28/01/2012

Chiude Spanair, aeroporti nel caos

Chiude Spanair, aeroporti nel caos

La motivazione della compagnia: «assenza di disponibilità finanziaria per i prossimi mesi». Annullate decine di voli su Madrid, Barcellona e Canarie. Le proteste dei passeggeri: 22 mila restano a terra

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05/07/2011

Offerte introvabili e supplementi L' Antitrust multa Ryanair

Offerte introvabili e supplementi L' Antitrust multa Ryanair

SANZIONE DA 500 MILA EURO. Contestate alla compagnia irlandese annunci ingannevoli e mancata assistenza. Gli interventi del Garante

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18/06/2011

Per i costi dei partiti la crisi non esiste: +1.110% di rimborsi

Per i costi dei partiti la crisi non esiste: +1.110% di rimborsi

Il caso clamoroso dei Ristoranti italiani all'estero. Boom nell’uso degli aerei di Stato. Ogni componente del governo vola 97 ore l’anno

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04/09/2010

Ryanair, l'ultima trovata di O'Leary «Via secondo pilota, hostess addestrate»

Ryanair, l'ultima trovata di O'Leary «Via secondo pilota, hostess addestrate»

PIOGGIA DI PROTESTE: «SIAMO OLTRE L'ASSURDO», «PASSEGGERI INSULTATI». La proposta per tagliare i costi: «In caso di emergenza l'equipaggio prende il comando per far atterrare l'aereo»

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08/08/2010

Incendi, la grande fuga da Mosca

Incendi, la grande fuga da Mosca

E’ ancora emergenza in Russia. Il fumo, che ha raggiunto la stratosfera, minaccia le centrali nucleari presenti sul territorio. E cresce l’allarme per la situazione sanitaria.

 

 

 

Cresce l'allarme per la situazione sanitaria a Mosca, stretta nella morsa del fumo che si sprigiona dagli incendi delle regioni circostanti e di un caldo soffocante. Monumenti simbolo come le torri del Cremlino risultano invisibili da breve distanza mentre il fumo acre che soffoca la città da giorni non dà tregua.

Mosca è immersa da uno smog che non ha precedenti a memoria d'uomo e la responsabile per i diritti del consumatori ha confermato che nella capitale russa è aumentato il tasso di mortalità. Le persone più a rischio sono quelle con patologie cardio-vascolari e polmonari, ma anche i bambini. Chi può, se ne va, ma decine di voli hanno subito ritardi nelle ultime ore.


Gli incendi hanno provocato una crisi che non ha precedenti in
Russia centrale e le autorità faticano a rispondere ai vari fronti di crisi. A rischio sono i principali siti strategici, tra cui il più grande impianto di ricerca nucleare, quello di Sarov; ma il Ministero della Difesa ha annunciato, secondo l'agenzia Interfax, che i pompieri sono riusciti a spegnere il rogo che lo minacciava.

L'aeroporto più colpito, quello di
Domodedovo, a sud di Mosca, dove circa 2.000 passeggeri in partenza sono rimasti bloccati e solo alcuni aerei sono riusciti ad atterrare. "I passeggeri devono capire che i ritardi sono inevitabili", ha detto Sergei Iswolsky, del comitato statale dell'aviazione, spiegando che i ritardi possono variare da 30 minuti a diverse ore. E se gli abitanti di Mosca cercano di fuggire dalla capitale, le agenzie di viaggio segnalano il tutto esaurito per i pacchetti vacanze verso mete come l'Egitto, il Montenegro e la Turchia.


09/05/2010

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Cenere vulcanica, stop ai voli nel Nord Italia

Dalle ore 8 alle 14 di domenica interdetto lo spazio aereo del Nord della Penisola, salvo Venezia, Trieste e Rimini. Cancellati 5.000 collegamenti in Spagna, Portogallo e Francia.

 

 


Stop ai voli nel Nord Italia, salvo Venezia, Trieste e Rimini, dalle ore 8 alle ore 14 di domenica 9 maggio. Questo quanto comunicato dall'Enac che predispone l'interdizione del traffico aereo a causa della cenere vulcanica.

La nube di polvere del vulcano islandese Eyjafjallajokul torna dunque in Italia, dopo l'ennesima giornata di caos che sabato ha interessato l'Europa causando l'annullamento di 5.000 voli. A causa della ripresa dell'attività eruttiva del vulcano, l'aeroporto di Barcellona sabato è stato chiuso dalle ore 15 alle ore 22.


Intanto anche l'Enac,
l'Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, segue da vicino l'evolversi della situazione e invita i passeggeri a contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sull’operatività dei propri voli nelle prossime ore.

Qui tutte
le informazioni sui voli Alitalia
Notizie in tempo reale sui voli negli aeroporti di Venezia TesseraTorino Caselle - Bergamo Orio Al Serio - Bologna - Milano Linate e Malpensa - Roma Fiumicino

La parte bassa della nube, compresa fra il suolo e circa 6500 metri di quota - si legge nel bollettino del Vaac,
il Centro di controllo europeo delle polveri vulcaniche ai fini della sicurezza del volo - "è quella più pericolosa per il volo, invaderà il Mar Ligure e il Tirreno e poi man mano il resto dell'Italia a cominciare dalla parte occidentale, mentre la parte alta della nube (compresa fra i 6500 metri e circa 11 mila metri) invaderà tutta l'Italia settentrionale ma tenderà a dirigersi sui Balcani".

Entro le ore 13 circa di domenica, precisa il Vaac, "la parte bassa della nube (pericolosa per il traffico aereo e segnata in rosso) coprirà tutta l'Italia, esclusa la Sicilia e la Sardegna, ma compreso l'Adriatico, per spingersi fino alla Grecia". La parte alta della nube, compresa fra la quota di 6500 metri e 11 mila metri circa - conclude il bollettino - scivolerà invece lungo la penisola balcanica (senza interessare l'Italia) per spingersi fino al Bosforo".


L'attività eruttiva, secondo quanto riferito da Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è di nuovo ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo.


07/05/2010

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

L'Eyjafjallajokull e l'incubo di un nuovo stop ai voli

Il vulcano islandese è tornatato a eruttare nella notte, provocando la formazione di un'altra nube di cenere. A Bruxelles la portavoce dell'Eurocontrol ha comunicato che le polveri "si stanno spostando verso la costa occidentale della Penisola iberica"

 

 

 

 

Torna a far paura l'Eyjafjallajokull, il vulcano islandese che, in aprile, ha mandato in tilt lo spazio aereo europeo a causa d'una ripresa dell'attività eruttiva. Nella serata del 6 maggio i metereologi dell'isola dei vichinghi hanno infatti annunciato una nuova fase esplosiva del cratere sottostante l'omonimo ghiacciaio con inevitabili e "considerevoli" ricadute di cenere. E, come previsto, nella notte s'è verificata una nuova intensa eruzione, che ha causato la formazione d'un'altra nube di cenere.

Sulle effettive conseguenze della spessa coltre di polveri è intervenuto Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il quale è tornato con un collega italiano e con un gruppo di scienziati francesi nell'area del ghiacciaio dell'Eyjafjallajokull. Scopo della sua missione è quello d'aiutare i vulcanologi islandesi a misurare lo zolfo in uscita dalla sommità del cratere, che preoccupa non poco per la salute della popolazione locale. Relativamente alla criticità della situazione Burton non ha dubbi: "Secondo le informazioni attuali che abbiamo la situazione ora è molto confrontabile con quella del 14 aprile, vale a dire quella dell'inizio della seconda fase dell'eruzione, quell'eruzione di cenere che ha provocato tutti i problemi di volo aereo in Europa. Ora tutto dipende dal meteo perché, se il vento porta il pennacchio sopra il Regno Unito e la Francia come ha fatto due settimane fa, immagino che creerà problemi".


E a fare il punto della situazione con specifico riferimento allo spazio aereo europeo è intervenuta Kyla Evans, portavoce di Eurocontrol, che a Bruxelles ha comunicato lo spostamento delle ceneri, prodottesi nella notte, "verso la costa occidentale della Penisola iberica". La portavoce ha poi notificato la conseguente deviazione di molti voli intercontinentali, transitanti sull'Irlanda, con inevitabili ritardi "a seconda delle rotte". Evans ha aggiunto che al momento, in ogni caso, non sono previste ulteriori chiusure di scali.


E proprio l'isola verde, fra le altre cose, ha vissuto fino alle 12.00 del 7 maggio (14.00 in Italia) il terzo giorno di chiusura, sia pure parziale, del proprio spazio aereo. Nel pomeriggio del 6 maggio la Iaa, autorità per l'aviazione civile nazionale, aveva infatti vietato i voli in partenza e in arrivo da sei aeroporti della parte occidentale dell'isola, tra cui quello di Shannon. Il divieto era scattato a partire dalle 23.00 ora locale dello stesso giorno (1.00 in Italia).


Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondo

Ecco l'eruzione del vulcano che ha bloccato il mondo

Va in onda il 7 maggio alle 21.10, su National Geographic Channel (canale 402 di Sky), un documentario con le immagini inedite di Eyjafjallajokull. Una troupe ha filmato l'esplosione, l'eruzione del 14 aprile e la formazione della nube.

 

 

Ne abbiamo sentito parlare. Ne abbiamo subito le conseguenze. Ora, finalmente, possiamo vederla. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull del 14 aprile scorso ripresa da una troupe di National Geographic. Immagini inedite della nube di cenere che paralizzò il traffico aereo causando danni economici per milioni di euro. Saranno trasmesse sul canale 402 di Sky. Il vulcano che bloccò il mondo, questo il titolo del documentario, andrà in onda venerdì 7 maggio alle 21.10.

Le telecamere di National Geographic hanno ripreso tutte le fasi dell’evento naturale. Dai momenti prima dell’esplosione, all’eruzione vera e propria, fino alla formazione della nube. Una troupe, infatti, era già in Islanda per girare un documentario su Eyjafjallajokull. C’erano il geologo Haraldur Sigurdsson, docente della Rhode Island University, e il regista Johann Sigfusson. Hanno noleggiato un elicottero e sorvolato il vulcano in piena attività. Sono riusciti ad atterrare vicino al cratere. “Il panorama e i rumori erano inimmaginabili – racconta Sigfusson –. Ogni dieci minuti un boato fortissimo ci faceva sobbalzare. La nube era enorme, un immenso muro grigio. Potevamo sentire la cenere sulla faccia e in bocca”.

L’eruzione vista da molti punti di vista, anche dallo spazio grazie ad immagini dei satelliti Nasa, ma non solo. Nel documentario (nel video un estratto) ci saranno testimonianze oculari e opinioni di tanti studiosi sul risveglio di Eyjafjallajokull.

 



22/04/2010

Eruzione del vulcano: chiusi di nuovo aeroporti in Svezia e Norvegia

Eruzione del vulcano: chiusi di nuovo aeroporti in Svezia e Norvegia

Ritorno circostritto delle ceneri. La Danimarca ha invece annunciato il ritorno alla normalità in tutto il suo spazio aereo

 

STOCCOLMA - Torna a preoccupare l'eruzione del vulcano islandese, anche se in una zona per ora circostritta: numerosi aeroporti nel Sud e nel Nord della Svezia e nel sud ovest della Norvegia sono stati chiusi fino a nuovo ordine a causa di un ritorno delle ceneri. Lo hanno annunciato le autorità del traffico aereo. La Danimarca ha invece annunciato il ritorno alla normalità in tutto il suo spazio aereo dopo la rimozione delle restrizioni dovute alla nube. Lo riferisce l'ente di controllo del traffico aereo Naviair.

APERTI OSLO E STOCCOLMA - Al momento la chiusura dello spazio aereo non riguarda tuttavia gli aeroporti di Stoccolma e Oslo, mentre sono stati chiusi gli scali di Goteborg, Malmoe e Bergen. Secondo i meteorologi il cambiamento dei venti non ha portato alla prevista dissoluzione della nube già presente nella regione, mentre nuove ceneri vengono spinte in direzione della Norvegia.

FINLANDIA - L'Autorità Finlandese dell'Aviazione Civile (Finavia) ha annunciato che manterrà chiuso lo spazio aereo sulla metà meridionale della Finlandia, il che interesserà i due principali scali del Paese nordico, compreso Hlsinki-Vantaa. Rimane aperto invece lo spazio aereo nella zona settentrionale, dove operano normalmente gli scali regionali; mentre gli aerei che coprono rotte transoceaniche sono sempre autorizzati a sorvolare la Finlandia sopra la nube vulcanica, a 10.000 metri di altitudine. Le restrizioni dovrebbero essere allentate nel pomeriggio se si confermano le previsioni meteorologiche, che prevedono il dissolvimento della nube di cenere proveniente dal vulcano islandese.


21/04/2010

Riparte il traffico aereo in Italia, ancora qualche disagio

Riparte il traffico aereo in Italia, ancora qualche disagio

In funzione tutti gli aeroporti del Regno Unito, riaprono i cieli anche in Finlandia. In Germania resta chiuso lo scalo di Francoforte. Il vulcano Eyjafjallajokull perde l'80% della sua intensità.

 

 

 

L'intero spazio aereo italiano è riaperto da ieri, anche se diversi voli sono stati comunque cancellati e le tratte funzionanti sono essenzialmente quelle interne. Nei cieli del resto d'Europa la ripresa del
traffico è graduale, mentre l'attività del vulcano islandese Eyjafjallajökull sembra diminuita.
Tutte le informazioni sui voli Alitalia
Notizie in tempo reale sui voli negli aeroporti di Venezia TesseraTorino Caselle - Bergamo Orio Al Serio - Bologna - Milano Linate e Malpensa - Roma Fiumicino (sito temporaneamente in manutenzione).

Gran Bretagna -
Riaprono i cieli del Regno Unito. L'aeroporto londinese di Heatrhrow, scalo chiave per il traffico aereo europeo, ha riaperto alle 23 ora italiana dopo la chiusura forzata di cinque giorni a causa della nube di cenere sprigionatasi dopo l'eruzione del vulcano in Islanda.
British Airways
ha comunicato che oggi saranno operativi tutti i voli a lungo raggio dagli aeroporti londinesi di Heathrow e Gatwick, ma ci potranno essere ancora cancellazioni per gli altri fino alle 14.00 ora italiana.
Anche l'australiana Quantas Airways ha annunciato oggi la ripresa dei voli per l'Europa, dopo un blocco che le è costato 1,4 milioni di dollari. Regolari saranno pure i voli di Air China.

Air France
ripristinerà oggi i voli a lungo raggio, mentre la Polonia ha riaperto il suo spazio aereo dalle 7.00 e la Finlandia dalle 11.00.
In Germania erano aperti questa mattina gli aeroporti di Amburgo, Berlino, Brema e Hannover, mentre Francoforte e altri rimangono chiusi, come ha detto Dfs, l'ente tedesco del controllo aereo, che non fa previsioni circa il completo ritorno alla normalità.
La Danimarca, invece, apre tutto il suo spazio aereo dalle 11:00, fino almeno domani mattina, alle 02:00.

Cenere nei cieli -
L'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull da sabato scorso ha perso l'80 per
cento della sua intensità. L'ufficio meteorologico islandese ha detto che sebbene l'eruzione del vulcano sia ancora in corso sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, a circa 120 chilometri a sudest della capitale Reykjavik, sta emettendo meno cenere e più lava, e la nube sprigionata è a una quota più bassa.

Un esperto dell'Organizzazione meteorologica mondiale ha detto oggi, parlando da Ginevra, che un sistema di bassa pressione in movimento verso l'Islanda dovrebbe contribuire a disperdere le ceneri in pochi giorni, entro il fine settimana.