23/09/2011

Telefonini 4G: chiusa l'asta per gli 800 Mhz, allo Stato per ora 3,7 miliardi

Telefonini 4G: chiusa l'asta per gli 800 Mhz, allo Stato per ora 3,7 miliardi

H3g è rimasta a mani vuote. Le bande per gli 800 Mhz sono andate due a Telecom Italia per 992,2 milioni di euro, 2 a Vodafone per 992,4 milioni e 2 a Wind per 977,7 milioni

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08/02/2011

Comunicazioni via Internet, scontro tra Vodafone e Skype sui nuovi contratti

Comunicazioni via Internet, scontro tra Vodafone e Skype sui nuovi contratti

L'operatore telefonico ha vincolato l'uso di alcune applicazioni a particolari piani tariffari. Clienti in rivolta

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08/05/2010

Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in Italia

Fibra ottica, ecco il progetto per la rete unica in Italia

Fastweb, Vodafone e Wind lanciano l'idea di una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza

 

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Fastweb, Vodafone e Wind lanciano il progetto di una rete unica in fibra ottica per l'Italia, aperta agli altri operatori, da realizzare con il supporto di governo e autorità di controllo e l'apporto finanziario di investitori privati e pubblici, con la Cassa Depositi e Prestiti in posizione preminente. Una rete "unica, aperta ed efficiente" comune a tutti gli operatori che potranno offrire i propri servizi in regime di concorrenza.

Il progetto è stato presentato oggi in una conferenza stampa congiunta dai vertici dei tre gruppi,
Carsten Schloter (Fastweb), Paolo BertoluzzoGubitosi (Wind): per il passaggio dal rame alla fibra si prevede un investimento di 2,5 miliardi di euro in 5 anni, per collegare le 15 maggiori città italiane, con 10 milioni di abitanti, e un periodo di 9 anni per raggiungere il pareggio finanziario. Pronto anche un piano più ambizioso, collegare i 500 comuni più grandi d'Italia, con 30 milioni di abitanti complessivi, in un periodo di 5-10 anni, investimenti
(Vodafone) e Luigi per 8,5 miliardi e pareggio da raggiungere in 11 anni.
I tre operatori chiamano a gran voce Telecom a partecipare al piano, riconoscendole il ruolo che le compete: "Auspichiamo la partecipazione di Telecom - ha detto Gubitosi - con un ruolo importante, più grande di quello di ognuno di noi. Non ha senso per noi fare un progetto senza Telecom, ma neanche per loro farlo senza di noi. E' un piano che presenta vantaggi anche per Telecom".

Indispensabile
inoltre il supporto del Governo e delle autorità di controllo, l'Agcom e l'Antitrust. "Sarebbe difficile portare avanti il progetto se l'Agcom lo osteggiasse o il governo non lo volesse supportare. Al governo chiediamo di avviare un tavolo con operatori e istituzioni per la creazione
della società per la rete in fibra ottica". All'autorità Gubitosi chiede inoltre di evitare ulteriori vantaggi che accrescano la profittabilità della rete in rame all'operatore dominante Telecom. Aggiunge Schloter: "Immagino che se Governo e Agcom dovessero prendere la guida del progetto, gli altri player non possano negare il proprio apporto. Tutti gli operatori devono sedersi intorno a un tavolo nell'interesse comune dell'Italia".


28/11/2009

Sudafricani bianchi al manager italiano: «Razzista alla rovescia»

Sudafricani bianchi al manager italiano: «Razzista alla rovescia»

 

Il caso Nel mirino l’ad di Vodafone Vittorio Colao. L’azienda ha ceduto azioni solo a neri

 

I manifesti che criticano Vittorio Colao
I manifesti che criticano Vittorio Colao

MILANO — Il manifesto è più che eloquente: una fotografia in primo piano di Vittorio Colao, circondata dalla frase «Ricercato per razzismo». Così, dalla scorsa settimana l’amministratore dele­gato del gruppo Vodafone si trova al centro di un’offensiva che, per certi aspetti, sta facendo riemerge­re in Sudafrica la vecchie ferite la­sciate dall’apartheid. Il paradosso è che a lanciare la campagna «Boi­cottate Vodafone!» è John Kerlen, esponente di quel South Africa’s Cape Independence Party che è espressione di un piccolo grup­po di irriducibili afrikaaner di estrema destra. Gli è bastato dif­fondere via internet un’email con le accuse a Colao per inne­scare un dibattito che ogni giorno vede aggiungersi deci­ne di blog, di messaggi, di di­chiarazioni che viaggiano su Facebook e altri siti di social networking.

Nel mirino di Kerlen c’è la decisione di Vodacom, la società al 65% di Vodafo­ne che è il primo operatore mobi­le in Sudafrica e ha attività anche in Tanzania, Lesotho, Congo, Mo­zambico, di destinare il 3,44% di proprie azioni alla comunità di co­lore. Una sorta di sistema di quo­te che porterà la «black communi­ty » sudafricana ad aumentare la partecipazione in Vodacom dal­l’ 1,9% che aveva nel 2007 al 6,97% previsto entro la fine di quest’an­no. Una scelta inaccettabile per il Cape Independence Party. «La no­stra costituzione vieta ogni forma di discriminazione per razza, fede religiosa, abitudini sessuali - scri­ve Kerlen - . E in questo senso la decisione di Vodacom appare as­solutamente discriminatoria » .

Dal quartier generale di New­bury, vicino a Londra, Colao prefe­risce non commentare. Ma i suoi collaboratori spiegano che la so­cietà africana di Vodafone non ha fatto altro che applicare le norme previste dalla Bee (Black Econo­mic Empowerment), la legge vara­ta nel 1994, all’indomani della fi­ne del regime di apartheid, secon­do cui per poter operare in Suda­frica le aziende devono agevolare la partecipazione della comunità di colore alle attività economiche. «Niente vieta comunque ai bian­chi di acquistare le nostre azioni direttamente sul mercato», sotto­lineano in casa Vodafone. La stes­sa tesi, del resto, sembra condivi­sa dalla maggioranza dei sudafri­cani che stanno rispondendo via internet ai messaggi di Kerlen. Un esempio su tutti: «Contestare la scelta di Vodafone significa torna­re alle contrapposizioni razziali che ci siamo lasciati alle spalle tan­to tempo fa», scrive Victor MacK­lenin, che si definisce «un uomo d’affari di Cape Town».

In realtà, la nuova offensiva della destra afrikaaner appare nient’altro che il seguito di una campagna innescata l’anno scor­so contro un’altra decisione di Vo­dafone, ritenuta particolarmente grave dal Cape Party. All’inizio del 2008 Vodacom ha infatti attribui­to consistenti quote di capitale a Yebu Yetho e a Royal Bafokeng, due particolari «fondi sovrani» che rappresentano gli interessi di alcune minoranze etniche della «black community» sudafricana, e che investono i proventi di di­verse attività economiche (innan­zitutto quella mineraria) per desti­narne poi i guadagni alle rispetti­ve comunità.

Giancarlo Radice


23/04/2009

Accordo Vodafone -Facebook Sempre connessi al web col cellulare

Accordo Vodafone -Facebook Sempre connessi al web col cellulare

 

A 2 EURO A SETTIMANA. E da 3 Italia arriva il cellulare progettato il social network

 

L'offerta di Vodafone su internet
L'offerta di Vodafone su internet

ROMA - Vodafone Italia e Facebook hanno concluso un accordo che consentirà di ampliare ulteriormente i confini di Internet sul cellulare per soddisfare le esigenze di comunicazione di tutti i clienti. L'accordo permetterà a tutti i membri di Facebook, clienti di Vodafone Italia, di attivare Mobile Internet Facebook Edition. Mobile Internet Facebook Edition è l'offerta che per soli due euro a settimana consentirà di accedere a Internet dal cellulare ovunque e in qualsiasi momento senza limiti di tempo o di traffico. Tutti coloro che attiveranno Mobile Internet Facebook Edition potranno cosi restare sempre in contatto con gli amici, aggiornare il proprio status e navigare su Internet senza alcuna preoccupazione.

SEMPRE CONNESSI - Grazie alla nuova tariffa, infatti, sarà possibile essere sempre connessi dal proprio cellulare e accedere ai propri servizi preferiti anche in mobilità, gratuitamente per la prima settimana, e successivamente pagando solo 2 euro a settimana. Per attivare Mobile Internet Facebook è sufficiente diventare fan di Mobile Internet Facebook Edition sulla pagina «Vodafone Social Network» e richiedere l'attivazione nella pagina dedicata. L'offerta può già essere attivata con qualsiasi telefono Vodafone live!. Mobile Internet Facebook Edition ha una validità di 7 giorni dalla data di attivazione. L'offerta si intende automaticamente rinnovata di settimana in settimana allo stesso prezzo di attivazione. È sempre possibile disattivare il rinnovo della promozione chiamando il numero gratuito 42070. Con questa nuova offerta Vodafone e Facebook confermano il proprio impegno nel rendere il mondo di Internet ancora più aperto, consentendo a tutti di restare in contatto con la propria community di amici e beneficiando a pieno delle potenzialità offerte dalle comunicazioni mobili.

LA RISPOSTA DI 3 ITALIA - 3 Italia, la Mobile Media Company lancia sul mercato italiano INQ1, il primo cellulare progettato specificamente per l’accesso ai social network. Sarà disponibile dal 27 Aprile a 99 euro in acquisto o in comodato gratuito con 10 euro di ricarica al mese, inclusi 3 gigabyte al mese di navigazione gratuita fino a fine 2009. Premiato nel febbraio 2009 al World Mobile Congress di Barcellona come miglior cellulare del mondo INQ1 permette di accedere a Facebook con un solo clic e garantisce un elevato grado di interattività in tempo reale: si visualizzano gli aggiornamenti dei propri contatti direttamente sul display del cellulare senza doversi collegare al sito Facebook, e si possono consultare gli status e vedere le foto dei profili dei propri «amici» anche dalla rubrica telefonica. Con INQ1 è possibile scattare foto attraverso la fotocamera da 3,2 megapixel e caricarle direttamente su Facebook con un solo click, ma anche effettuare chiamate da Skype a Skype, chattare illimitatamente con Windows Live Messenger o accedere a YouTube, Google e ai siti Internet preferiti direttamente dall’home page del telefono. Dall’integrazione tra Facebook e cellulari nasce un «personal media» di nuova generazione dalle potenzialità enormi, un universo in cui convivono più di 200 milioni di utenti Facebook, 400 milioni di utenti 3G e 3,5 miliardi di utenti di telefonia mobile nel mondo (dato aggiornato al gennaio 2009).

 

 

http://www.gadgetstylist.com/blog/wp-content/uploads/2008/12/inq1-3-logo-front.jpg

3 INQ1 - large photo

 


16/02/2009

L'Antitrust multa Tim e Vodafone

L'Antitrust multa Tim e Vodafone

 

Sanzionati per 500mila euro l'uno per aver modificato i piani tariffari senza adeguate informative ai clienti, rincari medi annui da 49 a 83 euro. CATRICALA': «adeguata la sanzione massima»

 

Il presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato Antonio Catricalà (LaPresse)
Il presidente dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato Antonio Catricalà
ROMA - L'Antitrust ha sanzionato Tim e Vodafone con una multa di 500 mila euro ciascuno per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore. «Abbiamo ritenuto che sia stata una sanzione adeguata. Che adeguato sia il massimo della pena» ha detto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà. La notizia della multa è stata diffusa da Altroconsumo, che aveva denunciato l'agosto scorso all'Autorità i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile.

RINCARI DA 49 A 83 EURO - «La mancanza di informazione e trasparenza, si legge in una nota di Altroconsumo, ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all'altro e le modalità di rimborso del credito residuo». I rincari, calcolati dall'associazione a tutela dei consumatori, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d'aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%.

«URGENTE LA CLASS ACTION» - «L'intervento dell'Antitrust - sottolinea Paolo Martinello, presidente Altroconsumo - dimostra la necessità urgente di introdurre la class action nel nostro Paese. L'istituto del risarcimento collettivo si adatterebbe perfettamente a casi come questi, dove, per tali pratiche commerciali scorrette, la multa acquista un significato formale e non restituisce alle migliaia di utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere. Ma la conversione del decreto milleproroghe al Senato ha confermato l'ulteriore rinvio a luglio della norma, e i disegni di legge pendenti sia alla Camera che al Senato sono ancora impantanati nelle commissioni competenti».

 


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