20/05/2009

Scoperta la vita nell'inaccessibile lago sottomarino Urania

Scoperta la vita nell'inaccessibile lago sottomarino Urania

 

STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI MILANO. Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri»

 

Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri» . Nella foto una delle strumentazioni usate per le riceche svolte in ambienti sottomarini a grandi profondità (www.sisuni.unimi.it)
Nel Mediterraneo, a 3.5000 metri di profondità alcuni batteri vivono in condizioni «extraterrestri» . Nella foto una delle strumentazioni usate per le riceche svolte in ambienti sottomarini a grandi profondità (www.sisuni.unimi.it)

ROMA - Scoperte forme di vita nel lago sottomarino Urania, uno dei luoghi più inaccessibili della Terra, a oltre 3.500 metri di profondità nel Mediterraneo, dove non c'è luce nè ossigeno.
Le condizioni a quel livello sono paragonabili a quelli della Terra primordiale e ad ambienti extraterrestri, come quello di Europa, uno dei satelliti del pianeta Giove, o di Marte.

SCOPERTA ITALIANA - La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori guidato dall'Università degli Studi di Milano ed è in pubblicazione questa settimana su Pnas, la rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences of the Usa. La ricerca, pubblicata con il titolo «Sulfur cycling and methanogenesis primarily drive microbial colonization of the highly sulfidic Urania deep hypersaline basin», rivela infatti i processi metabolici che sostengono una stupefacente oasi di vita microbica nel lago Urania, uno degli ambienti più estremi e inospitali del pianeta Terra. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano, guidati da Daniele Daffonchio e Sara Borin del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche della Facoltà di Agraria, in collaborazione con nove altri gruppi di ricerca italiani ed europei.

IPERSALINITÀ - «Urania -spiegano i ricercatori- è uno dei bacini anossici ipersalini situati nel Mar Mediterraneo orientale ad una profondità superiore ai 3.500 metri. Questi laghi hanno concentrazione saline fino a dieci volte più alta di quelle dell'acqua marina sovrastante. Profondità e ipersalinità sono, però, solo due dei fattori che concorrono a rendere Urania uno degli ambienti più estremi del pianeta». «Altri fattori di stress - continuano i ricercatori - sono l'assenza di luce ed ossigeno, e in particolare per il Lago Urania, dato che lo differenzia dagli altri laghi sottomarini, la presenza di elevate concentrazioni di metano e idrogeno solforato. Il bacino Urania è tra gli ambienti marini noti più ricchi in quest'ultimo composto, che qui supera abbondantemente la soglia di tossicità per molti organismi, incluso l'uomo.

COMUNITÀ DI MICROORGANISMI - Nel loro studio, i ricercatori hanno descritto l'esistenza di una complessa comunità di microrganismi lungo la colonna d'acqua del lago Urania, particolarmente concentrati e stratificati nel sottile strato che separa le zone ipersaline dalla normale acqua marina sovrastante. «In questo strato, di soli 2 metri rispetto ad una colonna d'acqua di più di 3.500 metri, -sottolineano gli scienziati- si genera una differenza di salinità e di nutrienti in grado di sostenere particolari attività metaboliche». «I fattori che regolano la produttività di questo ecosistema estremo -aggiungono- sono risultati legati a metabolismi energetici tipicamente microbici, basati su reazioni di riduzione ed ossidazione delle specie chimiche dello zolfo e sulla produzione di metano, unitamente allo sfruttamento della "dark energy", una forma di energia chimica indipendente dalla luce e dai processi fotosintetici». Secondo i ricercatori, infine, «la scoperta dei processi metabolici e dei microrganismi che sostengono i cicli degli elementi e della vita nel lago sottomarino Urania fornisce un solido punto di partenza per formulare ipotesi sulla vita primordiale sul nostro pianeta o su altri corpi celesti. Inoltre, le capacità metaboliche dei microrganismi adattati a vivere nel lago Urania costituiscono una risorsa biotecnologica con potenziali applicazioni in molte attivitá antropiche».

 



04/05/2009

Le donne che vivono in una Smart «Dopo lo sfratto è la nostra casa»

Le donne che vivono in una Smart «Dopo lo sfratto è la nostra casa»

 

Milano, la ragazza lavora come estetista: «Le colleghe sanno cosa mi succede». Loredana, 47 anni, e Valentina, 20: avevamo un box, ci hanno tolto anche quello

 

Loredana Minopoli, la donna che vive in Smart con la figlia (Calzari)
Loredana Minopoli, la donna che vive in Smart con la figlia (Calzari)

MILANO - Un mese in strada. Un me­se dormendo su sedili di una Smart. Lei, Loredana Minopoli, 47 anni e un po­sto di lavoro mangiato dalla crisi, e sua figlia Valentina, 20 anni e un lavoro co­me estetista che finora ha tenuto a galla tutte e due. Il loro appartamento, dopo anni di carte bollate, è stato venduto e dal 19 di marzo è iniziato il loro infer­no. Lo sfratto, qualche notte dormendo da amici, e poi la loro auto, una Smart gialla «con i sedili che rompono la schie­na, il freddo che non fa dormire e la pau­ra di restare sole tutta la notte chiuse in quella scatola». Ci vivono da un mese. Doveva essere una soluzione di fortuna, per non pesa­re sulle spalle di qualcuno perché — di­ce Loredana — «lei e la sua Valentina non hanno mai rubato, o sparato, o ma­gari ucciso», perché sono «bravagen­te ». Lo ripete rigirando le dita sul croci­fisso dorato che le pende dal collo. È questa piccola croce che — sostiene — protegge le poche ore di sonno e prima o poi le aiuterà.

Poi le cose non sono cambiate, e la difficoltà, la paura, l’imba­razzo di un momento si sono trasforma­te in una strada senza fine. L’auto è di­ventata una casa parcheggiata tutte le notti tra il supermarket di via Dei Missa­glia e la caserma Gratosoglio dei carabi­nieri. «Perché a Milano c’è da aver pau­ra, poi c’è Valentina che è una bella ra­gazza di 20 anni e se ne sentono di tutti i colori, a Milano». Da questo parcheg­gio con l’erba verde che sbuca tra le mat­tonelle, poi, si vede la sua casa. Quella che ha lasciato in fretta e furia il 19 di marzo quando è arrivato l’ufficiale giu­diziario con l’ordine di sfratto. Da quel giorno lì, da quella mattina fresca con il primo sole, Loredana e Valentina hanno dovuto vivere senza niente. Chiuse nel loro loculo giallo che, raccontano, «quando piove non c’è modo di dormi­re, che quando fa freddo bisogna sve­gliarsi e mettere in moto per non conge­lare ». Valentina fa l’estetista. Lo stipen­dio è poco, «ma è l’unica cosa che con­sente a tutte e due di sopravvivere sen­za sembrare due barbone». E non fosse per i sette chili persi in 40 giorni e le oc­chiaie da nascondere con il correttore, la loro vorrebbe essere la vita di prima: ci sono i bar, i centri commerciali, c’è sempre la casa di qualche amico per una doccia. «Al lavoro l’hanno capito— racconta la madre —. Ma non glielo fan­no pesare».

Quanto al suo lavoro, quel­lo come addetta alle pulizie in una casa di cura di Milano, è terminato il 17 gen­naio. La cooperativa non ha rinnovato il contratto e la signora Loredana è diven­tata di troppo. Quanto alla casa, l’appar­tamento di proprietà dell’Inail in via Ni­cola Romeo è stato venduto per 148 mi­la euro. La signora Minopoli era morosa da quando il marito era sparito, l’altro figlio trasferito a Savona e l’affitto quasi raddoppiato. «Era diventata troppo grande, troppo costosa — raccontano —. Abbiamo chiesto una sistemazione più piccola, non c’è stato niente da fa­re ». Così dopo le carte bollate è arrivato lo sfratto. «Non ci hanno dato neppure il tempo di provarci, di cercare davvero una nuova casa — prosegue Loredana —. Adesso come faremo, ho chiesto, ma niente, niente». In Comune le hanno fatto fare doman­da per una casa popolare. Le hanno con­sigliato di non farsi illusioni perché per entrate nella graduatoria del prossimo settembre ci vorrebbe qualche invalidi­tà, qualche figlio minore, magari anche un anziano a carico, un passaporto stra­niero o un problema di abusi, perché aspettano già 20 mila famiglie e per lo­ro, per la «bravagente», il punteggio è risicato. Le hanno detto di provare nei dormitori dei barboni. Pieni anche quel­li. Poi Loredana ha scritto al sindaco Mo­ratti, e un suo assistente l’ha invitata a ripetere la trafila con i servizi sociali. «Ci hanno abbandonate, come si fa ad andare avanti così». Per ora c’è la strada e i sedili della Smart di Valentina che neppure hanno i ribaltabili, ma almeno le hanno fatte arrivare fin qui. Un mese intero, aspettando che il «buon Dio» si­stemi le cose, che alla fine questa Mila­no distratta torni a ricordarsi di loro.

Cesare Giuzzi


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22/04/2009

Dal single alla maxi-famiglia, come possiamo risparmiare energia

Dal single alla maxi-famiglia, come possiamo risparmiare energia

 

VIVERE VERDE: TEST MAGAZINE-ALTROCONSUMO. Cambiare le lampadine o gli infissi, la caldaia o il frigo, per ridurre i consumi e le bollette. Con l’aiuto di esperti abbiamo monitorato sei famiglie. Ecco le loro storie e i nostri consigli

 

 Barbara Bonino e il marito Hamid Ben Draou vivono in una casa fine ’800 in centro a Torino
Barbara Bonino e il marito Hamid Ben Draou vivono in una casa fine ’800 in centro a Torino

Arriva la bolletta della luce e ogni volta è lo stesso pensiero: potrebbe essere più leggera, non soltanto per le tariffe. Potremmo consumare meno. Non tornando indietro di mezzo secolo, quando in casa c’erano al massimo lavatrice e televisore. Non aspettando il futuro dell’energia pulita e accessibile. Potremmo ridurre il nostro fabbisogno oggi, investendo molto denaro oppure poco o nemmeno un euro, anche semplicemente cambiando le nostre abitudini, imparando a scegliere gli apparecchi più adatti a noi, confrontando le proposte dei fornitori di energia, approfittando di incentivi e nuo vi bonus. Da dove cominciare? Ecco l’esempio di sei famiglie di lettori, dal single alla coppia con quattro figli, alla pensionata, che vivono in città diverse, da Torino a Bari, e in contesti diversi, dalla villetta a schiera al condominio di periferia, all’appartamentino nel centro storico. Siamo entrati nelle loro case insieme ai consulenti di Altroconsumo, abbiamo tracciato il loro profilo di consumatori valutando le voci che più incidono sulla bolletta: impianto di riscaldamento e raffreddamento, infissi, illuminazione, elettrodomestici, standby, contratto con il fornitore. Per ogni famiglia abbiamo studiato tre ipotesi di intervento finalizzato al risparmio energetico. In tutti i casi osservati, anche con un impegno minimo è possibile ridurre i consumi, migliorare il comfort e spendere meno. Qualche esempio: cambiare il frigorifero e passare ad un modello di classe A++ garantisce una riduzione del 10%. Sostituire le lampade ad incandescenza con quelle a risparmio energetico è un taglio del 5%, e il cambio di operatore un altro 10%. Eliminare il boiler elettrico e mettere uno scaldabagno a gas per una famiglia di due persone significa ritrovarsi in tasca 300 euro in più all’anno. E, potendo investire, migliorare l’isolamento dell’edificio significa recuperare il 40% su riscaldamento e condizionamento. Mentre cambiare gli infissi, vale un taglio del 20%.

 Roberto Zarro vive insieme con altri due amici in un appartamento in una palazzina alla periferia di Bologna. Le spese sono condivise
Roberto Zarro vive insieme con altri due amici in un appartamento in una palazzina alla periferia di Bologna. Le spese sono condivise

Chi in questi mesi intende affrontare soltanto le spese necessarie, come la sostituzione di vecchi elettrodomestici, tenga presente che il frigorifero assorbe il 20% dei consumi di casa, la lavastoviglie il 14%, il televisore il 13%, il condizionatore il 10%, la lavatrice l’8%, il forno il 5%. E andrebbe cercata nelle schede tecniche degli apparecchi la voce standby: non deve consumare più di 1 watt. Un dettaglio? Pesa anche quello: più apparecchi in standby possono costarci anche 40 euro all’anno.

Chi pensa ad un investimento approfitti delle agevolazioni fiscali sugli interventi finalizzati al risparmio energetico: introdotte nel 2007 e prorogate fino al 2010, possono essere utilizzate per rifare pavimenti, pareti esterne, infissi, per installare pannelli solari e sostituzione impianti di climatizzazione con sistemi più efficienti. Sono detraibili il 55% delle spese sostenute e sono compresi anche i lavori edili e le prestazioni professionali. Da quest’anno sono state introdotte agevolazioni anche per l’acquisto di elettrodomestici, dal pc al “pinguino”, e persino per articoli di arredamento. Ma attenzione alle delusioni: «Sono detrazioni del 20% fino ad una spesa di 10mila euro e spalmabili in 5 anni: suona bene ma non è così facile avere accesso a questi aiuti», spiega Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo e del Beuc, il coordinamento delle associazioni dei consumatori d’Eu ropa. «Le agevolazioni sono per i prodotti a basso consumo, è indispensabile la classificazione A+ ma questa è disponibile soltanto per frigoriferi e congelatori. E c’è anche un’altra limitazione: gli acquisti devono essere riferiti a ristrutturazioni programmate a partire dal luglio 2008».

Da studiare - velocemente perché le domande vanno presentate entro il 30 aprile - anche il nuovissimo bonus sociale per le forniture di energia elettrica, destinato a famiglie a basso reddito o con un malato grave. Introdotto a gennaio, a un utente medio fa risparmiare il 20%, ed è retroattivo.

L’opportunità apparentemente più facile da sfruttare è il cambio dell’operatore. Il margine di risparmio è mediamente del 10%. Ci si mette a tavolino e si valuta la migliore offerta per il nostro profilo. Nessuna delle famiglie che abbiamo incontrato ha sfruttato questa possibilità: «Poca trasparenza», «poca convenienza», dicono. Anche chi difende i consumatori ha alcune perplessità. «Orientarsi non è semplice e il vantaggio economico è inferiore alle aspettative», sostiene Paolo Martinello. Più facile risparmiare controllando i consumi domestici, ma occorre valutare ogni acquisto e imparare a utilizzare gli apparecchi in maniera corretta, anche la semplice collocazione sbagliata incide sulla bolletta. E le schede tecniche vanno lette e rilette. Il punto di partenza resta quello del profilo. Dobbiamo stabilire quanta energia bruciamo e come. Su www.altroconsumo. it, in occasione della campagna “controcorrente” le banche dati sono aperte e ci sono fogli di calcolo di facile compilazione. Una volta tracciato il nostro identikit troveremo per ogni voce, dal forno al condizionatore, le dritte da seguire per utilizzarli al meglio, evitando di sprecare enegia e denaro.

Federica Cavadini


08/12/2008

In Italia peggiora la qualità della vita E' Siena la città dove si vive meglio

In Italia peggiora la qualità della vita E' Siena la città dove si vive meglio
Indagine di Italia Oggi sulle 55 province italiane. Male quasi tutto il Sud, crolla il Nord Ovest con Milano e Torino che perdono posizioni. Risale Roma, allarme criminalità a Bologna
 
 
 

siena, piazza del campo  Toscana, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna sono le regioni dove si vive meglio. In generale, però, il Centro Nord supera l'esame sulla qualità della vita. A decretarlo è il "Rapporto 2008", che sarà pubblicato domani da Italia Oggi.

 

Siena svetta in questa speciale classifica per servizi, lavoro, ambiente, sicurezza, mancanza di disagio sociale, popolazione, tempo libero e tenore di vita. Maglia nera, invece, alla provincia di Agrigento, all'ultimo posto preceduta da Enna e Napoli. In realtà, però, è tutto il Sud a uscire con punteggi bassissimi: per trovare le prime province meridionali bisogna scendere al 41° e 48° posto con Campobasso e Bari.

 

Si vive bene anche a Trento e Bolzano (rispettivamente seconda e terza), mentre nel Nord Ovest la situazione è peggiorata: Milano e Torino, ad esempio, hanno perso alcune posizioni in classifica rispetto al 2007. In netto miglioramento invece Roma, che è salita al 29° posto, dal 58° del 2007. Migliorata anche la situazione di Isernia, maglia nera 2007, risalita di 24 posizioni.

 

Rispetto al 2007, tuttavia, la qualità della vita è peggiorata: in 55 province su 103 è risultata scarsa o insufficiente, il peggior risultato degli ultimi sei anni.

 

Queste nel dettaglio le situazioni prese in considerazione:

- CRIMINALITA’: E’ Bologna la provincia meno sicura, agli antipodi c’è invece Matera. Genova conta il maggior numero di borseggi, Modena e Savona il maggior numero di furti d’auto e in appartamento. A Napoli si concentrano le rapine, a Isernia le truffe, a Crotone gli omicidi, a Bologna le violenze sessuali su maggiori di 14 anni a Rimini su minori di 14 anni.

 

- DISAGIO SOCIALE: E’ una piaga che colpisce in primo luogo le province di Avellino, Caserta e Trapani. Trieste e Gorizia sono invece i territori in cui il problema si sente meno. Gli infortuni sul lavoro capitano soprattutto a Rimini, i suicidi o tentativi di suicidio si concentrano a Vercelli e Trieste. Il più alto tasso di disoccupazione si ha a Palermo, il piu’ alto numero di minori denunciati a Messina.

 

- SERVIZI: La provincia di Aosta è quella che ne offre di più ai cittadini. Fanalino di coda Prato. Siracusa è la provincia che mette a disposizione piu’ insegnanti, Grosseto più medici ospedalieri, Crotone più posti letto nei centri di cura.

 

- TEMPO LIBERO: In cima alla classifica c’è Firenze, che è la provincia che conta anche il maggior numero di associazioni. Ancona è al primo posto per l’offerta di palestre, Sondrio per le sale cinematografiche, Parma per le librerie.

 

- TENORE DI VITA: Il più alto è a Milano (qui le pensioni medie sono le più alte di Italia, come anche i depositi bancari pro capite), il più basso ad Agrigento. Il prezzo al metro quadro per gli appartamenti si registra a Napoli. Le spese più alte per i consumi si hanno a Belluno.

 

- LAVORO: La disoccupazione si fa sentire soprattutto ad Agrigento; i fallimenti di imprese sono più frequenti a La Spezia. Parma brilla per il suo tasso di occupazione (72,4%). Grosseto conta il maggior numero di imprese registrate.


Ecco uno stralcio
della classifica, con le prime e ultime posizioni e alcune tra le principali province (provincia punteggio posizione 2007):

1 SIENA 1000,00 6
2 TRENTO 944,32 2
3 BOLZANO 894,03 1
4 AOSTA 876,57 12
5 RAVENNA 854,17 8
...
8 FIRENZE 801,40 7
21 BOLOGNA 698,59 4
29 ROMA 630,12 58
31 MILANO 619,21 29
48 BARI 472,99 84
50 TORINO 414,17 38
...
99 COSENZA 125,92 90
100 TARANTO 80,92 99
101 NAPOLI 69,99 102
102 ENNA 38,06 94
103 AGRIGENTO 0,00 98

 

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