesse

 

Una fase della dimostrazione della trasmissione in 3d ad alta definizione alla Fiera di Roma
Una fase della dimostrazione della trasmissione in 3d ad alta definizione alla Fiera di Roma

MILANO - Cinema e televisione in 3D-HD, cioè stereoscopico e in alta definizione, via satellite. È possibile ed è stato dimostrato in diretta alla manifestazione Sat Expo Europe 2009 aperta giovedì e che si chiuderà sabato alla Fiera di Roma. Protagonista dell’anteprima europea è un gruppo jazz che si è esibito in un concerto ripreso e trasmesso con una parabola al satellite Eurobird-3. Il segnale era raccolto da un’altra parabola collocata poco distante arrivando infine sugli schermi TV ad alta definizione della rassegna e contemporaneamente sul grande schermo cinematografico allestito in una sala dove si volgeva il convegno dedicato alla nuova frontiera tecnologica. L’operazione è stata organizzata da Open-sky assieme a Eutelsat, il maggiore operatore satellitare europeo. L’evento è stato ripreso da più punti con quattro telecamere stereoscopiche ad alta definizione indispensabili per ottenere quattro punti di vista differenti. Il segnale veniva poi elaborato e trasformato in un unico flusso inviato al satellite. «Il quale – spiega Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expo 2009 – è un satellite normale, mentre sono nuove le tecnologie a terra».

TECNOLOGIA NECESSARIA - Per vedere in TV sono necessari i televisori 3D-HD stereo che cominciano ad essere diffusi sul mercato giapponese. Per la ricezione basta un normale decoder HD. «Questo è il futuro della televisione perché le immagini sono davvero spettacolari e compiono un balzo in avanti ben oltre l’alta definizione», commenta Dalla Chiara. Quanto è stato presentato a Sat Expo è appunto un’anteprima dei servizi «Eventi live 3D» distribuiti ora dal «3D Stereoscopic Group». Ripresa e post produzione tridimensionali di eventi complessi come quelli musicali e sportivi sono realizzati da DBW Communication. La dimostrazione ha destato, ovviamente, notevole interesse proprio perché cambia il modo di vivere cinema e TV consentendo una «partecipazione emotiva» dello spettacolo o dell’avvenimento finora irraggiungibile con altri mezzi. «Oggi sono 73 i canali trasmessi in alta definizione dai satellite di Eutelsat – dice il suo presidente Giuliano Beretta – in grado di supportare anche il 3D. Da più di tre mesi stiamo trasmettendo una canale test per la televisione in 3D stereo ed ancora una volta è l’Italia la base di partenza per queste iniziative d’eccellenza».

PRIMA PIATTAFORMA ITALIANA - Una prima piattaforma sperimentale è ora installata presso il Teleporto delle Alpi di Vicenza. «La messa in onda di questo canale – precisa – Paolo Dalla Chiara – ha lo scopo di far incontrare i player del mercato 3D in Europa e porsi come test bed in cui verificare le tecnologie e raccogliere esperienze sull’utilizzo di contenuti tridimensionali nel settore Home». Intanto anche l’agenzia spaziale europea ESA ha avviato un programma di sperimentazione battezzato Stereoscopic Broadcastin. Si tratta di un progetto di sviluppo assegnato a Open-Sky riguardante tutti gli aspetti della nuova tecnologia che va dalla produzione dei contenuti alla trasmissione del segnale a tutte le tecnologie di ricezione. A Sat Expo 2009 aperto dai sottosegretari al commercio e allo sviluppo D’Urso e alla Difesa, Crosetto, ha partecipato oltre all’ambasciatore cinese in Italia, anche il presidente di China Satellite Communications, Rui Xiao Wu. Le opportunità offerte dalle comunicazioni via satellite sono state in particolare discusse da Giuseppe Veredice e Luigi Pasquali rispettivamente alla guida di Telespazio e Thales Alenia Space di Finmeccanica mentre il commissionario straordinario dell’agenzia spaziale italiana ASI, Enrico Saggese, ha confermato che il nuovo piano dell’agenzia investirà sulle nuove tecnologie dell’osservazione della Terra e delle telecomunicazioni.

Giovanni Caprara


02/10/2008

Tanti auguri telescopio

Tanti auguri telescopio

 

 

Si celebrano online i 400 anni. Tanti ne sono passati dalla nascita del primo marchingegno per scrutare l'universo

 

 

 

L'osservatorio di Brera
L'osservatorio di Brera
La webzine Wired dedica le pagine odierne al compleanno del telescopio. I primi documenti ufficiali che testimoniano l'esistenza di un oggetto identificabile come dispositivo dedicato all'esplorazione delle stelle risalgono esattamente a 400 anni fa. È datata infatti ottobre 1608 la richiesta di brevetto presentata dall'olandese Hans Lippershey per un "apparecchio tramite il quale tutte le cose a grandissima distanza possono essere viste come se fossero vicine".

DALL'OLANDA A PISA - Uno strumento per l'osservazione di oggetti distanti, quindi - appunto - un telescopio. Come quello presentato l'anno seguente al Senato di Venezia da Galileo Galilei, considerato padre del telescopio rifrattore, grazie al quale lo scienziato pisano ha potuto dimostrare che la Terra non è al centro dell'universo, confermando così la teoria eliocentrica copernicana e quindi rivoluzionando completamente la visione del mondo.

L'EVOLUZIONE – Ora, a quattro secoli di distanza, i moderni telescopi sono ben diversi dai primi semplici marchingegni dotati di piccole lenti, praticamente portatili: gli apparecchi che permettono agli scienziati di oggi di guardare a grandissima profondità nell'universo sono macchinari sofisticati, tonnellate di ferro e acciaio a sostegno di specchi giganteschi. Il più grande di tutti, attualmente, è il Gran Telescopio Canarias (GTC) situato a 2.400 metri di altezza sull'isola di La Palma (Canarie): lo specchio principale pesa 17 tonnellate e misura 10,4 metri di diametro, mentre l'intera struttura è alta 41 metri, per un peso complessivo di oltre 500 tonnellate.

LE IMMAGINI – Oltre a dedicare uno spazio alla storia del telescopio - accompagnata da una mappa cronologica interattiva in cui sono evidenziati gli avvenimenti più importanti - Wired invita i suoi lettori a celebrare la ricorrenza inviando alla rivista il link alle proprie immagini preferite sull'argomento, che si tratti di foto di costellazioni o di osservatori visitati in occasione di un viaggio. Chiunque può dare il proprio contributo, è sufficiente che le immagini siano di buona qualità (almeno 800x1200 pixel) e accompagnate da una descrizione, anche tecnica.


17:49 Scritto in SCIENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: telescopio, visione, galassie, cielo, stelle, pianeti | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook