L’assessore regionale: «Ho parlato in modo volgare della mia amicizia con Cerroni: sono stato un ingenuo», «La trasmissione mi dipinge come un maneggione, magari anche corrotto»
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L’assessore Di Carlo |
Video: Di Carlo, Cerroni e le code alla vaccinara (da Report)
RACCONTATO COME UNA MACCHIETTA – Di Carlo prosegue nel suo racconto spiegando che «finita l’intervista, e apparentemente spente le telecamere, per un’altra ora gli ho parlato in modo intollerabilmente volgare purtroppo, e me ne scuso, della storia di amicizia tra me e l’avvocato Cerroni. L’ho fatto perché conosco l’intervistatore da 20 anni. Ho visto che nella trasmissione sono state utilizzate solo quelle frasi che consentivano di raccontarmi come una macchietta. Quindi – aggiunge – con la mia ingenuità ho contribuito ad alimentare questo clima di sospetti».
IL FUORIONDA – A proposito del suo rapporto con Cerroni, Di Carlo – durante il fuorionda trasmesso dal programma condotto dalla Gabanelli – afferma: «A tutti e due ci piace andare a mangiare, che c….o ne so, la coda alla vaccinara, capito? Nel mondo che vive lui, co chi c…o ce va, co’ Caltagirone a mangiare la coda alla vaccinara? Lui non ce l’ha sostituti. Non ce l’hai una soluzione, no? Tuo nipote c’ha 14 anni, te ce n’hai 82, quanto c…o pensi di campare ancora? Cioè quanto pensi di campare lucido?». L’intervistatore gli chiede: lui (Cerroni, ndr) ti ha chiesto di sostituirlo? Risposta: «No di sostituirlo, lui aveva visto che io non m’ero candidato alla Camera, non avevo seguito Rutelli, nel 2001, e quindi mi disse: “Perché non te ne vieni a lavorare con me?”. No, io se fossi andato a lavorare con lui gli avrei chiesto la televisione, cioè ormai la politica la fanno i giornali no? La fanno i giornali e la televisione, i politici sono degli utili idioti!».
REAZIONI – Il caso Di Carlo ha sollevato una vera e propria bufera. In una nota congiunta del gruppo federato “La Sinistra”, Prc, Verdi e Sd affermano che la restituzione della delega è «un atto dovuto: quanto accaduto è oggettivamente incompatibile con un incarico istituzionale delicato e importante». Bruno Astorre, assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, difende invece il collega: «Conosco Mario Di Carlo, la sua storia personale e politica. La sua amicizia è per me un fatto positivo. Gli riconosco le doti della lealtà, della franchezza, della trasparenza di comportamento». L’opposizione attacca: «Mario di Carlo si dimetta da assessore – chiedono il capogruppo di Alleanza nazionale alla Regione Lazio, Antonio Cicchetti e il consigliere Francesco Lollobrigida -. Dopo le ammissioni inequivocabili ascoltate nella trasmissione “Report”, che dimostrano i suoi coloriti rapporti con l’indiscusso leader del sistema dei rifiuti nel Lazio, crediamo non sia sufficiente la rinuncia alla sola delega ai rifiuti, che peraltro non capiamo quando gli sia stata attribuita». Il coordinatore regionale e Capogruppo di FI alla Regione Alfredo Pallone e il Consigliere regionale di FI Massimiliano Maselli chiedono un Consiglio straordinario: «Marrazzo farebbe bene ad accettare le deleghe rimesse da Di Carlo e quest’ultimo, sebbene sia solo una pedina di uno scacchiera ormai disordinata, dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi anche dal suo ruolo di assessore».
E IL VIDEO IMPAZZA SUL WEB – Intanto la «vaccinara» dell’assessore regionale del Lazio Mario Di Carlo impazza sul web e nelle suonerie dei telefonini. A portare su YouTube e sul suo sito «le ormai note parole sulle cene tra Di Carlo e Cerroni a base di coda alla vaccinara» andate in onda su Report è stato il consigliere del Municipio XVI di Roma Marco Giudici (Pdl). Il video sul suo sito marcogiudici.it e su YouTube, spiega, è cliccatissimo. «Fa bene a rimettere le sue deleghe l’assessore ai rifiuti Mario Di Carlo, sia per le sue dichiarazioni fuori onda, sia per i suoi folli progetti di gestione dei rifiuti a Roma», ha detto Giudici. Il video «sta letteralmente dilagando sul web al ritmo di più 50 contatti ogni 10 minuti».
Marrazzo risponde sul sito “www.facciamoladifferenza” alle accuse che si sono sviluppate durante la trasmissione Report andata in onda domenica 23 Novembre.
Leggendo l’articolo i termini sono quelli di un cittadino che vuole seguire i suoi ideali e che è convinti di quello che fa e ci crede.
Aspetterò ulteriori sviluppi, ma leggendo l’articolo su facciamoladifferenza
mi sono fatto l’opinione che Marrazzo non centri.
La campagna sulla raccolta differenziata è fatta bene.Ho molto apprezzato l’uso di materiale fotografico, che si dia voce alle testimonianze dei cittadini , e che le polemiche più dure sono accettate.
Si vuole cambiare l’ Italia ma ad ogni cosa c’è sempre una polemica.
Io ancora non ho perso la fiducia quindi aspetto ulteriori sviluppi (tanto cambiare idea è sempre possibile) ma nel mentre appoggio ancora Marrazzo.