20/09/2010

Svezia, l’estrema destra per la prima volta in Parlamento

Svezia, l’estrema destra per la prima volta in Parlamento

Alle elezioni i conservatori ottengono un risultato storico e si confermano alla guida del governo. Ma la novità è il partito xenofobo Sd, che supera la soglia di sbarramento del 4%

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19/08/2010

La Francia espelle i rom: oggi rimpatriati i primi 93 Ue: "Rispettare le regole"

La Francia espelle i rom: oggi rimpatriati i primi 93 Ue: "Rispettare le regole"

Nonostante le accuse di Bruxelles, Sarkozy non arretra di un millimetro nella sua politica sui rom. Oggi 93 saranno rimpatriati in Romania dalla Francia a bordo di due aerei di linea. Governo sotto accusa: "Derive populiste"

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06/05/2010

«Niente cibo a chi non lavora» Manifesti anti-rom in Slovacchia

«Niente cibo a chi non lavora» Manifesti anti-rom in Slovacchia

I gruppi di attivisti per i diritti umani: «Vogliono solo alimentare l'odio». Polemica per l'iniziativa del partito ultra-nazionalista: i cartelloni raffigurano un uomo seminudo e tatuato

 

I manifesti anti-rom
I manifesti anti-rom

È polemica in Slovacchia dopo la comparsa di alcuni manifesti elettorali a sfondo razzista fatti affiggere dal Partito Nazionale Slovacco, noto per il suo atteggiamento xenofobo e ultranazionalista, in vista delle elezioni generali del prossimo 12 giugno. I cartelloni raffigurano un uomo di etnia rom, seminudo, tatuato e con una vistosa catena d'oro al collo, accompagnato dalla scritta «Non diamo da mangiare a chi non vuole lavorare».

LE REAZIONI
- I rom, una delle minoranze etniche più povere ed emarginate dell'Europa centrale, sono spesso bersaglio dei partiti ultranazionalisti di estrema destra. I manifesti oggetto della polemica sono stati portati all'attenzione pubblica da alcuni gruppi di attivisti per i diritti umani, che ora pensano di intraprendere azioni legali contro il partito. «Non fanno che diffondere luoghi comuni sui rom», è l'accusa di Irena Biharova, avvocato del movimento Persone contro il razzismo. «Questo manifesto non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione, punta solo ad alimentare l'odio contro i rom». Il Partito Nazionale Slovacco, il cui leader Jan Slota non fa mistero delle sue idee xenofobe, è attualmente al governo nella coalizione guidata dal primo ministro Robert Fico. L'ingresso del partito nel governo formato nel 2006 ha contribuito a inasprire i rapporti con l'Ungheria, «nemico» storico della Slovacchia (fonte: Adnkronos).


14/05/2009

Napolitano: «Troppa retorica xenofoba» Bossi: «Io ascolto la gente»

Napolitano: «Troppa retorica xenofoba» Bossi: «Io ascolto la gente»

 

Maroni alla cei: «Sul ddl sicurezza critiche infondate». Il capo dello Stato: «Le differenze etnico-religiose non si traducano in fattore di esclusione»

 

Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano

ROMA - «Si diffonde una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, a incorporare accenti di intolleranza e xenofobia». È il duro monito indirizzato il giorno dell'approvazione del ddl sicurezza alla Camera dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Al quale rispondono prima il leader della Lega Nord e ministro per il Federalismo Umberto Bossi, e poi il premier Berlusconi: «Siamo da sempre contro la xenofobia». Sollecitato dai giornalisti, il senatùr ha replicato: «Napolitano? Io ascolto la gente». Nel dibattito alla Camera sul disegno di legge sicurezza (approvato con 297 sì, 255 contrari e tre astenuti), c'è da registrare anche il duro attacco al governo del segretario del Partito democratico, Dario Franceschini: «Quando la politica si trasforma nella caccia morbosa del consenso, quando calpesta i valori, non è più politica. Avete usato parole di disprezzo anche nei confronti della Chiesa, voi così ipocritamente devoti. Non vogliamo assistere al ritorno delle camice nere».

DISEGUAGLIANZA E POVERTÀ - Intervenendo all'assemblea annuale delle Fondazioni europee, il capo dello Stato aveva anche evidenziato come povertà e disuguaglianza siano «strettamente connesse» e che quindi «le misure rivolte a ridurre la povertà e quelle contro l'esclusione sociale devono andare di pari passo». Secondo Napolitano, «solo in questo modo si può evitare che chi è in fondo alla scala sociale rimanga confinato in quella posizione». Questo, avverte il presidente della Repubblica, «è tanto più importante nei nostri Paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate. Il rischio che queste differenze si traducano in esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, a incorporare accenti di intolleranza o xenofobia» ha precisato.

BERLUSCONI - Dopo il via libera alla Camera, il presidente del Consiglio ha replicato al capo dello Stato e ai vescovi che avevano criticato il ddl del governo: «Noi siamo da sempre contro la xenofobia. Non ho conoscenza di critiche da parte dei vescovi. Ho parlato spesso con i responsabili della Cei e sui nostri provvedimenti ho sempre trovato accoglienza positiva». In ogni caso, ha concluso il premier, «il 76% degli italiani condivide l'operato del governo. La differenza tra noi e la sinistra è che loro vogliono le porte spalancate per chiunque, noi le vogliamo chiuse e vogliamo socchiuderle solo per chi vuole venire in Italia per trovare lavoro e rispettare le nostre leggi».
«Con il provvedimento approvato questa mattina noi siamo in grado di garantire la sicurezza dei cittadini. Con l'approvazione del provvedimento sulla sicurezza abbiamo mandato un messaggio alle organizzazioni criminali, dicendo che noi non possiamo accogliere immigrati che non hanno nè arte nè parte e che quindi non possono entrare nel sistema produttivo e che vanno a finire nelle organizzazioni criminali» ha detto successivamente Berlusconi, parlando agli stati generali dell'edilizia, organizzati dall'Ance alla Fiera di Roma. Poi Berlusconi ha aggiunto: «Mettiamo una regola per fare entrare solo cittadini che hanno un lavoro».

BOSSI - Prima di Berlusconi, al presidente della Repubblica aveva indirettamente risposto anche Bossi, cogliendo l'occasione dell'intervento di Franceschini alla Camera: «Io ascolto la gente, non come Franceschini. Il suo è sembrato un suicidio in diretta, perché non ascolta la gente», ha detto.

MARONI RISPONDE ALLA CEI - Nel frattempo, sempre a proposito del tema immigrazione, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha risposto alle critiche della Cei. «Sono infondate. Bisogna leggere il provvedimento e allora tanti pregiudizi cadranno. Invito a valutare bene - prosegue Maroni - le norme che ci sono, comprese quelle antimafia. Chi vota contro il provvedimento vota contro norme che danno più potere al procuratore nazionale antimafia e più strumenti alle forze dell'ordine per combattere i traffici illeciti. Tutto il resto sono pregiudizi».


14/04/2009

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

«Hai una macchina troppo vecchia» Lo picchiano e gli fanno perdere un occhio

 

L'AGGRESSIONE LUNEDI' NOTTE A TOR BELLA MONACA. La vittima è un 30enne senegalese colpito da due italiani

 

Prima lo ha preso in giro perché guidava una vecchia auto, secondo lui un modello fuori moda. Poi lo ha colpito con una bottiglia al capo fino a romperla, accompagnando l'aggressione con insulti razzisti. Vittima dell'ultimo episodio di xenofobia fra Tor Bella Monaca e Casilino è stato lunedì notte un cittadino senegalese di 30 anni ora ricoverato in prognosi riservata in ospedale. L'uomo, curato dai medici del Policlinico di Tor Vergata, perde la vista da un occhio per i colpi ricevuti dall'aggressore, B.M., 20 anni, pregiudicato, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione sempre a Tor Bella Monaca. Il giovane è accusato di lesioni gravissime, aggravate dall'odio razziale. Per lo stesso reato è stato denunciato un suo amico sedicenne, che ha partecipato all'aggressione.

L'AGGRESSIONE - Il senegalese è stato affrontato dai due fuori da un bar di via Casilina. Erano le due di notte. Spalleggiato dal minorenne e anche da altri giovani, B.M. ha iniziato a prendere in giro il trentenne. Alla reazione della vittima ne è nato un violento litigio, al culmine del quale il ragazzo ha afferrato una bottiglia e si è avventato sull'altro colpendolo più volte. Proprio in quel momento è intervenuto un avventore del bar che ha cercato di proteggere il senegalese ma il suo tentativo è fallito. Dopo la fuga dell'aggressore e dei suoi complici, la vittima ha chiesto aiuto ai carabinieri. Più tardi gli investigatori della compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca hanno rintracciato B.M. a casa dove, nel corso di una perquisizione, è stata sequestrata anche la sua maglietta ancora sporca di sangue. Il ventenne è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.

Rinaldo Frignani


26/02/2009

Amauri: «Anch'io vittima del razzismo»

Amauri: «Anch'io vittima del razzismo»

 

LO SFOGO DEL BRASILIANO DELLA JUVE, CONTESO ANCHE DALLA NAZIONALE. «Xenofobi? Una minoranza di italiani. Ma in farmacia mi hanno accusato di rubare un pacco di pannolini»

 

 

Amauri (Sportimage)
Amauri

 

 

 

 

 

Anche a un immigrato di successo e senza problemi economici quale Amauri, come pure a sua moglie Cynthia, è capitato di subire sulla propria pelle il razzismo di alcuni italiani. Lo rivela lo stesso attaccante brasiliano della Juventus al settimanale Gioia in edicola. «È successo anche a me. Qualche tempo fa in una farmacia mi hanno accusato di rubare un pacco di pannolini. Li stavo posando, lo scaffale era vicino all'uscita e la porta automatica si è aperta. La farmacista voleva chiamare i carabinieri e io non avevo fatto nulla, semplicemente ero straniero e non parlavo un italiano perfetto. Le ho risposto: li chiami pure, poi la denuncio io: Lei è razzista...», racconta Amauri. «E ho aggiunto: sono più italiano di lei, e magari un giorno rappresenterò il suo Paese», prosegue.
Razzisti gli italiani? «Una minoranza, è vero, ma sono episodi che fanno stare male», dice a sua volta Cynthia, anche lei brasiliana, alla quale è capitato di sentirsi dare del tu nei negozi, e di sentirsi suggerire da una commessa di Verona: «Perché non vai in un outlet?». «Quando tornavo a casa e la trovavo di cattivo umore, sapevo già il perché», spiega l'attaccante, dal 2001 in Italia e che ha giocato negli ultimi anni nel Chievo e nel Palermo prima di arrivare alla Juve. E un Amauri con la maglia azzurra della Nazionale - rileva il giornale - potrebbe non essere lontano. Il passaporto italiano di Cynthia, che ha un bisnonno cuneese e vive in Italia da oltre dieci anni, è infatti in arrivo.


01/02/2009

Immigrato picchiato e bruciato a Roma

Immigrato picchiato e bruciato a Roma
 
Un gruppo ha assalito all'alba il senzatetto che dormiva L'indiano era solito dormire nell'atrio della stazione di Nettuno. Probabile aggressione xenofoba
 

ROMA - Selvaggia aggressione all'alba ai danni di un senzatetto, di origini indiane, che era solito dormire nell'atrio della stazione ferroviaria di Nettuno (Roma). L' uomo, 35 anni, è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Un gruppo (di vigliacchi n.d.r.) lo ha assalito alle 4 di domenica mattina. Gli aggressori avevano con sé una bottiglia di liquido infiammabile: prima hanno selvaggiamente picchiato l'uomo, che stava dormendo, poi lo hanno cosparso di benzina e hanno appiccato il fuoco. Immediato l'intervento dei carabinieri, che hanno soccorso la vittima. L'uomo è stato accompagnato dal 118 al pronto soccorso dell'ospedale di Anzio e trasferito subito dopo al Centro grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio. Le sue condizioni sono gravissime. Sul caso indagano i carabinieri coordinati dall'autorità giudiziaria di Velletri.

AGGRESSIONE XENOFOBA - Il gesto, sottolinea un investigatore, in tutta probabilità ha una matrice razzista ed è stato premeditato e studiato nei minimi particolari. Gli aggressori infatti sono arrivati portando con sé il liquido infiammabile; sembra poco probabile quindi che si sia trattato di una rapina degenerata. I carabinieri, allertati da una persona rimasta ignota che ha telefonato al 112, hanno trovato l'indiano con le gambe già completamente ustionate e gli abiti ancora in fiamme. L'uomo è riuscito a dire pochissime parole, poi ha perso i sensi per il dolore. Nella stazione di Nettuno gli immigrati trovano spesso riparo per la notte. Ma stamani, al momento dell'aggressione razzista, l'indiano era l'unico che dormiva nella sala d'aspetto.

 

15:09 Scritto in CRONACA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: immigrato, picchiato, bruciato, roma, xenofobia | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook