20/10/2011
L'ultima foto di Gheddafi
L'ultima foto di Gheddafi
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11/03/2011
I vescovi: «La Carta non è intoccabile Ineleggibilità per chi ha pendenze»
I vescovi: «La Carta non è intoccabile Ineleggibilità per chi ha pendenze»Documento conclusivo della 46/ma Settimana Sociale. La Cei: «All'elettore il reale potere di scelta e di controllo. Si affronti la questione del numero di mandati»
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25/08/2010
«Vivo con 14 euro al giorno: sto dai miei e ceno alle sagre»
«Vivo con 14 euro al giorno: sto dai miei e ceno alle sagre»La storia | I ventenni nel limbo dell'eterna adolescenza. Denis, ragazzo boomerang: «Studio, lavoro (poco) e combatto»
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14/03/2010
Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»
Berlusconi: «Atmosfera avvelenata»
Il premier alla cerimonia per i 90 anni di don Verzè: «Ma oggi è una bella giornata», «ho il cuore che è uno zucchero. Aspiro a vivere fino ai 150»
| Berlusconi con Don Verzè |
BERLUSCONI - «Oggi è una bellissima giornata. Sembra che siamo lontani dall'atmosfera avvelenata in cui siamo stati costretti a stare soprattutto negli ultimi giorni». Silvio Berlusconi parla alla cerimonia per i novant'anni di don Verzè a Milano e commenta le polemiche degli ultimi giorni (il caos-liste e l'inchiesta di Trani sulle presunte pressioni del premier per bloccare Annozero). «Questa mattina - dichiara il capo del governo - abbiamo sentito solo parole positive e buoni sentimenti. È stata una mattinata splendida». Berlusconi ricorda una frase napoletana: «A Napoli si dice 'tengo ò core into ò zucchero'. Questa mattina ho il cuore che è uno zucchero che più zucchero non si può».
FINO A 150 ANNI - Il presidente del Consiglio scherza anche con don Verzè. «Lui mi confessa e mi dà l'assoluzione senza che io dica niente, perché mi conosce. Credo che con lui abbiamo trovato la definizione di cosa sia il peccato per un cattolico: è fare del male agli altri». Poi Berlusconi confessa di aspirare a vivere fino a 150 anni. «Il progetto dei 120 anni - dice - è la media. Agli inizi dell'800 la vita media era di 20 anni, nel '900 di 43. Oggi di 80 anni. Don Verzè pensa che la vita media arrivi a 120 anni, ma quando ci parliamo io e lui ci diciamo che noi vivremo almeno 30 anni di più». Il premier si è detto convinto che «è un progetto che si può realizzare studiando il nostro passato e con uno stile di vita apposito per ciascuno di noi, credo che si possano aggiungere anni alla nostra vita, aggiungendo spirito e qualità. Si questo progetto vale la pena investire perché riguarda l’umanità».
L'OMAGGIO - Don Verzè, dal canto suo, si rivolge all'«amico» Silvio e ricorda il loro incontro di tanti anni fa. «È diventato ormai un personaggio storico nato nella fede cristiana, ispirato alla fraternità non solo in Italia. Il mio non è un elogio politico, non ne ha bisogno, ma personale. Lo conosco da anni Berlusconi, da quando era giovane: prima come cantautore di crociera, poi imprenditore, il più grande in Italia, poi per amore di patria e solo per amore di patria, come posso testimoniare, è diventato uno statista di fama mondiale». Don Verzè assicura quindi che, nonostante i 90 anni, continuerà a fare il presidente del San Raffaele e il rettore dell'Università Vita e Salute. «Continuerò a lavorare - spiega - nel mio nuovo ufficio sotto la cupola dove c'è la statua dell'arcangelo Raffaele. Continuerò a lavorare da lassù perchè mi devo abituare a lavorare anche dal cielo».
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04/03/2010
Il botox a 16 anni iniettato da mamma
Il botox a 16 anni iniettato da mamma
ECCESSI. Sarah Burge, la "Human Barbie", detentrice del record di interventi estetici, fa iniezioni sul viso della figlia Hanna
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| Sarah Burge, 49 anni, detta la Human Barbie, inietta il botox sulla fronte della figlia sedicenne Hannah |
In casi del genere, anche i meno benpensanti pensano «che fa la polizia?». Una donna adulta può anche farsi 100 e passa interventi di chirurgia estetica (anche se verrebbe da dire «che fa l’ordine dei medici?», nei confronti dei chirurghi che continuano a operarla; vabbé). In casi del genere, anche i genitori più saggi (secondo loro) di adolescenti femmine dovrebbero fare un esame di coscienza. Chiedersi «riusciamo a dare alle nostre figlie un buon senso di sé? O cadiamo vittima, anche noi, del Canone Unico di bellezza occidentale, vogliamo che siano carine a tutti i costi, le rendiamo insicure, facciamo loro dei danni?».
Il caso di Sarah e Hannah Burge è estremo, ma la dinamica madre-teenager è la stessa in situazioni meno demenziali. Molte, tra l’altro. La notizia è semplice, ma, si diceva, demenzialissima: Sarah, 49 anni, detta la Human Barbie, autoproclamatasi detentrice del record mondiale di interventi estetici, fa regolari iniezioni di botox sulla faccia della figlia Hanna, ora sedicenne, da quando ne aveva quindici. La mamma ha speso mezzo milione di sterline e sembra non avere più un pezzo originale: sono nuovi il seno e il mento, gli zigomi e il collo, le cosce liposuzionate e l’intera faccia (dopo tre lifting). La figlia di tanta madre però (le ragazzine, si sa, sono ingrate) non le riconosce meriti: non si è appassionata al botulino in casa, sostiene; ma a scuola. «Tutte le mie compagne parlano di botox. Io l’ho voluto fare per questo. E perché previene le rughe. Mi erano già venute due linee sulla fronte, ho chiesto alla mamma di intervenire».
Come ogni buon genitore, Sarah è contenta che la figlia si sia rivolta a lei: «È stata onesta, molto meglio così che farsi il botox dietro le mie spalle» (Sarah si è fatta il botox anche dietro le spalle, d’altra parte, probabilmente). Le due sono state fotografate, sorridenti ma non particolarmente espressive, dal tabloid Daily Mail. Che per par condicio ha intervistato l’inorridito presidente della società britannica dei chirurghi plastici. Il quale ha ripetuto sconsolato che il botox può essere iniettato solo da medici esperti (Sarah è diplomata estetista), che può causare asimmetrie e paralisi; che in dosi eccessive e precoci fa male. Ma alla fine il Mail lascia l’ultima parola alla sedicenne. Che spiega: «Il Teen Toxing è parte della vita, di questi tempi; e io lo condivido con la mia mammina». È bella la condivisione mamme-figlie. Ma per favore, cerchiamo di non condividere le nostre fesserie.
Maria Laura Rodotà
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09/02/2010
La scrittrice prodigio tedesca confessa: «Il mio libro? Ho copiato tutto dal web»
La scrittrice prodigio tedesca confessa: «Il mio libro? Ho copiato tutto dal web»
La casa editrice, la Ullstein Verlag, ha preso le distanze dalla teenager. Tradita da un blogger la 17enne Helene Hegemann. Con il suo «Axolotl Roadkill» ha conquistato i tedeschi
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| Helene Hegemann |
Maledetta fu la combinazione CRTL+C: la giovane promessa tedesca Helene Hegemann, di soli 17 anni, ha conosciuto in breve tempo l'ascesa e la caduta dall'olimpo letterario. Con il suo romanzo di debutto Axolotl Roadkill ha fatto furore in Germania, è stata lodata dalla critica e i suoi libri sono andati subito a ruba. Tuttavia, quella che inizialmente era stata ribattezzata la «nuova stella» del panorama letterario berlinese si è ben presto dovuta cospargere il capo di cenere: «Ho copiato tutto dal web», ha ammesso ora l'adolescente. E a scovare il plagio è stato proprio il web.
BESTSELLER - Le prime esperienze col sesso, il consumo di droga, la ricerca dell'amore: questi gli ingredienti del libro che ha scalato in poche settimane le classifiche in Germania - è attualmente primo nella lista dei bestseller della rivista Der Spiegel e Die Zeit. L'autrice è finita in tutti i feuilleton, elogiata come la giovane «voce radicale della letteratura». Ora Helene Hegemann ha dovuto scusarsi pubblicamente ed ammettere l'innammissibile: ha copiato, saccheggiato il web. La sua casa editrice, la Ullstein Verlag, ha preso le distanze dalla teenager berlinese. Ma la figuraccia è fatta, non solo dalla giovane, ma anche dalla schiera degli illustri critici che hanno incoronato, forse troppo frettolosamente, la nuova star della letteratura pop.
AUTENTICITÀ - A scoprire che quei passaggi nel libro non erano tutti farina del suo sacco è stato un altro blogger, tale Deef Pirmasen. L'internauta si accorto dei molti parallellismi tra Axolotl Roadkill e Strobo, un libro uscito lo scorso anno del blogger berlinese che si firma con lo pseudonimo di Airen. Parti nel libro sono trascritte parola per parola, frutto di un semplice copia-e-incolla, l'accusa. E infatti, le similitudini sono più che evidenti. Anche Hegemann, dopo il tam tam su forum di discussione e blog, non contesta le critiche, ma ribatte: «L'originalità in ogni caso non esiste più, solo l'autenticità». E aggiunge: «Arien, dal quale ho copiato complessivamente una pagina, senza doverla modificare molto, è uno scrittore grandioso». Ciononostante, Helene Hegemann si dice dispiaciuta per aver agito distrattamente, essere stata «troppo egoista» e «non aver citato adeguatamente tutte le persone i cui pensieri e testi l'hanno aiutata».
ISPIRAZIONE - Siv Bublitz, direttrice della casa che ha pubblicato il libro sulle vicissitudini di una 16enne berlinese prende le distanze: «Abbiamo chiesto alla nostra autrice se e quali fonti ha usato, ma ci ha risposto che l'unica citazione era di David Foster Wallace». La 17enne, forse per giustificarsi, fa infine riferimento anche al mondo 2.0 nel quale è cresciuta: «Credo che il mio comportamento e il modo di lavorare sia stato del tutto legittimo; non mi faccio rimproveri, ciò può dipendere anche dall'ambiente dal quale provengo e nel quale si cerca l'ispirazione un po' dappertutto».
Elmar Burchia
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09/01/2010
Una stella minaccia la vita sulla Terra
Una stella minaccia la vita sulla Terra
È nella costellazione della Bussola, a 3.260 anni luce di distanza. Nana bianca rischia di trasformarsi in supernova, le radiazioni sarebbero letali. Ma tra 10 milioni di anni

C’è una stella della nostra galassia Via Lattea, distante dalla Terra 3.260 anni luce, che potrebbe esplodere e mettere in pericolo la vita sul nostro pianeta. L’infelice prospettiva è stata seriamente illustrata al meeting dell'American Astronomical Society in corso a Washington precisando, per nostra consolazione, che ciò potrebbe accadere fra 10 milioni di anni ma forse anche prima.
L'astro in questione appartenente alla costellazione della Bussola è stato studiato con il satellite IUE ed anche con il telescopio spaziale Hubble. Così si è capito che si tratta, in verità, di una coppia di stelle dove una delle due è una nana bianca, che gli astronomi chiamano una “Nova ricorrente” perché periodicamente presenta delle esplosioni registrate con intervalli di circa vent’anni, nel 1902, 1920, 1944, 1967. Secondo gli astronomi queste esplosioni che non danneggiano grandemente l'astro e nemmeno lanciano radiazioni pericolose per la Terra, avvengono dopo che l'astro ha accumulato materiale (gas ricchi di idrogeno, in particolare) strappato con la sua forza di gravità alla stella vicina. In tal modo aumenta la sua massa e quando raggiunge un certo livello si innescano le esplosioni che, in un certo senso, equilibrano la situazione disperdendo un po' di energia. Ma non sempre le cose vanno in questo modo. Può accadere, infatti, che la stella, anche con queste eruzioni dispersive, continui comunque ad ingigantirsi, arrivando a conquistare il famoso “limite di Chandrasekhar” al di là del quale la massa collassa definitivamente scatenando una tremenda esplosione capace di distruggere il corpo celeste: è il fenomeno che porta alla supernova la quale lancia intorno nel cosmo un'energia 10 milioni di volte più elevata di quella rilasciata da una nova.
Proprio le osservazioni compiute con il telescopio spaziale Hubble farebbero pensare che la stella sotto indagine continua ad accrescere la sua taglia raggiungendo il fatidico limite, appunto, fra 10 milioni di anni, oppure anche prima come precisa Edward Sion della Villanova University in Pennsylvania. In quel caso l’astro esplodendo diventerebbe luminoso quanto tutte le stelle della galassia messe insieme. Ma più grave è il fatto che spedirebbe verso il nostro pianeta azzurro un fiume di radiazioni capaci di devastare l'ambiente terrestre cominciando con l’annientare la fascia di ozono che ci protegge.
Secondo gli astronomi l’esplosione di una supernova diventa pericolosa per noi quando avviene a meno di cento anni luce dalla Terra. Ma si tratta di una valutazione non definitiva perché gli effetti dipendono dalla potenza della supernova. A detta dei ricercatori, però, la stella in questione potrebbe entrare nella categoria delle più catastrofiche pur trovandosi oltre i tremila anni luce. Non tutti condividono interamente le conclusioni discusse nella capitale americana. Il professor Filipenko del Berkeley Astronomy Department è in disaccordo e sostiene che anche se si arriverà alla supernova la Terra dovrebbe però salvarsi. Pensando ai nostri posteri, speriamo che abbia ragione.
Giovanni Caprara
08:34 Scritto in SPAZIO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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25/10/2009
Carrie Fisher a teatro, come in confessionale: anni di droga anche per colpa di Liz Taylor
Carrie Fisher a teatro, come in confessionale: anni di droga anche per colpa di Liz Taylor
L’attrice e scrittrice, celebre per il personaggio della principessa Leila. «La mia vita distrutta dalla saga di Star Wars»
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NEW YORK - Lo show inizia con la storia—vera—di un amico gay (Gregory Stevens, consulente del Partito Repubblicano) morto di overdose nel suo letto nel 2005. «Come si è accorta che era morto?», chiede una spettatrice quando Carrie Fisher incoraggia la platea a farle delle domande. «Hai mai visto un cadavere?» risponde lei, «sono blu e gialli: i colori internazionali della morte. E poi sono pessimi conversatori».
«No, non ero nuda a letto con lui», replica ad un altro, «non lo sono da 15 anni e da 20 non vado in giro sbracciata». Il pubblico esplode in un boato di applausi e risate. La magia si ripete ogni notte al Roundabout Theatre (un tempo sede della leggendaria discoteca Studio 54) dove fino al prossimo 3 gennaio la 53enne attrice, sceneggiatrice e scrittrice americana porta in scena Whishful Drinking, ispirato all’omonimo memoir: uno degli show più caldi della nuova stagione teatrale newyorchese. Sono due ore di confessionale a metà fra cabaret, commedia stand-up e sit-com, durante le quali la Fisher, sola sul palco che fa il verso a Guerre Stellari, mette in piazza gli innumerevoli scandali e gossip di un’esistenza da sempre alla mercé dei tabloid. «La mia vita è stata rovinata da Star Wars, dai miei genitori, dalla fama, dalla droga, da Hollywood e da Paul Simon» scherza, presentandosi a piedi scalzi, gli occhi attorniati da stelline argentee. È molto appesantita da quando, nel lontano 1977, appena 19enne, conquistò il mondo nei panni della provocante principessa Leila nel classico di fantascienza di George Lucas. Anche in Italia divenne un trionfo senza precedenti di merchandising. C’erano e ci sono tuttora bamboline di plastica, candele, statuette da giardino e sexy doll gonfiabili. Trent’anni più tardi, Carrie è ancora inseguita dall’ombra troppo ingombrante di quel successo.
Ma oggi ci ride sopra, con un’onestà ben più devastante di quella che aveva sfoderato in Cartoline dall’Inferno, il romanzo semi-autobiografico, ispiratore di un film di Mike Nichols sul difficile rapporto tra una madre, attrice in declino ed alcolizzata (Shirley MacLaine) e la figlia, anch’essa attrice con problemi di tossicodipendenza (Meryl Streep). In Whishful Drinking niente e nessuno sono off-limit. E così si ride quando Carrie rammenta di aver avuto solo due anni quando il padre (il cantante Eddie Fisher, famosissimo negli anni 50) divorziò dalla madre (l’attrice Debbie Reynolds, l’ex «fidanzatina d’America ») per sposare Elizabeth Taylor. «I miei erano il Brad Pitt e la Jennifer Aniston dei loro tempi, solo più pazzi e disfunzionali », ironizza, «Liz Taylor era Angelina Jolie e io sono il tragico prodotto dell’incestuosità hollywoodiana. Ecco cosa succede quando due celebrità si riproducono». Molte delle sue storie sono surreali, come la terapia antidroga che ricevette da Cary Grant o il divieto di indossare il reggiseno impostole da Lucas «perché», le spiegò il regista, «nello spazio non esistono indumenti intimi». Carrie non risparmia frecciate ai suoi due ex mariti: Paul Simon («l’ho sposato perché è un cantante nano ebreo come mio padre») e Bryan Lourd, noto agente hollywoodiano e padre della sua unica figlia (oggi 17enne), che la lasciò per un uomo. «Ho il potere magico di rendere gay o calvi tutti i miei amanti», se la ride.
Prima del debutto a Broadway, l’attrice ha inviato il copione a tutte le persone citate nello show, offrendosi di tagliare le parti che avessero trovato offensive. «Non volevo mettere in imbarazzo nessuno», spiega, «non sono una velenosa arpia, anche se lo sembro». Ma non tutti apprezzano la sua onestà senza peli sulla lingua e infatti i critici teatrali si sono spaccati in due, con le testate più prestigiose a suo favore. Il New York Times lo definisce «un’esperienza estremamente ilare»; Usa Today «pieno di vitalità e gioia di vivere» mentre per Variety è addirittura «delizioso». Ma il New York Post lo boccia senza appello come «il bordello pacchiano e da quattro soldi di una travestita logorroica che non sa chiudere il becco». «È come un orrendo incidente d’auto», gli fa eco l’influente blogger Steve on Broadway «è impossibile distogliere lo sguardo». Alla recita del 21 ottobre, giorno del suo compleanno, una coppia abbandona il teatro dopo l’intervallo «perché ne abbiamo abbastanza del narcisistico autocompiacimento di un’ex drogata convinta che i suoi casini interessino a qualcuno».
Gli attacchi più feroci sono venuti dagli ex fan di Star Wars che sulla blogosfera le rimproverano di aver tradito principessa Leila, ingrassando troppo. «Scusatemi tanto se dopo Guerre Stellari non ho mangiato solo lattuga e semi di girasole», ribatte lei dal sito carriefisher. com, «se proprio insistete smetterò di nutrirmi e di prendere gli psicofarmaci per il mio disturbo bipolare, così potrete venire tutti a trovarmi in manicomio. Dove mi troverete ultra magra nel mio bikini metallico, proprio come allora».
Alessandra Farkas
11:32 Scritto in SPETTACOLO | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (1) | Segnala
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12/10/2009
Padre accoltella la figlia perché ama un albanese: arrestato
Padre accoltella la figlia perché ama un albanese: arrestato
È accaduto ad Osimo in provincia di Ancona. La ragazza, 23 anni, colpita con il punteruolo dal padre, è ricoverata in ospedale ma non è in pericolo di vita
OSIMO (ANCONA) - Non gradiva la relazione della figlia con un albanese e l'ha colpita alla gola con un punteruolo la scorsa notte: ora Mario Matarazzo, 44 anni, di Osimo (Ancona), è rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio aggravato. La ragazza, 23 anni, è invece ricoverata nell'ospedale regionale di Ancona: non è in pericolo di vita e dovrebbe guarire in una ventina di giorni. Il fatto è avvenuto ieri sera in via Guazzatore, nel centro abitato di Osimo, sulla porta della casa di famiglia, dove fino a poco tempo fa Matarazzo viveva con la moglie, i due figli, un maschio e una femmina, e la nipotina di sei anni, frutto di una precedente relazione della giovane donna.
LA RICOSTRUZIONE - Matarazzo si era allontanato di casa da alcuni giorni, proprio per i contrasti sul nuovo legame della figlia, ma ieri sera è tornato e l'ha affrontata. Nella colluttazione è rimasta coinvolta anche la madre della ragazza. Dopo averla colpita con il punteruolo che portava in tasca, l'aggressore si è allontanato, ma è stato rintracciato dai carabinieri poco lontano. Aveva i vestiti sporchi di sangue, anche perché aveva tentato di ferirsi con lo stesso punteruolo, che è stato poi trovato in un cassonetto.
16:19 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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15/09/2009
Bimba nasce sul Tgv in corsa a 300 all'ora
Bimba nasce sul Tgv in corsa a 300 all'ora
Il parto nel tragitto fra Parigi e Bruxelles. La madre era diretta a Colonia, in Germania. La piccola è venuta al mondo assistita da due medici e due infermiere che si trovavano a bordo del treno
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| Un treno ad alta velocità della Thalys che collega Parigi con Bruxelles (Reuters) |
MILANO - Fiocco rosa a 300 chilometri l'ora. È stata fortunata la bimba che ha deciso di venire al mondo proprio mentre la mamma viaggiava sul Tgv che collega Parigi a Bruxelles: quando il capotreno ha lanciato un appello per soccorrere la puerpera hanno risposto ben due medici e due infermiere. Il parto è avvenuto senza problemi un'ora e mezzo dopo, poco prima che il convoglio entrasse nella stazione della capitale belga dove ad attendere mamma e figlia c'erano un'ambulanza dei vigili del fuoco e un'equipe medica.
«QUESTA BIMBA HA FRETTA» - «Non immaginavo che sarebbe successo tutto così in fretta» ha detto il macchinista Michel Pauly, «è chiaro che questa bimba ha fretta di scoprire il Paese». La mamma era diretta a Colonia, in Germania, e viaggiava con altri due figli di due e tre ani. Il presidente della compagnia ferroviaria Thalys, Olivier Poitrenaud, ha regalato alla piccola un pass vitalizio per viaggiare gratis.
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