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Atene rispetterà gli impegni» Euro, spunta un maxi-piano. Borse volano, Milano guida la rimonta

Giovedì il Parlamento tedesco decide sugli aiutI, Merkel fiduciosa. Venizelos: la Grecia non è il capro espiatorio d’Europa. Crollano le piazze asiatiche. spread btp-bund a quota 386 punti. Avvio in calo per Piazza Affari e le altre poi il recupero, trainate dai bancari. Il listino milanese è maglia rosa

WASHINGTON – Il messaggio inviato dal G20, di un impegno corale a sostenere gli sforzi dell’Europa per superare le crisi del debito sovrano, potrebbe non bastare a rassicurare i mercati alla riapertura delle contrattazioni, oggi. Ed i primi ad esserne convinti sono proprio, i ministri, i governatori delle banche centrali, i regolatori che hanno partecipato alla tre giorni di vertice dei Venti paesi più ricchi del pianeta e ai lavori dell’Fmi. Sui quali ha aleggiato la prospettiva, peraltro sempre smentita, di un inevitabile default della Grecia. Così ieri si sono rafforzati gli inviti a potenziare il fondo salva-Stati (Efsf), reso permanente e già più ricco rispetto alla prima edizione del maggio 2010, dal piano approvato, ma non ancora attuato, a Bruxelles il 21 luglio.

E si è diffusa anche l’ipotesi di un nuovo mega piano europeo da 3 mila miliardi di euro che sarebbe stato già esaminato e discusso da parte dei ministri del G20. Venerdì e sabato scorsi sotto la pressione della Cina, dell’Fmi e degli Usa che con il suo segretario al Tesoro Tim Geithner sabato hanno avvertito del pericolo di una serie di «default a cascata» nei paesi dell’Eurozona. A dare la notizia è stato il settimanale britannico Sunday Times secondo cui l’obiettivo dell’azione sarebbe quello di mettere in sicurezza Eurolandia e l’euro, anche nella prospettiva di un crack della Grecia. La maggior parte delle risorse verrebbe dirottata a rafforzare il capitale delle 16 maggiori banche del continente più in difficoltà, onde evitare disastrosi sconquassi sistemici, e per il resto ad alimentare in misura maggiore il Fondo salva-Stati. Sempre secondo il settimanale il piano verrebbe annunciato nei prossimi giorni. Non esistono però conferme (ma neanche smentite) così come non sembra trovare sbocco l’iniziativa, segnalata dal settimanale Le Journal du dimanche , che sarebbe stata proposta dal governo francese alle 5 principali banche del Paese (Bnp Paribas, Societé Generale, Credit Agricole, Bpce e Credit Mutuel), a metà di settembre, per una ricapitalizzazione da 10-15 miliardi di euro.

A chiedere comunque un rafforzamento dell’Efsf ieri a Washington è stato Lorenzo Bini Smaghi, componente del board della Bce: il fondo va rafforzato, deve diventare uno strumento realmente efficace per garantire la liquidità sui mercati», ha detto, aggiungendo che bisogna «agire tempestivamente nei prossimi giorni» perché «l’attuale rete di protezione va rafforzata per assicurare che il sistema finanziario europeo resista a qualunque choc». Dal Fondo invece è arrivata, dal capo del dipartimento Europa del Fmi, Antonio Borges, la sollecitazione alla Bce per «un’azione congiunta» con l’ Efsf per calmare il nervosismo dei mercati e scongiurare il rischio di contagio della crisi dal Vecchio Continente agli Stati Uniti e al resto del mondo.

La Grecia però non ci sta a fare da «capro espiatorio» della crisi europea e, col primo ministro George Papandreou, rilancia sui ritardi e le divisioni della comunità internazionale la responsabilità della gravità dell’attuale situazione. La Grecia «non è il problema centrale dell’Europa, anche perché possiede solo il 3% del debito pubblico della zona», ha affermato il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos parlando a Washington. Il paese farà «qualunque cosa sarà necessario» per centrare gli obiettivi che sono stati fissati ed «è pronto a prendere le iniziative opportune qualunque sia il costo politico». E che la Grecia non si debba far fallire lo ha spiegato anche la cancelliera Angela Merkel in tv ai tedeschi: «Si distruggerebbe la fiducia degli investitori nell’Eurozona». Giovedì il Bundestag voterà la riforma dell’Efsf e Merkel – per la quale il fondo va ampliato e «si deve avere la possibilità di ristrutturare i debiti dei Paesi come si fa con le banche» – ha «fiducia» nella maggioranza della sua coalizione.

MILANO – Era cominciata male la settimana a Piazza Affari, dove pesa la crisi del debito Ue. Il Ftse Mib cedeva in avvio l’1,67% a 13.441 punti, mentre l’All Share aveva fatto segnare un -1,53% a 14.245 punti. Ad inizio giornata non rassicurava dunque neanche il maxi piano da tremila miliardi elaborato dai Grandi per combattere la crisi. Partenza negativa anche per le altre piazze europee: Parigi segna -1,73%, Francoforte -1,23% e Londra -1,90%. Successivamente però Piazza Affari trascinata dal rialzo dei bancari riguadagnava terreno e passava in positivo. Stesso trend anche per le altre piazze europee. Attualmente l’Ftse Mib fa segnare il più alto rialzo europeo +3,67%, mentre Parigi segna +1,66%, Francoforte +2,12%, mentre Londra guadagna lo 0,27%.

TITOLI -Come detto il comparto bancario sta trainando al rialzo Piazza Affari e il resto d’Europa:. A Milano Intesa Sanpaolo balza a +9,4%, Unicredit +6,55% e Ubi Banca +7,49%. Sale anche Bpm, che guadagna il 3,33%. Brillanti gli assicurativi, con Fonsai +6,49% e Generali +5,16%; tra gli industriali, bene Fiat (+2,25%) con Exor (+3,75%). Su anche Enel (+3,85%) ed Eni (+1,21%).

ASIA – Male invece le Borse asiatiche. A Tokyo tonfo in chiusura, con il Nikkei a -2,17% a fine seduta. L’indice giapponese sconta il nervosismo degli investitori sulla tenuta dell’economia globale e sulla crisi del debito sovrano di Eurolandia, attestandosi a quota 8.374,13, ai minimi degli ultimi 30 mesi. Chiusura negativa anche per Shanghai -1,64% ed Hong Kong -1,48%. La Borsa thailandese ha registrato un crollo di oltre l’8%, portandosi al suo livello più basso in oltre un anno. L’indice composito Set (Stock Exchange of Thailand) ha perso l’8,46% a 877,08 punti, il maggior calo in un solo giorno dall’ottobre 2008, all’inizio della crisi finanziaria. «Gli investitori hanno venduto in preda al panico perché hanno perso la fiducia», ha detto Prapas Tonpibulsak della Krungsri Asset Management.

SPREAD – Sale in apertura lo spread tra il bund tedesco e il Btp decennale italiano, con il rischio di tornare vicino ai 400 punti. Il differenziale si è attestato a lungo a quota 396. Successivamente però è sceso tornando a quota 380.

EURO – Sul fronte valutario si accentua la debolezza dell’euro che ha aggiornato i minimi a 8 mesi sul dollaro a quota 1,3363, mentre prosegue il trend alla vendita sulle commodity con l’oro scivolato ai minimi a 2 mesi a 1.535 dollari l’oncia.

 

Stefania Tamburello e Redazione Online

Atene rispetterà gli impegni» Euro, spunta un maxi-piano. Borse volano, Milano guida la rimontaultima modifica: 2011-09-26T12:18:31+02:00da
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