16/07/2010
La città più cara al mondo? E’ in Africa
La città più cara al mondo? E’ in AfricaNon è Londra, né Tokyo, né Mosca, ma l’impensabile Luanda in Angola. E’ quanto emerge dall’ultimo studio effettuato da Mercer che ha stilato la classifica delle città con il più alto costo della vita.
Prendere una valigia, buttarci dentro l’essenziale e mollare tutto per trasferirsi dall’altra parte del mondo: tutti l’hanno pensato almeno una volta nella vita, ma bisogna scegliere con attenzione la propria destinazione per evitare che il sogno si trasformi in incubo.
A darci una mano arriva l’ultimo studio effettuato dalla società di consulenza Mercer, che ha stilato la classifica delle città più care del mondo; dall’America allo Stivale, sono ben 141 i centri urbani presi in considerazione.
Dimenticate la Los Angeles tutta pailettes e lustrini o l’ultramoderna Mosca (che si piazza comunque in quarta posizione): con sorpresa a dar del filo da torcere al portafoglio è Luanda, in Angola, che si guadagna il titolo di città più cara del mondo: qui un cd musicale costa quasi venti dollari contro i tredici di Berlino.
Il Giappone non è da meno e mette a segno una doppietta con Tokyo sul secondo scalino del podio e Osaka poco più indietro al sesto posto; mentre la medaglia di bronzo va sorprendetemente a un'altra città africana, Ndjalmena in Ciad. Invece sopravvivere nella Grande Mela, al ventisettesimo posto, non è così difficile come si potrebbe pensare.
Se siete cresciuti con il mito di Baywatch e non potete fare a meno di mare e tintarella scorrete oltre la centesima posizione e scegliete senza indugio fra le spiagge infinite di Miami e i gonnellini di paglia di Honolulu, mentre per vivere in Svizzera, a Zurigo o Ginevra (rispettivamente ottava e quinta posizione), dovrete avere uno stipendio da fare invidia a molti.
E l’Italia come si piazza? Milano è quindicesima, Roma ventiseiesima. Dunque, la capitale si difende bene, ma resta comunque più cara della patria della movida per eccellenza, Barcellona, ma anche di Praga e Bruxelles.
C’è poi chi non riesce a togliersi dalla testa quello spettacolo di musica e colori che è il Carnevale di Rio: niente paura, la città carioca è alla portata di quasi tutte le tasche; più cara invece Sao Paolo.
Gli Emirati Arabi Uniti, patria dei nuovi ricchi, sono più economici di quello che si possa immaginare, ma occhio alla scelta: Abu Dhabi, al cinquantesimo posto, resta comunque più cara di Dubai.
Londra e Parigi, la città del Big Bang e quella degli innamorati, si trovano esattamente allo stesso livello e dividono la diciassettesima posizione, mentre casca male chi ama i Paesi del Nord Europa: da Oslo a Cophenagen, dovrete tirare la cinghia.
Se siete a corto di risparmi non temete: tralasciando l'ultimo posto di Port Au Prince ad Haiti duramente provata dal terremoto, in fondo alla classifica ci sono luoghi per tutti i gusti: da Dallas negli Stati Uniti passando per Lima in Perù, dalla tedesca Leipzig a Manama in Bahrain, avrete l’imbarazzo della scelta.
Floriana Ferrando
12:43 Scritto in CURIOSITA' | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala
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25/05/2010
Celentano a Mina, tu sindaco io consigliere
Celentano a Mina, tu sindaco io consigliereADRIANO CELENTANO
Mina mia, sorella cara!
Hai sempre delle belle parole quando scrivi su di me. Anche quando ti balena il sospetto che io possa inciampare e, per una qualche ragione, cadere malato di mente...
Del resto non è una novità. Si sa che noi artisti, rispetto ai sani macellai che hanno distrutto la Milano dei sogni, un po' malati lo siamo.
I distruttori infatti o, per meglio dire, i costruttori dell'arroganza, ci considerano addirittura degli appestati. Gente da non mischiare con chi si nutre di religioso profitto. E dal loro punto di vista non gli si può certo dar torto. Gli appestati, dato che l'unica loro arma è il sogno, sono fragili. Ma è proprio dalla loro fragilità che si può scatenare il tremendo scossone da dare a questa società immobile. Per cui io sono sì, malato, ma non abbastanza, purtroppo, per fare il Sindaco. Potrei però fare l'ideatore del Sindaco. E a quel punto tu, mia vecchia amica a cui anch’io ho sempre voluto bene, quasi da innamoramento, potresti essere il prezioso vice Sindaco, sul quale io potrei fare leva per ottenere dal tuo Capo la realizzazione di progetti che, essendo magari troppo sognanti per i suoi gusti, potrebbe egli non condividerli con l'ideatore. L'altra soluzione per far sì che lo scossone da dare alla Milano seppellita dall'accozzaglia di grattacieli e quartoggiari sia ancora più devastante, non rimane che quella di essere tu il Sindaco, e io l'ideatore che ti vuole bene!
07:41 Scritto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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22/04/2010
Il divorzio di Milano dagli alberi di Piano
Il divorzio di Milano dagli alberi di PianoL’iniziativa era nata assieme al maestro Claudio Abbado, per il suo ritorno alla Scala. Il Comune: progetto costoso, trovino loro gli sponsor. L’architetto: così non si va avanti
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| Il disegno di Piano |
MILANO — Il divorzio c’è stato, indubbiamente. Da una parte il maestro Claudio Abbado e i suoi novantamila alberi come compenso per tornare a dirigere alla Scala dopo 24 anni d’assenza (appuntamento già fissato il 4 e il 6 giugno) affiancato da Renzo Piano, l’uomo del Beaubourg e dell’Auditorium di Roma, che quegli stessi alberi avrebbe dovuto collocare (i primi avrebbero dovuto essere 220 frassini lungo l’asse via Dante-Castello-Cordusio). Dall’altra, il Comune di Milano (con tutti i suoi tecnici) da sempre assai critico, più o meno velatamente, nei confronti del progetto di Piano.
Mercoledì, a quanto pare, lo stop definitivo che ha portato Piano a dire: «Non ci sono più le condizioni per andare avanti». E questo perché, secondo il Comune, il progetto (che avrebbe dovuto prendere il via nella primavera 2011 e concludersi nel 2015) potrebbe essere realizzato solo trovando gli sponsor, «una ricerca di cui si dovrebbero però occupare direttamente» (per l’appunto) Piano, Abbado e il loro Comitato (dove compaiono il giurista Guido Rossi, l’ingegner Giorgio Ceruti, l’architetto Alessandro Traldi, il paesaggista Franco Giorgetta, la coordinatrice Alberica Archinto).
Piano, a questo punto, avrebbe dunque detto basta. Anche se il Comune non sembra così drastico: «Il progetto è davvero troppo oneroso, la situazione economica attuale non lo permette e non vogliamo esporci a facili critiche». Ma, allo stesso tempo, il sindaco di Milano Letizia Moratti si dice «disponibile a piantare quei 150 alberi destinati al "cuore" della città» ( una piccola parte della tranche iniziale di 3.500 tra centro e periferia). Per Piano il gran rifiuto del Comune è colpa di una visione deformata di questo progetto inteso solo «da un punto di vista semplicemente decorativo». Mentre per lui si tratta di qualcosa che contribuisce a migliorare la qualità generale di vita di Milano (seguendo, secondo un’idea da tempo a lui cara, quello che già hanno fatto città come Londra, Stoccolma, la stessa New York). Appunto per questo Piano avrebbe voluto partire proprio dal centro: «Dove lo smog colpisce di più, dove l’aria è irrespirabile, dove la gente ha soltanto voglia di andare via, di scappare». I contrari hanno sempre visto in quegli stessi alberi (tutti da piantare per terra, nessuno nei vasi) un elemento che avrebbe rovinato la prospettiva della città. Mentre molti commercianti vedrebbero negativamente quelle chiome verdi che potevano oscurare le insegne e i tecnici parlano di troppo poco spazio tra le radici e i «sottoservizi» (metropolitana e altro). Tutto questo proprio nell’anno in cui la giapponese Sejima, direttrice della Biennale di Venezia, propone una mostra per «analfabeti dell’architettura», magari quegli stessi analfabeti che si ricordano con entusiasmo di una Piazza Santo Spirito a Firenze, di un Prato della Valle a Padova e di tutte quelle belle piazze e strade d’Italia piene d’alberi.
Stefano Bucci
11:15 Scritto in AMBIENTE | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala
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08/12/2008
In Italia peggiora la qualità della vita E' Siena la città dove si vive meglio
In Italia peggiora la qualità della vita E' Siena la città dove si vive meglio
Toscana, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna sono le regioni dove si vive meglio. In generale, però, il Centro Nord supera l'esame sulla qualità della vita. A decretarlo è il "Rapporto 2008", che sarà pubblicato domani da Italia Oggi.
Siena svetta in questa speciale classifica per servizi, lavoro, ambiente, sicurezza, mancanza di disagio sociale, popolazione, tempo libero e tenore di vita. Maglia nera, invece, alla provincia di Agrigento, all'ultimo posto preceduta da Enna e Napoli. In realtà, però, è tutto il Sud a uscire con punteggi bassissimi: per trovare le prime province meridionali bisogna scendere al 41° e 48° posto con Campobasso e Bari.
Si vive bene anche a Trento e Bolzano (rispettivamente seconda e terza), mentre nel Nord Ovest la situazione è peggiorata: Milano e Torino, ad esempio, hanno perso alcune posizioni in classifica rispetto al 2007. In netto miglioramento invece Roma, che è salita al 29° posto, dal 58° del 2007. Migliorata anche la situazione di Isernia, maglia nera 2007, risalita di 24 posizioni.
Rispetto al 2007, tuttavia, la qualità della vita è peggiorata: in 55 province su 103 è risultata scarsa o insufficiente, il peggior risultato degli ultimi sei anni.
Queste nel dettaglio le situazioni prese in considerazione:
- CRIMINALITA’: E’ Bologna la provincia meno sicura, agli antipodi c’è invece Matera. Genova conta il maggior numero di borseggi, Modena e Savona il maggior numero di furti d’auto e in appartamento. A Napoli si concentrano le rapine, a Isernia le truffe, a Crotone gli omicidi, a Bologna le violenze sessuali su maggiori di 14 anni a Rimini su minori di 14 anni.
- DISAGIO SOCIALE: E’ una piaga che colpisce in primo luogo le province di Avellino, Caserta e Trapani. Trieste e Gorizia sono invece i territori in cui il problema si sente meno. Gli infortuni sul lavoro capitano soprattutto a Rimini, i suicidi o tentativi di suicidio si concentrano a Vercelli e Trieste. Il più alto tasso di disoccupazione si ha a Palermo, il piu’ alto numero di minori denunciati a Messina.
- SERVIZI: La provincia di Aosta è quella che ne offre di più ai cittadini. Fanalino di coda Prato. Siracusa è la provincia che mette a disposizione piu’ insegnanti, Grosseto più medici ospedalieri, Crotone più posti letto nei centri di cura.
- TEMPO LIBERO: In cima alla classifica c’è Firenze, che è la provincia che conta anche il maggior numero di associazioni. Ancona è al primo posto per l’offerta di palestre, Sondrio per le sale cinematografiche, Parma per le librerie.
- TENORE DI VITA: Il più alto è a Milano (qui le pensioni medie sono le più alte di Italia, come anche i depositi bancari pro capite), il più basso ad Agrigento. Il prezzo al metro quadro per gli appartamenti si registra a Napoli. Le spese più alte per i consumi si hanno a Belluno.
- LAVORO: La disoccupazione si fa sentire soprattutto ad Agrigento; i fallimenti di imprese sono più frequenti a La Spezia. Parma brilla per il suo tasso di occupazione (72,4%). Grosseto conta il maggior numero di imprese registrate.
Ecco uno stralcio della classifica, con le prime e ultime posizioni e alcune tra le principali province (provincia punteggio posizione 2007):
1 SIENA 1000,00 6
2 TRENTO 944,32 2
3 BOLZANO 894,03 1
4 AOSTA 876,57 12
5 RAVENNA 854,17 8
...
8 FIRENZE 801,40 7
21 BOLOGNA 698,59 4
29 ROMA 630,12 58
31 MILANO 619,21 29
48 BARI 472,99 84
50 TORINO 414,17 38
...
99 COSENZA 125,92 90
100 TARANTO 80,92 99
101 NAPOLI 69,99 102
102 ENNA 38,06 94
103 AGRIGENTO 0,00 98
00:20 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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