18/12/2010

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Internet, l'Agcom dà l'ok al testo per la tutela del diritto autore

Sarà predisposta una lista di siti illegali e si potrà inibire l'indirizzo Ip. L'authority potrà ordinare la rimozione di contenuti coperti da copyright illegittimamente pubblicati

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29/07/2010

Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»

Plastic Bertrand: «Ora confesso Quelle hit non le cantavo io»

Famoso negli anni '70, la voce era di Lou Deprijck. Il cantante francese rivela: «Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni»

 

Plastic Bertrand, star della musica pop anni '70-'80, 20 milioni di dischi venduti nel mondo, ha confessato che non era sua la voce in «Ça plane pour moi», il suo primo successo datato 1977.

«È vero, quella non era la mia voce. Questa cosa mi perseguiterà fino alla fine dei miei giorni, ma allora dobbiamo anche dire che è stata tutta una montatura di Lou Deprijck», ha ammesso Bertrand, vero nome Roger Jouret, al quotidiano belga Le Soir tirando in ballo il produttore che lo scoprì.
«Mi aveva chiesto di non cantare in cambio dello 0,5% dei diritti. Mi aveva promesso che poi sarebbe stata pubblicata anche la mia versione, ma questo non è mai accaduto», ha aggiunto il 56enne che annuncia una causa contro l'ex amico per diffamazione.

Non si tratterebbe solo di una canzone, però. Ma dei primi quattro album del cantante belga: «Sono io la vittima. Volevo cantare, ma lui mi impediva di entrare in studio». La voce girava da anni, ma a stabilire la verità è stato un tribunale. La casa discografica AMC, proprietaria della registrazione originale di «Ça plane pour moi», aveva denunciato Deprijck, accusandolo di aver usato le incisioni originali per una cover pubblicata su un disco del 2006. Un perito ha stabilito che le registrazioni erano diverse, aggiungendo che il timbro vocale e l'accento erano della stessa persona. «Non ne voglio a Plastic - ha detto Deprijck -: lui ha fatto il suo lavoro, era lui in scena, era lui a gesticolare. Ma la sua voce non ha nulla a che vedere con la mia».

All'epoca Bertrand era stato preferito dalla casa discografica per il suo atteggiamento sul palco e il suo look ossigenato da pioniere del punk. Molto più appetibile per un pubblico giovane dei baffoni del collega.

Bertrand divenne un mito. Anni dopo persino Joe Strummer ne riconobbe il valore: «Plastic Bertrand, chiunque fosse, aveva messo in tre minuti qualcosa che faceva ballare anche uno in coma. Non si poteva nemmeno nominare Plastic Bertrand ai puristi del punk, ma questo disco è stato molto meglio di tanti album cosiddetti punk», disse il cantante e leader dei Clash.
Tra il 1982 e il 1985 Bertrand ha vissuto a Milano. In quegli anni divenne protagonista di un fotoromanzo, piazzò in classifica due tormentoni come «Hula hoop» e «Ping Pong» e andò come ospite al Festival di Sanremo nell'edizione del 1982.

Non è il primo caso del genere nella storia della musica. Nel caso dei Milli Vanilli, una volta scoperta la frode venne revocato il Grammy vinto da Fab Morvan e Rob Pilatus.(Fonte:Corriere della Sera)

Andrea Laffranchi


24/07/2010

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Il bavaglio? Su Internet non è stato rimosso, anzi

Con le ultime modiche al ddl "per i blog e per la Rete non è cambiato nulla" spiega Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it. E aggiunge: "La rete ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

 

 

"Non è vero che il bavaglio è stato sciolto. In realtà è stato allentato. Dal punto di vista della stampa rimangono tuttora grandi problemi; per quanto riguarda Internet, invece, rimangono tutti i problemi".
Peter Gomez, direttore de Ilfattoquotidiano.it , commenta così le ultime modiche apportate al disegno di legge sulle intercettazioni e non usa mezzi termini: "Negli ultimi giorni la stampa e i parlamentari sia di opposizione che di maggioranza, hanno raccontato bugie".

Il giornalista, tra i fondatori de
Il fatto quotidiano, punta inoltre il dito contro altri problemi che interessano la Rete.
Il wi-fi, ad esempio, "non è sviluppato perché abbiamo ancora delle leggi antiterrorismo che risalgono all'11 settembre e in buona parte degli altri Paesi d'Europa non esistono più". Inoltre, in Italia "si è deciso di non sviluppare la banda larga, riducendo gli stanziamenti che erano previsti. E questo - sottolinea il direttore del fattoquotidiano.it - è avvenuto per due fattori. Da una parte per ragioni economico-commerciali; Internet corre il rischio di scalzare lo strapotere dei monopoli televisivi, che nel nostro Paese sono due: Rai e Mediaset. Dall'altra parte, invece, io credo che la conoscenza renda liberi: alla base di ogni democrazia liberale sta il principio secondo cui 'bisogna conoscere per deliberare'. Internet ti permette di conoscere. E questo non piace".

 

Peter Gomez commenta poi il successo de il Fatto Quotidiano, grazie al suo esordio sul web.

 


23/02/2010

PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)

PrivateWave, la telefonia mobile sicura (e a prova di intercettazione)

 

Licenze agevolate per le ONG che operano in zone calde. i costi alla portata di tutti. Messo a punto un sofisticato sistema di cifratura che trasforma la voce in un flusso di dati incomprensile

 

La compagnia italiana Khamsa, attiva nel campo della riservatezza informatica, lancia sul mercato il suo progetto PrivateWAVE con una offerta dedicata alle ONG e agli operatori dell’informazione indipendente. Khamsa mette a disposizione per il grande pubblico le sue tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione, garantita dalla consulenza scientifica di Philip Zimmermann, inventore di PGP (il primo e più noto sistema di cifratura mail) e massimo esperto al mondo in crittografia e crittoanalisi su voce e mail.

PRIVATE GSM - Si tratta di un software che si installa sul telefono con pochi click (per ora Nokia, a breve anche Iphone e Blackberry) e che permette di effettuare chiamate protette, continuando ad utilizzare il proprio apparecchio anche per le chiamate "in chiaro". Non si tratta di un semplice metodo di disturbo della comunicazione, ma di un sofisticato sistema di cifratura che agisce sulla voce trasformandola in un flusso di dati cifrati, incomprensibile a chiunque tentasse di inserirsi nella comunicazione per ascoltarla o registrarla. Per poter attivare una chiamata sicura, entrambi i telefoni degli interlocutori dovranno essere dotati del software, che provvederà a generare una chiave di protezione diversa per ogni chiamata. Nemmeno lo staff tecnico che ha progettato il software può conoscerla o decifrare la conversazione.

ONG E INFORMAZIONE INDIPENDENTE - PrivateWAVE offre l’opportunità di licenze agevolate (fino a 50 gratuite) per le ONG che operano in contesti di rischio elevati e agli operatori dell’informazione indipendente che si trovino in regimi dittatoriali ritenuti particolarmente cruenti. Tali organizzazioni, in relazione alla loro autonomia, sono spesso controllate dai governi dei Paesi in cui operano attraverso attività di spionaggio che includono le intercettazioni delle comunicazioni telefoniche.

ABBASSARE LA BARRIERA ALL’INGRESSO - Le tecnologie per la telefonia mobile sicura, a prova di intercettazione esistono da più di vent’anni. In principio erano sviluppate esclusivamente ad uso militare, come le prime sperimentazioni per la rete di Internet, successivamente sono state sviluppate anche da aziende private e con l’evolversi delle tecnologie mobili, gli smart phone, l’interesse è stato allargato a un pubblico più ampio. Attualmente esistono circa quindici aziende che operano nel campo a livello mondiale. Tra queste PrivateWAVE ha deciso di «abbassare la barriera all’ingresso» ossia: «Avvocati, commercialisti, ma anche dirigenti, medici e giornalisti, tranquilli di poter trattare anche gli argomenti più delicati via telefono, potranno beneficiare di una significativa riduzione dei costi e dei tempi necessari per svolgere la propria attività». Infatti il costo del servizio è notevolmente il  più basso rispetto alle altre compagnie: 45 euro di abbonamento mensile. Praticamente alla portata di tutti.

OPEN SOURCE - Per coniugare convenienza e affidabilità del servizio la società si avvale di tecnologie open source, il cui codice è reso pubblico. Le ricerche di Philip Zimmermann infatti sono pubbliche da più di un decennio, le maggiori sperimentazioni nel campo di basano de facto sui suoi studi e posso dirsi consolidate tanto quanto i sistemi di protezione degli home-banking o dei servizi segreti americani. Gli sviluppatori di PrivateWAVE non hanno dubbi: «La resa pubblica della ricerca in ambito informatico e scientifico permette di abbattere i costi e di fornire un servizio migliore, in quanto collettivamente verificato» e aggiungono: «la riservatezza funziona se non è un segreto per nessuno».

Lavinia Hanay Raja


12/11/2009

Boyle vittima di stalking: protezione alla bruttina con la voce da usignolo

Boyle vittima di stalking: protezione alla bruttina con la voce da usignolo

 

Rafforzate le misure di sicurezze attorno all'abitazione dell'artista rivelazione. Una donna americana che le inviava strane lettere ha tentato di avvicinarsi alla sua casa ma è stata bloccata

 

Susan Boyle
Susan Boyle

Il successo, nel bene o nel male, ti può stravolgere la vita. Ne sa qualcosa Susan Boyle. La bruttina con la voce da usignolo, rivelazione della trasmissione tv inglese «Britain’s Got Talent» che ha appena coronato il sogno di un disco, è ora anche vittima di stalking. Una volta diventata famosa la donna, scrive il Sun, è stata "bombardata" di strane lettere da una donna americana di mezza età. Fin qui nulla di grave, se non fosse che la stalker in questione si è spinta oltre, arrivando quasi fino alla casa della cantante 48enne a West Lothian, in Scozia. L’americana è stata intercettata e bloccata in tempo da una guardia del corpo, ma l’incidente ha scosso «SuBo». Per questo sono state rafforzate le misure di sicurezza intorno all’abitazione della Boyle.

L'USCITA DEL SUO PRIMO ALBUM - Il produttore televisivo e discografico Simon Cowell, non appena informato dell’accaduto, ha subito ordinato di rafforzare la protezione per la cantante, che di recente ha avuto l’opportunità di incontrare il suo idolo di bambina, il cantante americano Donny Osmond. Cowell sta supervisionando l’uscita dell’album di esordio di SuBo, prevista questo mese.


07/05/2009

Surface, un passo nel futuro

Surface, un passo nel futuro

 

ARRIVA IN ITALIA IL TAVOLO-PC DI MICROSOFT: LO ABBIAMO PROVATO. Si fa tutto con le mani, basta mouse e tastiere. «Le interfacce saranno basate sull'interazione naturale: tocco e voce"

 

MILANO - L'effetto Minority Report è innegabile. Passare la mano sul tavolo-pc Surface e ruotare il globo terrestre cercando un punto sulla mappa. O suonare a quattro mani un pianoforte virtuale. O ancora sparpagliare sullo schermo le foto dell'ultima vacanza . Benché il "touch" - dopo un anno di iPhone - sia diventato per molti cosa banale, Surface impressiona ancora e strappa un sorriso bambinesco di compiacimento.

Microsoft Surface
Microsoft Surface

DIECI MANI INSIEME - Sarebbe meglio chiamarlo multi-multi-touch visto che in verità il tavolone digitale (che sotto allo schermo lcd da 30 pollici ha un pc mosso da Vista - da Windows 7 in futuro - e 5 videocamere che riconoscono il movimento e gli oggetti appoggiati sul piano) riconosce fino a 54 "tocchi" contemporanei («Ma è più un limite fisico, di mani allo stesso tempo sul tavolo, che tecnologico», dice Fabrizio Albergati, Responsabile Windows Business Group di Microsoft Italia). A che serve tutto questo tocca-tocca? Ad attività collaborative: giochi di società, dimostrazioni pubbliche, interazioni tra venditore e cliente, e cose del genere. E poi la tecnologia Surface si accorge anche se oggetti di un certo tipo sono appoggiati sul piano. Per fare un esempio, ecco come potrebbe "parlare" con un cellulare: video.

NON PER TUTTI, MA... - Surface, lanciato l'anno scorso, è appena arrivato in Italia. Ovvio sottolineare che non conquisterà i salotti del Bel Paese: per motivi di dimensioni e soprattutto costi (circa 16 mila euro) non nasce per un impiego domestico. Ma nell'Italia del design e della moda un oggetto del genere farà gola a molte aziende: in fiere, stand e locali à la page c'è da scommettere che si vedrà spesso. Per Albergati «Surface è uno sguardo sull'informatica del futuro, in cui si useranno sempre più interfacce naturali come la voce e le mani». Una lenta rivoluzione già in corso: Windwos 7, come noto, supporterà in maniera nativa le interfacce multi-touch e video come questo dimostrano i molti punti di contatto fra Surface e il prossimo sistema operativo di Redmond.